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Sempre che l'immobile sia ristrutturato

TRIPPA PER I GATTI / 1006 - A fare problema è lo switch - Una nuova Fondazione promossa dal Comune rileverà solo l'attivo patrimoniale e non i debiti di quella che sta per chiudere - La Casa di Riposo Pietro Perazzo sospende (per ora) l'attività che in futuro potrà riprendere - Ipotesi di una nuova accoglienza degli Ospiti - Allegati i principali Atti di riferimento - 

Sullo sfondo, limiti e criticità mai risolti, origine del dibattito tra Opposizione consiliare e Giunta Comunale - L'intervento di Luca Pedrale

Chi segue da tempo le vicende di San Germano Vercellese sa che i fatti, gli Atti e – Dio non voglia – eventualmente anche le carte bollate, sono fenomeni talvolta accompagnati da assai significativi epifenomeni, premonitori quando non prodromici.

Questi epifenomeni sono le lettere anonime che, anche oggi ed a proposito dalla Casa del Vecchio Pietro Perazzo, già dalla prima settimana di luglio scorso parevano vaticinare cosa sarebbe potuto capitare a fine mese e poi nei primi giorni di agosto.

Peraltro, come VercelliOggi.it  ha sempre fatto, non pubblicheremo, nemmeno per estratto, né allusivamente, il testo senza firma.

Del resto, ne circolano così tante copie che chiunque fosse interessato a questo genere letterario non faticherebbe a procurarsene una.

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Vale tuttavia la pena di (cercare di) riassumere cosa stia capitando a proposito della struttura assistenziale, cosa ne sarà e quale potrebbe essere il futuro dell’assistenza agli Anziani nel comune di San Germano.

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Poi c’è la politica.

Che si è espressa ed anche a questo proposito esaminiamo le varie posizioni.

Che sono tutte legittime e persino – al di là delle parti in commedia – per una volta tutto sommato dai toni tutt’altro che esasperati.

(Poco oltre pubblicheremo integralmente – allegati in pdf – i comunicati dei vari protagonisti, nell’ordine cronologico in cui ci sono pervenuti: il Lettore potrà benissimo esaminarli direttamente e senza mediazioni).

I due ambienti (Assistenza e politica) devono essere tenuti necessariamente separati.

(Proprio per questo pubblichiamo, sempre allegandoli in pdf, alcuni Atti, recenti e non, che aiutano a comprendere meglio anche i termini tecnici della questione).

Non perché uno sia buono e l’altro cattivo, quanto perché, come vedremo (e non è facile: non è facile capire, figuriamoci tentare di spiegare) viaggiano su binari del tutto paralleli, non comunicanti, privi di reciproche “contaminazioni”.

Possibile?

Possibile.

Ma andiamo con ordine.

Per comodità di lettura abbiamo suddiviso l’esposizione in capitoletti.

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LE ANALOGIE CON IL DESTINO DELLA CASA DI RIPOSO “TAVALLINI” DI BORGO VERCELLI

Il caso di San Germano, con la “Casa del Vecchio Pietro Perazzo” inevitabilmente richiama quello che qualche anno fa si consumò a Borgo Vercelli, dove da anni era attiva una Casa di Riposo pensata e donata dai facoltosi benefattori (i fratelli Felice e Giovanni Battista Tavallini) soprattutto per garantire assistenza agli Anziani del paese.

I tempi cambiarono, con essi i criteri e le norme che regolano il settore.

In breve le condizioni della struttura (non perché fatiscente, ma a causa della rispondenza / non rispondenza ai nuovi parametri) si rivelarono idonee ad ospitare un numero di Anziani (da ultimo, non più di 25), insufficiente per assicurarne la gestione economica.

A determinarne la chiusura definitiva ci fu, nel 2022, anche una calamità atmosferica

che rese impossibile proseguire in sicurezza con l’edificio lesionato.

Anche in quel caso, tuttavia, le crescenti difficoltà economiche della Casa (non entriamo nel merito se RSA, Ra, o altra forma, perché in questa sede non è determinante) impedirono il regolare pagamento delle fatture alla cooperativa che assicurava i servizi assistenziali.

E per pagare il debito si rese necessario alienare l’immobile con un esperimento d’asta.

Ora diventerà una struttura che ospiterà di studenti dell’Università del Piemonte Orientale fuori sede (leggi qui).

Le analogie finiscono qui, anche perché l’Ente di Borgo Vercelli non aveva la grande dotazione di terreni che costituiscono, invece, il patrimonio della Casa del Vecchio di San Germano.

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Dove da tempo ed almeno per sommi capi, tuttavia, si è riprodotta in parallelo una condizione assai simile.

Inoltre, in questi ultimi anni si registra per tutti una seria difficoltà a reperire Personale assistenziale (Oss) e sanitario (Infermieri) in misura sufficiente a soddisfare i parametri che le norme esigono.

I tecnici del settore ritengono che le recenti revisioni contrattuali di categoria non basteranno a rendere nuovamente “appetibile” un impiego presso le Case di Riposo, posto che – a proposito soprattutto di Medici ed Infermieri – faticano persino le Asl a completare gli Organici.

A proposito di San Germano si deve ancora osservare che sarebbe possibile (sempre secondo i Tecnici) ottenere dall’Asl l’autorizzazione a strutturarsi in due nuclei, ciascuno da 20 Ospiti non autosufficienti (il che avvicinerebbe l’obbiettivo di una economicità di gestione), ma ciò comporterebbe investimenti strutturali per un controvalore di circa un milione di euro.

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L’ENTE PROPRIETARIO VERSO LA LIQUIDAZIONE (ESTINZIONE)

Abbiamo visto che la situazione della Casa di riposo “Pietro Perazzo” è tale da non permettere la continuità aziendale, da qui la decisione di interromperne l’attività, a decorrere dal prossimo 31 agosto 2026.

Fino ad oggi, peraltro, l’Ente è stato retto in regime commissariale: così la decisione della Giunta Regionale del Piemonte, che già nel settembre 2019 rilevava numerose criticità, procedendo alla nomina del Commissario nella persona del Commercialista Dott. Piergiovanni Bondonno

(di seguito è linkata la delibera regionale).

SAN GERMANO – DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE 13 SETTEMBRE 2019

Rilievi sulla gestione erano in precedenza stati formulati dall’Anac (Autorità anti corruzione: si veda il parere di seguito linkato).

SAN GERMANO – RISPOSTA ANAC 19 MARZO 2021

E’ proprio il parere dell’Anac che, se letto “analiticamente”, così come informa a sua volta su evidenti criticità, tuttavia aiuta indirettamente a ricostruire come stessero le cose in quegli anni, cioè nel periodo di transizione che caratterizzò il settore.

Al punto che – si legge nel documento – a lungo non fu possibile nemmeno stabilire a priori e con certezza se gli Enti assistenziali storicamente istituiti in vari comuni del territorio regionale e nazionale, fossero di diritto Enti pubblici o, invece, privati.

La stessa conclusione cui perviene l’estensore del parere, individuando come principale (in verità, l’unico) “indice” di pubblicità il fatto che il Comune di San Germano avesse potere di nomina di tutti gli Amministratori, pare arrendersi alla difficoltà.

Ma queste sono questioni che già non trovano unanimi nemmeno primari Studi Legali (citati nel parere Anac) e rispetto alle quali ci diciamo ben volentieri da soli “sutor, ne ultra crepidam”.

Però è altrettanto chiaro che un’attenzione al problema pare non essere in sé né superflua, né peregrina, soprattutto nel momento in cui si valutano (ex post, peraltro) gli Atti delle precedenti Amministrazioni.

Nel concreto: se si amministra un Ente sicuramente privato è possibile assegnare incarichi (la gestione calore, piuttosto che la conduzione in affitto dei terreni) senza gara o procedura ad evidenza pubblica, solo cercando sul mercato l’offerta più conveniente.

Se, al contrario, si amministra un Ente sicuramente pubblico, è chiaro che si deve procedere in altro modo.

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Ma torniamo al punto.

Bondonno fu sostituito, a giugno 2023, dall’attuale Commissario, il Commercialista Raffaello Pisaniello.

Va detto, per inciso, che si tratta di un incarico non esattamente “ambito” e non solo per l’esiguità del compenso stabilito dalla Regione (12 mila euro l’anno: non troviamo scritto se lordi o netti).

Nonostante questo, si deve registrare – a Cesare quel che è di Cesare – un generale apprezzamento per l’operato sin qui assicurato dall’attuale Commissario che, giunto tre anni fa a rilevare il predecessore, si trovò con una situazione debitoria ben superiore al milione di euro, ora ridotti a meno di 700 mila.

Sempre troppi, tuttavia, per garantire il prosieguo della gestione.

Nonostante l’ingente debito, pare che il creditore principale, la coop. Quadrifoglio di Pinerolo, che assicura i servizi assistenziali (come a suo tempo aveva fatto a Borgo Vercelli) così come comprensibilmente non si distragga rispetto alle proprie ragioni di credito, almeno per ora non abbia motivo di temere.

Infatti, come abbiamo visto, il patrimonio dell’Ente (oltre all’immobile, più di 300 giornate piemontesi di terreni coltivabili a riso, attualmente affittati a Conduttori locali) è ampiamente capiente per ritenere il credito tutelato.

Nei primi giorni di settembre si inizierà, dunque, la procedura atta a pervenire alla “estinzione” dell’Ente.

Pare inevitabile che ciò comporterà (la tempistica è tutta da verificare) necessariamente l’alienazione di parte dei terreni agricoli, così da pagare i debiti.

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E DOPO?

La domanda deve esplorare almeno due orizzonti.

C’è un “dopo” a livello giuridico formale e un “dopo” che ripropone la domanda di Vladimir Il’ič Ul’janov (Lenin) e di Nikolaj Gavrilovič Černyševskij:

“Che fare?”.

Vediamo con lo stesso ordine.

La procedura di liquidazione o “estinzione” prevede, come abbiamo visto, che parte dei beni in patrimonio sia alienata per onorare i debiti.

Successivamente – sempre per Legge e con l’approvazione del Giudice – i beni residui (ad esempio l’immobile e la maggior parte dei terreni) devono essere trasferiti ad altro Ente operante sul territorio, che abbia le stesse finalità solidaristiche, così da rispettare le volontà del benefattore donatore originario, cioè il compianto Geom. Perazzo.

SAN GERMANO – DELIBERA CONSILIARE NUOVA FONDAZIONE – 1 –

E questo sarebbe il motivo per cui, con una evidente “pre-meditazione”, nell’accezione etimologica dell’espressione, il Comune di San Germano ha deciso di promuovere la costituzione di una nuova fondazione, avente gli stessi scopi della precedente.

SAN GERMANO – DELIBERA CONSILIARE NUOVA FONDAZIONE – BOZZA ATTO COSTITUTIVO –

SAN GERMANO – DELIBERA CONSILIARE NUOVA FONDAZIONE – BOZZA STATUTO –

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Che fare? (1)

Nell’immediato, dunque, il problema più pressante è stato quello che ha riguardato una preoccupazione generale: quale futuro attende gli Ospiti ed i Lavoratori (che siano soci lavoratori di una cooperativa o dipendenti diretti dell’attuale Fondazione non sposta i termini della questione).

Gli Ospiti che lo desidereranno potranno trasferirsi in una delle strutture di Alice Castello.

Anche se non va sottovalutata la prospettiva più che probabile di un aumento delle rette, a complicare notevolmente il quadro.

Misure in qualche modo agevolative (rinuncia ad aumenti per qualche mese) se assicurano un temporaneo sollievo, non rasserenano del tutto.

Le rette in vigore presso la Casa del Vecchio di San Germano sono sempre state particolarmente morigerate, anche perché questo fu proprio lo spirito originario che determinò la donazione.

Furono oggetto di aumento nel 2010 in misura minima – leggi qui –

e poi in misura più consistente (15 per cento) nel 2021.

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Che fare? (2)

Abbiamo visto che la nuova Fondazione promossa dal Comune riceverà in dote, assai verosimilmente, buona parte dei terreni ora coltivati e condotti in affitto, nonché l’immobile.

Potrà così decidere se proseguire nell’attività assistenziale, ovvero vendere tutto e con il ricavato provvedere comunque ad attività benefiche in sintonia con l’ispirazione originaria.

Tutto lascia credere che si tenterà di proseguire nell’attività assistenziale, ovviamente sostenendo i costi per la ristrutturazione necessaria dell’attuale edificio.

Questa necessariamente rapida sintesi, non può prefigurare in alcun modo la soluzione di un ulteriore problema, che è quello della tempistica: quali saranno i tempi della liquidazione?

E quelli della alienazione dei beni?

E quindi quando si saprà quale sarà la parte del patrimonio residuo che potrà transitare nel nuovo Ente?

Sicchè: quando sarà concretamente possibile programmare – e con chi – la nuova gestione, se questa sarà la formula scelta?

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IL DIBATTITO POLITICO

E’ stata soprattutto la previsione dello “switch” tra una Fondazione e l’altra a polarizzare l’attenzione del dibattito politico.

L’Opposizione in Consiglio Comunale ha richiamato anche quelle che considera responsabilità storiche nella conduzione precedente della struttura.

SAN GERMANO – COMUNICATO OPPOSIZIONE CONSILIARE 1

Ovviamente la magioranza dissente da questa impostazione.

SAN GERMANO – COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE

Senza peraltro convincere l’Opposizione, che si riserva di argomentare ancora:

SAN GERMANO – COMUNICATO OPPOSIZIONE CONSILIARE – 2 –

Sul tema è intervenuto anche Luca Pedrale, con un documento:

SAN GERMANO – TESTO PERDRALE

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Ma, tornando all’incipit: dopo fenomeno ed epifenomeno, si deve arrivare al noumeno, la realtà concreta alla quale per ora non si può che dare appuntamento con il tradizionale:

come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

 

 

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