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La prima scuola tecnica in Italia

VERCELLI - La bella storia tutta vercellese dell'Istituto Cavour rivive nella cerimonia di consegna dei premi agli Studenti più meritevoli - Dall'intuizione di Celestino Peroglio, al nuovo edificio di "Viale Regina Margherita" fino ai giorni nostri, al centro sempre l'educazione dei giovani - GALLERY DI 50 IMMAGINI

Una storia anche urbanistica che racconta di una città che ha voluto crescere

Ha fatto veramente piacere sentire ricordare, dal Prof. Giovanni Ferraris, sabato 13 giugno a Vercelli, la figura di Celestino Peroglio, cui dobbiamo, dapprima l’idea di una scuola tecnica e, poi, l’impulso a quello che di lì a poco sarebbe diventato il prestigioso ed imponente edificio dell’Istituto Cavour.

Occasione ormai tradizionale e sempre attesa, la premiazione degli studenti più meritevoli (quest’anno, nell’Anno scolastico 2024 – 2025) i cui meriti possono ricevere l’incoraggiamento di una borsa di studio grazie alla generosità di Istituzioni e Famiglie vercellesi, come tra poche righe potremo leggere in dettaglio.

Ma andiamo con ordine.

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Nativo di Palestro (1824) Peroglio fu insegnante di Storia e Geografia presso il Collegio Nazionale di Vercelli.

Qui concepì l’dea di offrire nuove opportunità formative con le Scuole Speciali Tecniche.

Il suo afflato educativo per i giovani era – come si direbbe oggi – a tutto campo.

Siamo sempre stati grati al nostro Professore Terenzio Sarasso (un altro prarolese illustre) di averci un lontano giorno di 50 anni fa e oltre assegnato una ricerca su Perogllo: leggendo le sue carte trovammo un flash su certa gioventù del tempo “adusa a confondere l’etica con l’etichetta”.

Un tema che conviene monitorare in ogni tempo e si può essere sicuri, vedendo i ragazzi che oggi ritirano questi premi, che in questo caso il rischio non si corre.

L’idea fu rapidamente condivisa e realizzata nel progetto che, nel 1854 vede la nascita a Vercelli della prima Scuola Tecnica in Italia, appunto l’Istituto Cavour, che ebbe come prima sede un piano dell’Istituto Lagrangia.

L’iniziativa ebbe subito successo, tanto da rendere evidente la necessità di avere una “casa” più grande.

E qui occorre “trasferirsi” per un momento in un altro “ambiente”.

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IL QUADRANTE SCOLASTICO, SIMBOLO DELLA VERCELLI CHE VUOLE CRESCERE

Sarà capitato a molti, che hanno accompagnato i figli a scuola, cogliere, in tutta la sua sapiente bellezza, l’idea lungimirante capace di concepire il “quadrante” urbanistico di Vercelli, dedicato alla formazione scolastica.

Quello che si estende da Corso Italia fino al Liceo Scientifico, per poi idealmente prolungarsi a Piazza della Vittoria, con l’Istituto Tecnico Agrario.

Si tratta di un frutto maturo del Piano Regolatore del 1905.

Una prima, ma fondativa, risposta al respiro nuovo di una città che si direbbe in debito di ossigeno, nella propria tensione verso un dinamismo che pare volersi lasciare alle spalle almeno tre Secoli di costrizione nello spazio, via via sempre più angusto, della cinta muraria, poi richiamata da quella dei viali.

Nel 1909, lungo il Viale Regina Margherita (poi, appunto, Corso Italia) furono dapprima collocate le Scuole Femminili (poi Istituto Magistrale) e, soprattutto, dal 1911 – 1914, raccogliendo il testimone della iniziativa di un figlio straordinario di questa città, Celestino Peroglio.

Cittadino, diremmo oggi, onorario: nacque a Palestro (1824) e morì a Bologna nel 1909, prima di vedere realizzata la nuova “casa” della propria creatura cui dedicò un così intelligente impegno.

Pochi anni prima (1904) lungo l’attuale Corso Palestro sorsero asili e palestre, e fu sempre più chiara l’indicazione della prospettiva di espansione lungo Viale Rimembranza.

Si trattava di dare nuovi spazi ad una società che ben conosceva e sempre meno sopportava, alcuni dei più limitanti fattori inibitori del proprio sviluppo.

L’ “asfissia” patita per effetto dei limiti urbanistici, non era, del resto, mai stata ignorata dai reggitori della Cosa Pubblica, certamente consapevoli del retaggio ancora incombente dal Secolo precedente.

Quando i visitatori che giungevano a Vercelli (cfr. U.Levra – “L’altro volto di Torino risorgimentale, 1814 – 1848” , 1988) coglievano il contrasto tra le vestigia storiche ed artistiche della città, e le condizioni igieniche precarie, la trascuratezza che pareva senza rimedio, la concentrazione della popolazione residente in poche case, abitate anche da venti persone e più, per ciascuna, tutte concentrate nell’attuale centro storico.

Non mancò di levare un grido d’allarme (giugno 1814), rivolto al Ministro dell’Interno, il Sindaco Giuseppe Avogadro della Motta, preoccupato per la persistenza di certe “mefitiche esalazioni” che ammorbavano l’aria.

E che, forse, non furono estranee nemmeno al dilagare di malattie “sociali”, che mettono l’osservatore di oggi in condizione di cogliere sorprendenti assonanze con i tempi attuali, se è vero che pochi anni più tardi, nel 1817, la città subì una grave epidemia di tifo.

Ancora poca cosa, rispetto a quelle tremende di colera: la prima, con il “paziente uno” del 1831, la “seconda ondata” quindici anni più tardi.

Anche i rimedi imposti dall’Autorità Sanitaria, suonano ora di singolare familiarità: quarantene, disciplina dei mercati secondo norme di distanziamento sociale, cordoni sanitari e divieto di assembramenti pubblici.

Il Medico Angelo Bracco (1831?) dà alle stampe un prontuario (cfr. Dialogo tra il Medico ed il Sindaco di campagne per istruire il popolo a preservarsi dal colera e curarsi nelle prime ore della malattia e norme ai sindaci e proprietarj per lazzaretti provvisorj) nel quale, tra l’altro, si raccomanda di coprirsi la bocca con un panno inumidito: l’antesignano delle mascherine?

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In questo contesto, come abbiamo visto, prende forma (anche se lui non vedrà la fine del cantiere) il rinnovato invito di Celestino Peroglio a dare spazi idonei alla crescente domanda formativa.

Domanda che coglieva l’esigenza del mondo produttivo di una società in rapido sviluppo, tanto in agricoltura (Geometri) quanto nella produzione industriale, artigianale e nel commercio (Ragionieri).

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La lungimirante visione urbanistica ancora oggi di attualità, richiama quella di percorsi di studi mai obsoleti anche perché sempre aggiornati e, nelle parole delle Personalità che hanno consegnato i premi, presentate dal Preside Prof. Paolo Massara, esperienze di come il dialogo tra generazioni, tra mondo della scuola e quello delle professioni, non sia mai venuto meno e rappresenti il fil rouge di una sintonia non certo esente, non solo da condivisioni tecniche e scientifiche, ma anche etiche, valoriali, sentimentali.

Ma vediamo ora chi siano i benefattori che hanno messo a disposizione le borse di studio per questi così meritevoli ragazzi:

Collegio Geometri: Geom. Valentina Papa accompagnata dal Consigliere Romoli Andrea

Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, in persona della Dott.ssa Elena Lopriore, componente del Consiglio di Indirizzo

Ordine dei Dottori Commercialisti Vice Presidente dott. Andrea Calvi

Avv. Antonio Omodei Zorini e Dott. Sergio Omodei Zorini

Prof. Giovanni Ferraris

Geom. Eugenio Castelli

Prof. Lorenzo Piacco

Famiglia Ing. Giorgio Viazzo

Prof. Stefano Pugno

Sabrina e Filippo Campisi

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Ed ecco i premiati:

PREMI DI STUDIO ASSEGNATI             

“Cesare e Guido Guida”

GINELLA VIOLA

“Prof. Eugenio Castelli”

AIT MSSAD SOFIA

“Premio IIS “C. CAVOUR” Vercelli”

COSTANZO FRANCESCA

“Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli”

MASNAOUI MARWA

MACCHIA VERONICA

SCIVOLETTO CLAUDIA

“Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli”

AIETTI GIORGIA

DESTRO MARCO ROCCO

“Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli”

EZZEMMAL IKRAM

“Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli”

POSINERI ASIA

“Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli”

JAKU LUIZA

“Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli”

MLAYEH SONIA

FONTANA SARA

“Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli”

TADILI IMANE

HAJRI NOURA

MACHACH RIHAM

CHIArELLI MATILDA SANDRA

ZACCAGNINO DENISE

Famiglia Ing. Giorgio Viazzo

ALLEGRI NICOLAS

“Premio Prof.ssa Margherita Pasquino”

ZHOU NAIYU

“Lascito Re Primo”

BIAVA RITA SARA

ALBELTARO AURORA

“Ordine dei Dott. Commercialisti e degli Esperti Contabili”

CADIRY SAMUELA

Premio “Istituto Cavour” alla memoria “Prof. G. C. Faccio”

JOSHI  OM MAHIMA

“In memoria del Preside Prof. Pietro Omodei Zorini elargito dalla famiglia dell’Ing. Luigi Omodei Zorini”

GUERRA STEFANO

“Collegio Geometri”

BONFIGLIO FRANCESCA

BERTOLOTTI SONIA

GINELLA VIOLA

“Città di Vercelli”

Agli alunni meritevoli, che dimostrino nel profitto e condotta, spiccate attitudini nel proseguimento degli studi

VELIU MARIANA

CESTARIOLI RICCARDO

MANFRINATI AURORA

Premio “Paolo Merlo ”

LAFSAHI MALAK

in memoria della mamma Premio “Rosina Maria Fabbri “

POPA ALESSANDRA

Premio “Elisabetta Pugno”

BOURAOUIA IMANE

CHIOVINO GRETA

Prof. Gianfranco ANASTASIO

FERREIRA GAMA DOS SANTOS ANDREY KLLEBER

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Complimenti a tutti i protagonisti di questa bella storia vercellese ed arrivederci al prossimo anno.