Nonostante il caldo torrido nel cortile dell’ospedale di Vercelli c’è un’area verde fiorita, colorata e rigogliosa grazie alle amorevoli cure di Antonio, Gabriele, Andrea, Roberto, Maurizio, Ares, Lorenzo e Alberto, ovvero otto utenti del Nucleo disturbi dello spettro autistico della Psichiatria dell’ASL Vercelli.
Il progetto “Giardino è vita sociale” è stato avviato nel mese di marzo grazie ai Fondi Autismo del Ministero della Salute, che hanno reso possibile l’acquisto di fiori e piante di diverse varietà e di piccoli elementi d’arredo.
L’attività ha coinvolto questi otto utenti del Nucleo DPSA che hanno preso parte a un percorso di giardinaggio guidato dall’équipe riabilitativa, diventando protagonisti nella creazione di un nuovo giardino che ha abbellito un’area frequentata dal personale dell’ASL e di passaggio anche per l’utenza esterna.
Terminato il progetto “Giardino è vita sociale”, l’area verde ha potuto divenire volano per una nuova attività riabilitativa risocializzante del Dipartimento di salute mentale: la cura degli spazi verdi ha potuto proseguire e sta procedendo con continuità regolare, tanto che per un gruppo di utenti è diventata un vero e proprio “impegno fisso” con cadenza almeno settimanale. Inoltre per uno di loro si è aperta anche un’opportunità in più, quale l’attivazione di una “borsa lavoro” legata a questa attività, grazie ai PASS (Percorsi di Attivazione Sociale Sostenibile), ovvero degli interventi educativi, socio-assistenziali e riabilitativi promossi dalla Regione Piemonte per favorire l’inclusione sociale e l’autonomia di persone fragili.
“Il progetto del giardino nasce dalla consapevolezza dell’isolamento che spesso accompagna le persone con disturbi dello spettro autistico, per le quali le occasioni di socializzazione al di fuori dei contesti sanitari sono limitate – spiega il dottor Luca Tarantola, Direttore della SC Psichiatria e del Dipartimento interaziendale di salute mentale -. Da qui l’idea: portare l’attività riabilitativa fuori dalle strutture, in un luogo aperto al pubblico. Il lavoro con la terra si è rivelato molto più di un’attività manuale. Progettare un giardino, scegliere piante e sementi, rispettare i tempi della natura, prendersi cura quotidianamente degli spazi: ogni fase contribuisce a rafforzare autostima, senso di responsabilità e capacità di collaborazione, favorendo la comunicazione e la partecipazione attiva all’interno del gruppo”.
“Progetti come questo – sottolinea il Direttore Generale, Marco Ricci –dimostrano concretamente come la sanità pubblica possa essere anche luogo di inclusione e partecipazione attiva, non solo di cura. Il giardino realizzato dagli utenti del Nucleo DPSA restituisce valore a uno spazio comune e, allo stesso tempo, offre opportunità reali di crescita personale e di autonomia. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: percorsi che mettano al centro la persona, valorizzandone capacità e potenzialità e favorendo un’integrazione autentica con la comunità”.
Inoltre l’area verde è diventata il luogo ideale per ospitare altri progetti rivolti a persone che vivono esperienze di fragilità psichica. Da aprile a maggio il giardino ha fatto da cornice a “¿Leggiamo? !Leggiamo!”, una serie di incontri di lettura condivisa e inclusiva che hanno coinvolto sia gli utenti del Centro di salute mentale sia persone ricoverate nel reparto di Psichiatria.
Ogni incontro è stato condotto dall’attore Lodovico Bordignon di Faber Teater, partner artistico dell’iniziativa, supportato da un volontario dell’associazione DIAPSI Vercelli ODV e dagli operatori del Dipartimento di salute mentale.
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Redazione di Vercelli



















