Non solo un festival. Non solo una celebrazione del riso. Risò diventa una porta di accesso alle maestose “terre d’acqua”, un invito a entrare nel paesaggio, nella memoria e nelle storie che hanno reso il Vercellese la capitale dell’Oro Bianco.
In occasione della nuova edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, Vercelli e il suo territorio si preparano ad accogliere visitatori, curiosi e viaggiatori con sette tour ufficiali pensati per trasformare la scoperta in esperienza: percorsi tra cascine storiche, abbazie, risaie, borghi, castelli, musei, degustazioni, arte pubblica e luoghi normalmente nascosti allo sguardo.
“Risò rappresenta un’occasione straordinaria per raccontare il Vercellese – spiega il Presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino – attraverso ciò che più profondamente lo identifica: il riso, l’acqua, il lavoro e la capacità di innovare senza dimenticare le proprie radici. I tre anniversari che celebriamo quest’anno – i 160 anni del Canale Cavour, i 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative per le mondine e gli 80 anni dalla costituzione del Riso Arborio – non sono semplici ricorrenze, ma tappe fondamentali di una storia collettiva che ha cambiato il volto del nostro territorio e contribuito allo sviluppo agricolo, sociale ed economico dell’intero Paese. Attraverso questi tour vogliamo offrire ai visitatori la possibilità di entrare in questa storia, di viverla nei luoghi in cui è nata e di scoprire la bellezza autentica delle nostre terre d’acqua”.
A firmare la proposta turistica 2026 è Travel Lab, tour operator made in Piemonte con una passione smisurata per il territorio piemontese. Esperienza, affidabilità e cura del dettaglio lo rendono un punto di riferimento per chi cerca autenticità, qualità e viaggi capaci di raccontare davvero l’anima dei luoghi. Per la seconda edizione dell’evento dedicato al riso vercellese, piemontese e italiano, Travel Lab ha disegnato un programma che non si limita ad accompagnare i visitatori: li fa entrare nella scena. Il riso non è più soltanto un prodotto da conoscere, ma un mondo da attraversare. L’acqua non è solo elemento naturale, ma filo narrativo. Le cascine non sono solo architetture rurali, ma custodi di memoria. I borghi non sono tappe, ma piccole rivelazioni.
Il risultato è un mosaico di esperienze che unisce cultura, paesaggio, gusto, tradizione e sorpresa. Un viaggio nel Vercellese più vero, quello che si specchia nelle risaie, custodisce manoscritti millenari, inventa futuro agricolo, conserva la memoria delle mondine e trasforma ogni chicco in racconto.
Il tour simbolo: Riso 360
Tra le grandi novità spicca il percorso “Riso 360 – Un viaggio a 360° nel mondo dell’Oro Bianco vercellese”, un itinerario manifesto che celebra tre anniversari fondamentali: i 160 anni dall’inaugurazione del Canale Cavour, i 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative per le mondine e gli 80 anni dalla selezione del Riso Arborio.
Tre date, tre svolte, tre luoghi simbolo.
Il tour parte dalla Tenuta Colombara, con l’Ecomuseo delle Terre d’Acqua e il suggestivo Dormitorio delle Mondine; prosegue alla Cascina Oschiena, dove tradizione agricola e sostenibilità dialogano con il futuro; e si conclude nella sede storica dell’Associazione Irrigazione Ovest Sesia, tra ambienti d’epoca e installazioni multimediali dedicate alla gestione dell’acqua.
160 + 120 + 80 = 360: una visione completa di un territorio che continua a generare cultura, lavoro, innovazione e identità.
Vercelli svela i suoi tesori
Due itinerari guidati nel cuore della città raccontano una Vercelli sorprendente, capace di stupire anche chi pensa di conoscerla già.
“Vercelli e i suoi tesori nascosti” conduce i visitatori tra storia, sacralità e Medioevo: dalla Basilica di Sant’Andrea alla salita sull’Antico Campanile, da Piazza Cavour alla Torre dell’Angelo, dall’antico ghetto ebraico alla Sinagoga, fino al Museo del Tesoro del Duomo, dove è custodito il leggendario Vercelli Book, uno dei manoscritti anglosassoni più antichi e importanti al mondo.
Con “Vercelli tra acqua, arte, storia e leggenda”, la città si svela attraverso il filo invisibile che da secoli ne disegna il paesaggio e ne scandisce la vita: l’acqua. Il percorso conduce dal Museo Borgogna alla sede dell’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia, dove la grande storia idraulica del territorio incontra tecnologie immersive capaci di restituire la forza visionaria di un paesaggio nato dall’alleanza tra natura e ingegno umano. L’itinerario attraversa anche il verde del Parco Kennedy, tra il Monumento alla Mondina e il gruppo scultoreo di Gartmann, simboli di una memoria collettiva fatta di lavoro, trasformazioni e identità. Un viaggio guidato nel cuore di Vercelli, tra arte, paesaggio e racconto urbano, per scoprire una città che ha fatto dell’acqua non soltanto la propria linfa vitale, ma il segreto più profondo della sua storia.
Risaie, arte, gusto e paesaggio
Fuori dai confini cittadini, Risò diventa viaggio nella pianura, nei suoi silenzi e nelle sue sorprese.
“L’arte di coltivare, coltivare l’arte” è un itinerario sensoriale che intreccia territorio, sapori e colori, accompagnando i visitatori in un racconto vivo dove tradizione agricola e arte contemporanea si incontrano. Da Santhià, sede del Carnevale Storico più antico del Piemonte, a Casalbeltrame, per visitare l’Azienda Agricola Cavalchini un esempio del grande legame tra tradizione e modernità. Da Asigliano, per rivivere l’adrenalina della tradizionale Corsa dei Buoi, visitando il museo dedicato, a Rive, dove con DeRive – Arte pubblica nello spazio rurale, le facciate diventano tele, i muri raccontano il paesaggio e la street art entra nel cuore delle risaie.
“Tra acqua e oro” porta invece i partecipanti dentro il “mare a quadretti” vercellese: dall’Antico Mulino San Giovanni alla Grangia di Pobietto con il Museo della Civiltà Contadina e della Coltivazione del Riso, passando da Asigliano. Un itinerario potente, fatto di acqua, memoria, sapori e panorami dorati, con la salita esclusiva al campanile di Lucedio per ammirare dall’alto il paesaggio delle risaie.
Castelli, monasteri e savana europea
Con “Alla scoperta della Baraggia Vercellese”, il viaggio cambia ritmo e scenario. La Baraggia, uno degli ultimi e più affascinanti esempi di prateria dell’area padana, diventa teatro di un percorso fuori dal tempo tra castelli, monasteri e leggende. Il tour tocca il Castello Consortile di Buronzo, straordinario complesso nato dalla storia dei sette rami familiari dei Signori di Buronzo; il Castello di Rovasenda, tra suggestioni neogotiche, intrighi e degustazione di risotto; e il Castello-Monastero benedettino di San Pietro a Lenta, con mura, chiostro e cripta affrescata. Lungo la via del ritorno, una tappa ad Arborio rende omaggio a Risegno, la grande opera di land art realizzata in una risaia italiana per celebrare gli 80 anni della varietà Arborio.
Scienza, storia e trebbiatura: il riso dietro le quinte
“Le vie del riso tra scienza e storia” è il tour per chi ama essere sorpreso. Il percorso unisce Livorno Ferraris, con il Museo Sacrario Galileo e Adamo Ferraris e il M.A.V.O. – Museo Archeologico del Vercellese Occidentale, e alla Tenuta Castello di Sali, un modello esemplare della tipica architettura agricola vercellese. Qui il racconto della terra incontra quello della scienza, dell’archeologia e dell’innovazione agricola. Il gran finale è una delle esperienze più emozionanti dell’intero programma: l’ingresso nel cuore della risaia per assistere alla trebbiatura del riso, il momento più atteso dell’anno, quando ogni chicco compie una tappa fondamentale del suo viaggio dalla terra alla tavola.
Tour per tutti, partenze anche da Torino e Milano
I tour a piedi nel centro di Vercelli prevedono partenze alle 10.00, 14.00 e 16.30 dal sagrato della Basilica di Sant’Andrea, con durata di circa 2 ore e 30 minuti. Il costo è di 12 euro per gli adulti, gratuito per i bambini fino a 12 anni, e comprende guida abilitata e ingressi.
Gli itinerari fuori città si svolgono in Bus GT con partenze da Vercelli, Torino e Milano. Il ritrovo è previsto alle 10.00 a Vercelli, alle 8.30 a Torino e alle 8.30 a Milano, Terminal Bus Lampugnano. Quote da 20€ per gli adulti da Vercelli e da 35€ per gli adulti da Torino e Milano, con riduzioni per gli under 13.
Tutte le esperienze si concludono con tempo libero a Vercelli per vivere Risò tra il Village, gli eventi, i sapori e l’energia di una città che, per l’occasione, si trasforma nella capitale internazionale del riso.
Per rendere questa esperienza sempre più inclusiva, Risò riserva particolare attenzione all’accessibilità dei percorsi. I tour a piedi nel centro storico di Vercelli sono parzialmente accessibili e possono essere organizzati, su richiesta, tenendo conto delle specifiche esigenze dei partecipanti. Per gli itinerari fuori città effettuati in autobus GT, invece, le condizioni di accesso possono variare in relazione alla natura storica e strutturale dei luoghi visitati, tra cascine, castelli e antichi mulini.
Per accompagnare ogni partecipante verso l’esperienza più adatta, si invita a contattare preventivamente l’organizzazione, così da verificare le condizioni dei singoli percorsi e individuare insieme la soluzione migliore.
Il Vercellese, un viaggio che resta
Con i tour di Risò, la provincia di Vercelli si svela attraverso il suo paesaggio più autentico: il riso ne racconta l’identità, le cascine intrecciano memoria e futuro, mentre l’acqua modella una geografia unica, plasmata nei secoli dall’ingegno e dal lavoro dell’uomo.
Con Risò, il Vercellese entra finalmente nella mappa dei luoghi che non si visitano soltanto: si attraversano, si assaporano e si ricordano.
Per maggiori informazioni e prenotazioni: festivaldelriso.it
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Redazione di Vercelli
















