Si è tenuta oggi, 9 giugno 2026, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge promossa dall’On. Enzo Amich per l’istituzione del Fascicolo delle Persone Scomparse (FPS).
L’iniziativa intende colmare una lacuna procedurale oggi esistente: dopo la denuncia di scomparsa, qualora non emergano immediatamente elementi tali da configurare una notizia di reato, manca uno strumento specifico che consenta di avviare tempestivamente le ricerche e di preservare gli elementi di prova potenzialmente utili.
La proposta introduce l’articolo 335-quinquies del Codice di procedura penale, istituendo presso la Procura della Repubblica un fascicolo autonomo dedicato alle persone scomparse.
Lo strumento consentirebbe l’immediata attivazione di attività urgenti di ricerca e accertamento, tra cui la trasmissione della denuncia, l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza entro 48 ore e la raccolta dei dati di localizzazione, senza la necessità di aprire un procedimento penale.
Il provvedimento è formulato a invarianza finanziaria e mira a uniformare prassi già presenti sul territorio nazionale, evitando sia la dispersione di elementi utili alle ricerche sia l’apertura impropria di fascicoli penali.
Nel porgere i saluti istituzionali, l’on. Augusta Montaruli, Vicepresidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ha affermato: «Questa proposta di legge affronta un fenomeno che continua ad avere dimensioni rilevanti, con migliaia di denunce ogni anno e una media che restituisce la misura della pressione quotidiana sul sistema di ricerca. Come gruppo di Fratelli d’Italia abbiamo ritenuto necessario sostenere l’iniziativa dell’On. Amich e accompagnarne il percorso nelle Commissioni competenti, affinché possa essere valutata in tempi rapidi».
«Con questa proposta affrontiamo una criticità reale del sistema – dichiara l’On. Enzo Amich -. Oggi le denunce di scomparsa si muovono in uno spazio procedurale incerto. Il FPS introduce uno strumento chiaro, moderno e rispettoso delle garanzie, che consente allo Stato di intervenire subito, in modo coordinato ed efficace».
Federica Sciarelli, giornalista e conduttrice di Chi l’ha visto? ha commentato: «Considero questa iniziativa legislativa utile perché esistono ancora grandi ostacoli nel ricomporre le famiglie delle persone scomparse. La scomparsa va trattata come possibile reato fin dal primo momento, non come un semplice allontanamento volontario. Solo così, come avviene per i
minori, si possono attivare immediatamente intercettazioni e acquisizioni di
immagini».
«Questa proposta nasce dall’esperienza concreta maturata accanto alle famiglie delle persone scomparse – afferma l’Avv. Claudio Falleti, Vicepresidente di Nostos Italia -. Il FPS consente di acquisire e conservare tempestivamente prove e dati, garantendo continuità alle attività di
ricerca. Una persona scomparsa non si archivia: si può archiviare un
procedimento, non una vita».
«Da madre di un ragazzo scomparso conosco il peso dell’attesa – dichiara Roberta Carassai, Presidente di Nostos Italia -. Questa legge rappresenta un passo concreto affinché le ricerche possano essere avviate in modo rapido e coordinato e nessuna famiglia venga lasciata sola».
Alla conferenza hanno preso parte, oltre all’On. Montaruli e a Federica Sciarelli, la dott.ssa Valeria Spagnoletti, magistrato coordinatore dell’Area Civile del Ministero della Giustizia; il Generale di Brigata Stefano Romano, Capo Ufficio Criminalità Organizzata, Eversione e Terrorismo del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri; Roberta Carassai e l’Avv. Claudio Falleti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Nostos
Italia; Rossella Di Liberto della Croce Rossa Italiana e Luigi Tonino Marsella della SIMLA.
Presenti in sala anche Pietro Orlandi e Maria Antonietta Gregori, fratello e sorella rispettivamente di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, tra i casi di scomparsa più noti e dolorosi della storia italiana. Insieme a loro hanno partecipato numerosi familiari di persone scomparse, donne e uomini che convivono da anni con l’assenza di un proprio caro e con la difficile ricerca della verità.
La loro presenza ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’incontro, ricordando come dietro ogni denuncia di scomparsa vi siano famiglie che attendono risposte e che chiedono alle istituzioni strumenti sempre più efficaci per avviare tempestivamente le ricerche e non disperdere elementi preziosi per il ritrovamento dei propri cari.
L’incontro è stato moderato da Arianna Fanuli.
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Redazione di Vercelli

















