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TRIPPA PER I GATTI / 1004 - Leonardo Gili amministra BCV Acque spa gratis? - Ma per il "disturbo" il Consorzio di Bonifica della Baraggia gli riconosce un compenso a parte - L'impegno, si legge: “trascende il ruolo di amministratore dell’ente per il quale è già stata stabilita la relativa indennità” - 

Contrario solo Dino Assietti e forse il suo, al di fuori della Baraggia, non è un parere isolato

Ci sono momenti in cui sarebbe bello essere una mosca e potere così insinuarsi anche negli ambienti più esclusivi senza essere notati, riuscendo però a cogliere l’espressione di sentimenti sinceri di persone per solito aduse a restare abbottonate, a sfoderare un aplomb impenetrabile.

Ebbene, siamo quasi contenti per loro.

Chissà come potrebbe essere commentata, nelle ovattate stanze abitate dalla dirigenza stellare di Iren in Corso Svizzera a Torino, la deliberazione del “Consiglio dei Delegati” del Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese.

E’ la n. 574 del 22 dicembre 2025, di cui il Lettore può prendere direttamente ed integrale visione, alla riga appena successiva:

DELIBERA CONSIGLIO DEI DELEGATI

Ma andiamo con ordine.

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Sappiamo che BCV Acque spa è la società per azioni cui è stata assegnata la gestione degli acquedotti (reti bianche e nere) di un territorio vasto che si estende nelle provincie di Vercelli (con Valsesia e Baraggia), Biella e parte casalese e valenzana della provincia di Alessandria.

Il capitale sociale di BCV Acque è sottoscritto in parti uguali (25 per cento ciascuno) dai consorzi pubblici titolari delle gestioni nei rispettivi territori.

Ricordiamoli: Cordar Biella, Cordar Valsesia, Sii spa e Am+ spa di Casale e Valenza.

Il Consorzio di Bonifica della Baraggia, pertanto, non ha quote in Bcv Acque.

Ha una rilevante partecipazione, invece, in Sii spa, con (circa) il 33 per cento circa di quote.

Altrettanto rilevante la partecipazione (sempre in Sii) della Smat di Torino e la restante parte del capitale è in portafoglio ai 60 Comuni che aderiscono.

Bene.

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Sappiamo che ad ogni piè sospinto si sbandiera che le cariche dell’Organo Amministrativo in BCV sono a titolo gratuito.

Non dimentichiamo, peraltro, che se il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) dovesse accogliere i ricorsi presentati da Asm Vercelli, Comune di Vercelli, Iran spa (Ireti) contro l’affidamento degli acquedotti alla stessa BCV, non ci sarebbe un gran che da amministrare.

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Senonchè il concetto di gratuità forse non è da tutti condiviso o, almeno, interpretato nello stesso modo.

Allora cosa si studia il Consiglio dei Delegati del Consorzio della Baraggia (che, come abbiamo visto, non ha partecipazioni in BCV)?

Il giorno 22 dicembre dice qualcosa del genere (ma si può leggere integralmente nella delibera allegata): guardate Signori cari, siccome il nostro Presidente (Leonardo Gili) si impegna tanto in BCV (e anche in Sii) e che questo impegno

“trascende il ruolo di amministratore dell’ente per il quale è già stata stabilita la relativa indennità”,

allora è proprio il caso di:

“riconoscere ai Consiglieri che ricoprono cariche in enti e società partecipate, nell’interesse del Consorzio, indennità di funzione (non cumulabili con altre indennità erogate dagli enti partecipati), da definire – da parte del Consiglio dei Delegati – secondo l’intensità del lavoro richiesto ed effettivamente svolto”.

Ne è sicuro l’ex Sindaco di Buronzo, Lorenzo Gozzi, che si fa carico della proposta.

In sintesi, la delibera dispone che a Gili sia riconosciuto un compenso di 30 mila euro lordi per il 2025 e di 60 mila per ciascuno degli anni 2026 e 2027, per amministrare la Sii (direttamente partecipata dalla Baraggia) e BCV Acque, partecipata invece dalla Sii.

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L’unico che si oppone e vota contro è l’ex Presidente Dino Assietti, che: “aveva già chiesto che le
indennità venissero corrisposte dagli Enti in cui tale attività era prestata”. In pratica, ogni Ente si paghi i propri Amministratori, se crede e quanto crede.

E forse (al di fuori del Consiglio dei Delegati), quello di Assietti potrebbe non essere un parere isolato.

Chissà che ne penseranno ai piani alti, nelle ovattate stanze, nelle rarefatte atmosfere della dirigenza stellare, quelli di Iren.