VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte
Che cosa spinge a “mettersi in cammino” per raggiungere un luogo di fede?

NOTRE DAME DE LAUS E NOTRE DAME DE LA SALETTE - Due inviate molto speciali raccontano per i nostri Lettori: se il pellegrinaggio è desiderio di incontro, il pellegrinaggio verso un luogo mariano è l'incontro con una madre che non abbandona i figli, una madre che ha parole per i propri figli, una madre che vuole insegnare ai propri figli la “strada” verso il suo Figlio.

Si concludono oggi giorni intensi di preghiera, di fede e di devozione mariana e... in tempo reale la riflessione su questa bella esperienza offerta a tutti

Le Professoresse Elisabetta Acide e Sr. Maria Teresa Vercellotti stanno rientrando in queste ore dal pellegrinaggio compiuto alla volta di due Santuari mariani francesi forse non conosciuti come altri, ma la cui spiritualità segna la storia di un arco temporale ampio, dal XVII al XIX Secolo e di grande significato per l’Europa: hanno preparato questa cronaca “commentata” per i nostri Lettori e, sicuri di interpretarne i sentimenti, le ringraziamo davvero per questo importante contributo di fede e cultura.

Buona lettura.

***

(elisabetta acide – maria teresa vercellotti) – Che cosa spinge a “mettersi in cammino” per raggiungere un luogo di fede?

Non solo la condizione di homo viator, non solo il desiderio di chiedere o ringraziare per Grazie ricevute o richieste, non solo per il tanto moderno “turismo religioso”, ma per ritrovare il proprio “stato spirituale”.

Il pellegrinaggio è un desiderio di “incontro” in un luogo di fede, dove la fede di ciascuno viene rinvigorita, trova lo “spazio” per esprimersi in una condizione di “nuova conversione”.

Il viaggio è proprio questo: preparare il cuore, partire, sostare, celebrare i sacramenti e ri-tornare.

Il pellegrinaggio non è solo un momento di solitudine, ma ha un significato preciso se compiuto con fratelli e sorelle.

Magari non si conoscono, ma si crea proprio passo dopo passo, durante il viaggio, un legame importante: il legame della fede, il legame dei battezzati, il legame di una nuova comunità che si viene a creare proprio durante il viaggio.

Partire per un luogo della fede “mariano” dove è avvenuta una apparizione, (santuari dedicati a santa Maria madre di Dio a seguito di riconoscimento ecclesiastico ufficiale) ha una implicazione diversa: è partire per un luogo dove la terra ha incontrato il cielo o meglio dove il cielo è ritornato sulla terra.

Le apparizioni mariane sono la dolcezza e la premura di una madre che non abbandona i figli, di una madre che ha parole per i propri figli, di una madre che vuole insegnare ai propri figli la “strada” verso il suo Figlio.

La “pedagogia mariana”.

***

Il santuario di Notre Dame di Laus

E proprio nel santuario di Notre Dame di Laus “leggiamo” questo “metodo” educativo di Maria che come una mamma, educa alla fede, accompagna a Cristo, ha parole progressive, proprio come quei passi dei pellegrini che si sono “messi in movimento” per arrivare fino qui.

Si tratta della più lunga apparizione Mariana attraverso la storia: dal 1664 al 1718.

In una zona a 900 m di altezza, immersa nel verde e nella solitudine, Maria sceglie di manifestarsi.

Lo fa con una ragazzina di diciannove anni Benoîte Rencurel di modeste condizioni, analfabeta e dedita, per aiutare la famiglia, alla pastorizia.

Interessante la “pedagogia” di Maria: le prime apparizioni saranno “silenziose”, solo una donna con un bambino bellissimo in braccio… la cura della madre che accompagna e guida … solo più tardi si presenterà e inviterà a pregare per la conversione.

L’ inizio di una lunga relazione spirituale.

La relazione che dovrebbe accompagnare ogni itinerario di fede.

La relazione di amore tra Dio e l’ uomo… per mano di Maria.

Le prime apparizioni “silenziose” per 4 mesi, avvengo al Vallone delle Fornaci, in prossimità di Saint-Etienne, in seguito la “Signora” indicherà la località.

“Io sono Maria, la Madre del mio carissimo Figlio Gesù”.

Ecco la madre che “presenta il Figlio”.

Come sotto la croce Cristo presenta la madre al mondo così nelle apparizioni la madre si nasconde per fare posto al Figlio.

Il rischio a volte dei pellegrinaggi mariani,  è quello di dimenticare che Maria “conduce” al figlio e il culto è quello di iperdulia, venerazione, mentre quello dovuto a Dio e a Cristo è quello di adorazione(latria).

E’ importante  comprendere questo, perché la stessa santa Maria quando si presenta ha sempre parole per il Figlio:

“Ho chiesto questo luogo a mio Figlio per la conversione dei peccatori ed Egli me l’ha concesso” (parole di santa Maria a Benoîte).

Santa Maria è “condottiera” nella lotta contro Il peccato, non contro i peccatori, amati e abbracciati dalla misericordia.

La tranquillità e semplicità di questo luogo si accompagna con la “pace del cuore” che emerge proprio nella preghiera e la Celebrazione dell’ Eucaristia..

Pace e serenità che viene dall’ incontro con Dio, da quella “predisposizione del cuore” che accompagna il viaggiatore – pellegrino e sulle orme di Maria lo fa “andare in fretta” perché l’urgenza dell’ incontro con Dio nel “luogo sacro” muove i passi del cuore.

***

Il Santuario di Notre Dame de La Salette.

E di passo in passo il pellegrinaggio continua per il Santuario di Notre Dame de La Salette: 19 settembre 1846; un solo giorno di apparizione: ancora pastori come protagonisti Massimino e Melania .

Dodici anni prima di Lourdes (11 febbraio 1958),  in questa valle che si apre quasi come in un anfiteatro naturale fatto di monti, vicino alle città di Gap e Grenoble  Maria non teme le altitudini e “si fa vedere” tra animali al pascolo e montagne punteggiate di verdi boschi.

Avvio curioso: una donna seduta che piange.

Una donna abbigliata con abiti tipici del luogo, una donna del popolo. Parla il dialetto occitano, si rende “comprensibile” ai due ragazzini… parla la loro lingua… non il francese aulico, parla la lingua “madre” e con quella lingua, si rende comprensibile.

E la donna che piange ha parole di rassicurazione:

“Avvicinatevi , figli miei, non abbiate timore, sono qui per annunciarvi un grande messaggio”.

Si avvicinano… chiamati … non hanno timore, si sentono invitati come da una madre.

E la madre che piange parla, racconta.

Racconta, si rende “visibile”… e parla di conversione, ricorda quella “Novella” che pare gli uomini abbiano dimenticato.

Parla di preghiera.

Qualcuno si ferma ai “segreti”… non importa ciò che rivela di così “nascosto” …

 

E’ importante quello che dice, e parla di conversione di tutto il popolo, dei laici e dei sacerdoti, del popolo di Dio .

Una apparizione che non si protrae nel tempo.

Maria piange.

Maria parla.

Maria ascende al Cielo con lo sguardo rivolto verso Roma.

La mamma “preoccupata” della Chiesa .

Le statue riprodotte nel piazzale, hanno questi momenti dell’ apparizione, quasi un “itinerario”: soffro per voi, ma non vi abbandono, vi esorto, vi conduco, vado ma veglio su di voi.

Proprio come una mamma che parla e “vive” con e per i figli.

Una apparizione “verificata” e approvata a livello ecclesiale.

Maria che “media” è “conduce”, che “trattiene” quel braccio forte del Figlio perché non “si abbatta” ma si allarghi all’ abbraccio per ogni h che si converte.

Non usa un linguaggio complicato, usa le immagini della quotidianità e della vita, segno che la conversione non è una decisione impossibile, ma entra nella libertà delle trame delle scelte quotidiane.

E il primo pellegrinaggio avverrà nello stesso anno, il settembre successivo, proprio guidato dai due pastorelli… e sorgono le prime conversioni.

L’ anno dopo il primo miracolo di guarigione.

Una controversia si diffonderà, legata anche ai “processi” di riconoscimento, in particolare rivolti ai “segreti” che vengono scritti con lettere che arrivano al Papa Pio IX e sono conservati negli archivi Vaticani.

Viene confermata e approvata l’ apparizione ma non i “segreti”.

Attualmente in quella Conca sorge una basilica molto austera.

L’ abside è occupata da un Mosaico raffigurante Cristo .

***

Interessanti i “momenti” della apparizione.

Dalle lacrime al “saluto” e quell’ acqua, un “segno” sorgivo, il richiamo a quell’ “acqua viva” che toglierà ogni sete.  (Cfr. Gv 4, 1-54)

Il luogo è un invito alla meditazione ed alla preghiera.

Maria chiede ed implora conversione.

Maria piange perché il mondo ha smarrito il senso del peccato.

Maria piange ma “intercede”.

Continuando a piangere, affida loro un messaggio, da far “conoscere a tutto il suo popolo” in cui chiede di riprendere il cammino della fede; invita alla penitenza, alla perseveranza nella preghiera e in particolare alla fedeltà alla Messa domenicale.

Parole importanti che attraversano i tempi e raccontano la vita cristiana,  vita spirituale, quella fatta di gesti e scelte semplici, ma che possono rendere la vita un meraviglioso viaggio verso la meta.

Interessanti le parole di   Maria che “trattiene il braccio” di Cristo per “trattenere” la Sua ira.

Una conversione allora che  deve essere preceduta dall’ affidamento fiducioso, dalla preghiera, ed un invito alla frequenza dell’ Eucaristia.

Ancora la “pedagogia” di Maria … quella dei piccoli passi, quella delle piccole azioni di fede quotidiana …

Maria accompagna … non chiede cose straordinarie …

Quante volte anche noi oggi pensiamo di fare “cose” e forse ci dimentichiamo di quella preghiera che Gesù stesso ha insegnato, quella Preghiera “respiro” della fede, quella preghiera insistente e incessante alla porta dell’ amico o la Preghiera di quella donna Cananèa…

Maria parla come una madre…

Parla di pace e di concordia, parla di futuro, parla di fenomeni naturali e sociali …

“Lottate figli della luce per Gesù  Cristo”.

“Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore(Lam 1,12).

Davanti a quella statua che ricorda la “signora” in lacrime, il cuore è straziato: una madre piange … piange per noi e invita a “metterci in cammino” per asciugare quelle lacrime che anche noi abbiamo suscitato.

Soffermarsi davanti a quella statua di una madre ripiegata sui figli è riflettere sulla propria vita di figli.

Le lacrime di una madre, le lacrime della tenerezza, le lacrime che sono un “nuovo pellegrinaggio” in ciascuno di noi … asciugare le lacrime,

Alla sera, a partire dalla preghiera nel santuario, si snoda  la processione  aux flambeaux del “popolo in cammino” del popolo che “porta benedizione” come quelle parole che nascono in diverse lingue, un’ assemblea “ecumenica”, gemito di uomini e donne da ogni lingua, popolo e nazione, insieme per pregare e camminare.

***

Si celebra in questo anno l’ anniversario dei 180 anni dalla apparizione e si rinnova l’invito di Maria:

“Avvicinatevi a Cristo, accogliere la sua Parola che illumina ogni persona”;

“Gesù è la più grande benedizione di Dio al mondo”.

La benedizione è il legame dei vivi alle promesse divine.

Solo alla luce della benedizione comprendiamo il male della maledizione, per portare “ordine” nella nostra vita spirituale e portare rispetto a Gesù.

Maria ci ricorda a La Salette che il nome di Gesù ha il significato dell’ amore: “Dio salva”.

Il male è “accovacciato” alla porta, a volte nasce dalla negligenza, dall’ ignorare i fratelli .

Convertirsi è coltivare parole belle e buone per tutti e far rivivere una parola capace di benedizione.

Davanti all’ umiliazione e il degrado, la benedizione ristora.

Affidiamo a Maria le nostre parrocchie e le nostre diocesi perché ogni luogo diventi benedizione, il “parlare bene”, Il “dire bene”.

Benedire è creare legami, è tessere legami della famiglia umana con le “parole belle” vicendevoli.

Questo ci chiede Maria e continua a “parlare” a uomini e donne di oggi, persone in cammino e ri-partenza, perché il

Pellegrinaggio è questo: andata e ritorno, morte e risurrezione e lo sappiamo.

Dopo ogni morte c’è una risurrezione.

Posted in Pagine di Fede