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INCENDI, SICCITÀ E DISSESTO - Basta con i veti ideologici, il Piemonte ha bisogno di acqua e prevenzione

Il Partito Liberaldemocratico della Provincia di Vercelli: “Servono invasi, manutenzione del territorio e una nuova Italia Sicura”

PiemonteOggi, Regione Piemonte

Riceviamo e pubblichiamo

Le notizie delle ultime settimane confermano la gravità della situazione: la Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza per la crisi idrica e gli incendi boschivi, mentre l’ARPA ha segnalato condizioni di siccità severa in gran parte del territorio regionale.

Le risorse idriche superficiali risultavano inferiori alla media, con criticità particolarmente rilevanti nel Piemonte settentrionale.
Anche il Vercellese, con la sua agricoltura e il suo sistema risicolo, è direttamente coinvolto.

Ma la disponibilità di acqua non riguarda soltanto le risaie: riguarda i cittadini, l’agricoltura, l’industria, la sicurezza dei territori, la protezione civile e la capacità di fronteggiare incendi e periodi prolungati di siccità.

Una risorsa che non possiamo più disperdere

L’Italia intercetta e trattiene soltanto una parte limitata dell’acqua piovana. Il dato dell’11%, frequentemente citato nel dibattito pubblico, deve essere letto con attenzione perché deriva da una stima storica e non rappresenta necessariamente una misurazione aggiornata della totalità delle precipitazioni. Resta però evidente il problema di fondo: il Paese dispone di una capacità insufficiente di accumulo e regolazione della risorsa idrica.
Quando piove in modo intenso, l’acqua spesso defluisce rapidamente provocando allagamenti, erosione e dissesto. Quando invece le precipitazioni vengono a mancare, i territori si trovano senza riserve adeguate. È una contraddizione che non possiamo più limitarci a subire.
Per questo la realizzazione di invasi e bacini di accumulo deve diventare una priorità nazionale e regionale, attraverso una rete articolata di: grandi invasi, laddove siano tecnicamente, economicamente e ambientalmente sostenibili; micro-invasi e piccoli bacini diffusi; sistemi di raccolta delle acque piovane; opere di laminazione per ridurre il rischio di esondazioni; interventi di manutenzione e ammodernamento delle reti irrigue e acquedottistiche; infrastrutture per il riuso delle acque depurate; piani di gestione dell’acqua destinati non soltanto all’agricoltura, ma anche agli usi civili, industriali e di emergenza.
La stessa Regione Piemonte ha recentemente previsto risorse per i micro-invasi aziendali, ma si tratta di interventi ancora insufficienti rispetto alla dimensione della crisi.

No ai veti ambientali, sì a opere progettate bene

Il Partito Liberaldemocratico ritiene che la tutela dell’ambiente non possa essere trasformata in un alibi per impedire qualsiasi opera pubblica. La sostenibilità non significa immobilismo: significa progettare, valutare e realizzare infrastrutture utili, sicure e compatibili con il territorio.
Diciamo quindi basta ai no pregiudiziali e ai veti ideologici che, in nome di una concezione astratta dell’ambiente, finiscono per impedire la costruzione di opere necessarie alla sicurezza dei cittadini. Ogni progetto deve essere sottoposto a rigorose valutazioni ambientali, con trasparenza, compensazioni adeguate e coinvolgimento delle comunità locali. Ma, una volta verificata la sostenibilità dell’intervento, le opere devono essere realizzate.
Non è ambientalismo lasciare che l’acqua scorra via durante le piogge intense e poi affrontare la siccità con le autobotti. Non è tutela del territorio rinunciare alla manutenzione dei versanti, degli alvei e delle infrastrutture idriche. Non è lungimiranza aspettare il prossimo incendio o la prossima alluvione per intervenire.

Serve una nuova “Italia Sicura”

Chiediamo al Governo e, in particolare, al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, di agire con risolutezza e di promuovere un piano nazionale organico per l’acqua, gli incendi e il dissesto idrogeologico.

Tra gli strumenti da ripristinare o aggiornare vi è anche una struttura nazionale di coordinamento sul modello di “Italia Sicura”, istituita nel 2014 durante il Governo Renzi con il compito di coordinare pianificazione, risorse e interventi contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. La struttura fu soppressa nel 2018 e le relative competenze furono trasferite al Ministero dell’Ambiente.

Al di là delle formule organizzative, ciò che serve è una responsabilità chiara, tempi certi e una cabina di regia capace di: censire le opere necessarie e stabilire priorità territoriali; sbloccare progettazioni e cantieri; coordinare Governo, Regioni, Comuni, autorità di bacino e consorzi irrigui; utilizzare rapidamente le risorse disponibili; verificare lo stato di manutenzione delle infrastrutture esistenti; predisporre piani permanenti per incendi, siccità e alluvioni.

La posizione del Partito Liberaldemocratico

La siccità, la crisi idrica, gli incendi boschivi e il dissesto idrogeologico non possono più essere considerati emergenze occasionali. In Piemonte siamo di fronte a una condizione strutturale, che richiede una strategia permanente di prevenzione, programmazione e investimento. Servono invasi, reti efficienti, bacini di accumulo, manutenzione dei corsi d’acqua e una struttura di coordinamento nazionale. La difesa dell’ambiente deve accompagnarsi alla difesa delle comunità e delle attività produttive. La coltura del riso nelle nostre pianure costituisce morfologicamente una funzione di vasca di laminazione che preserva i nostri centri abitati dalle alluvioni. Tuttavia non dovrebbero essere i risicoltori a subire l’effetto ultimo di una precipitazione eccezionale con la perdita del raccolto. Il comparto agricolo è, per competenza nella conoscenza del territorio e della gestione delle acque, un presidio di protezione civile che andrebbe “arruolato” in una seria progettazione del territorio, una corretta manutenzione e una moderna politica di gestione dell’acqua” dichiara Francesca Tini Brunozzi.

Chiediamo al ministro Pichetto Fratin e al Governo di assumere una decisione rapida: basta rinvii, basta opere ferme e basta veti ideologici. Le infrastrutture idriche devono essere progettate con rigore, realizzate con trasparenza e messe al servizio dell’intero territorio piemontese” conclude Riccardo Dinucci, Segretario Provinciale Partito Liberaldemocratico Vercelli.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca