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VARALLO - Incontri francescani organizzati da Imago Verbi Arte e spiritualità

Visite alla chiese della Madonna dei Bori, di Sant’Antonio e di San Pietro Martire

Valsesia e Valsessera

E’ iniziato domenica 14 giugno a Varallo il ciclo di incontri francescani organizzata dall’Associazione Imago Verbi Arte e spiritualità, per onorare il patrono d’Italia del quale si festeggia l’VIII centenario della morte.

Il ricco programma si articola in visite guidate e in un concerto e coro diretto dal Maestro Paolo Monticelli Direttore della Cappella Musicale del Duomo di Novara: “Figure di donne bibliche”, che sarà presentato sabato 25 luglio, in Collegiata.

Grande successo ha riscosso il primo appuntamento che prevedeva visite guidate alla Chiesa di Sant’Antonio e di San Pietro Martire: oltre quaranta persone hanno ascoltato le spiegazioni storico-artistiche della Guida Turistica Monica Ingletti, arricchite dalle notazioni teologico-spirituali del Professor Don Damiano Pomi.

Dopo la visita alla chiesa della Madonna dei Bori, così denominata perché sorgeva in prossimità del canale dove veniva posta a macerare la canapa, attigua a Sant’Antonio, che fu costruita molti secoli dopo dai frati francescani, che nel 1893 acquistarono il terreno adiacente all’oratorio dedicato alla Vergine.

I Francescani lasciarono definitivamente Varallo nel 1977, adesso la chiesa è officiata dai Padri Dottrinari, giunti a Varallo nel 1935, che formarono intere generazioni di Varallesi.

I partecipanti hanno anche potuto ammirare la statua lignea della Madonna dello Studente che era nell’antica cappella del Collegio D’Adda.

La chiesa è dedicata a Sant’Antonio perché il santo è tra quelli più venerati in ambito francescano ed è annoverato tra i patroni della Valsesia.

Questa chiesa ha sempre rappresentato un punto aggregativo per Varallo, sorta in una zona dove c’erano già antichi oratori: la cappella di San Rocco e la Cappella di San Grato.

Il piede della statua raffigurante Sant’Antonio è stato completamente consumato dalla devozione dei fedeli.

La trecentesca chiesa di San Pietro Martire sorge in uno dei luoghi più suggestivi di Varallo, in prossimità del ponte del Busso: all’esterno si intravedono ancora frammenti di antichi affreschi, mentre l’interno presenta una bellissima abside affrescata con al centro il Cristo in mandorla, circondato dagli Evangelisti.

Nel registro sottostante la teoria degli Apostoli e nell’ultima fascia in basso sono stati dipinti in modo molto originale i vizi capitali, rappresentati come ha sottolineato Don Damiano: “Il peccatore è avvolto da fiammelle che lo tormentano. La Figura di San Pietro Martire e un tondo con un profeta furono strappati e oggi sono visibili in Pinacoteca: San Pietro era un frate domenicano che fu ucciso nel trecento dai Catari nei pressi di Seveso: la sua presenza attesta la più antica presenza di un ordine religioso a Varallo, probabilmente venuti in valle dopo le vicende dolciniane, ben prima dei frati francescani. I Domenicani alloggiavano nell’attiguo convento quando venivano a Varallo per la predicazione. Qui un tempo abitava il pittore Lino Tosi, uno dei maggiori artisti contemporanei, che in questo luogo così particolare aveva trovato pace per la sua anima tormentata”.

Gli incontri proseguiranno il 5 luglio con la visita all’imponente chiesa parrocchiale di Riva Valdobbia, il 20 settembre con la visita a Crevola, il 3 ottobre a Varallo, al teatro Civico, sarà ospitato uno spettacolo ispirato a San Francesco e il 10 ottobre in Biblioteca si terrà un convegno di studi francescani.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo