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La musica Jazz di Alberto Mandarini, una bella novità molto apprezzata che valorizza la Scuola Vallotti

VERCELLI -  Sobria e partecipata cerimonia per il 212° Annuale dalla fondazione dell'Arma dei Carabinieri  - Sindaci e Stazioni territoriali, “front office” del cittadino -   Integrale la prolusione del Comandante Provinciale Col. Pier Enrico Burri -  I risultati operativi del Comando Provinciale nell'ultimo anno - VIDEO E GALLERY 

La gallery riprende anche i volti dei Militi premiati per l'attività investigativa e di contrasto al crimine

Pur nell’adesione ad un “format” come si direbbe oggi, sempre fedele all’impostazione originaria, la celebrazione per festeggiare l’anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri ( 5 giugno ) ogni anno si rinnova un po’, acquisendo in tal modo nuova audience e dimostrando nel concreto la sempre maggiore attenzione alla società in cui vivono ed operano le varie articolazioni territoriali della “Benemerita”.

La novità di quest’anno a Vercelli è stata rappresentata dall’invito ad offrire qualche scampolo del loro vasto repertorio alla “Colours Jazz Orchestra”, big band diretta da Alberto Mandarini del Dipartimento jazz della scuola comunale Vallotti di Vercell.

Per chi non sia appassionato di jazz, basti ricordare che Alberto Mandarini, tra le tante altre cose, ha a lungo suonato con Paolo Conte.

E scusate se è poco.

Ebbene, la band ha intrattenuto gli invitati offrendo un bel repertorio e due brani possiamo riproporli – uno all’inizio ed uno alla fine – nel video che accompagna queste note.

Video che, per il resto, insieme alla gallery, si attiene alla modalità che da tanti anni seguiamo per realizzare questi servizi.

E’ integrale la allocuzione del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vercelli, Col. Pier Enrico Burri.

Poi alcuni dei momenti più importanti.

La gallery, invece, offre, oltre a tanti volti degli intervenuti, le immagini dei Militi che nel corso del periodo trascorso si sono resi meritevoli di riconoscimenti e “ricompense” avendo portato a termine azioni di particolare impegno investigativo e rischio.

I “numeri” trovano spazio in questo testo, che ripropone anche per iscritto l’integrale dell’intervento del Comandante provinciale, nonché una sintesi dei risultati operativi dei quali abbiamo anche parlato molte volte nelle notizie di cronaca.

Come di consueto, anche quest’anno non è mancata la presenza di tante “fasce tricolori”, i Sindaci del territorio, che in molti casi lavorano in stretto contatto con le Stazioni dei Carabinieri, che sono presidio di legalità e sicurezza, non meno che luogo ove è possibile trovare ascolto per tante persone che si trovano in difficoltà, rendendo in tal modo concreta l’idea di una prevenzione di atti antigiuridici che significa anche intercettare il disagio prima che sia troppo tardi.

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LA PROLUSIONE DEL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI VERCELLI COL. PIER ENRICO BURRI

Gentili ospiti, Autorità, buon pomeriggio.

Lo scorso anno ho concluso l’intervento con la parola “grazie”.

È con la stessa parola che desidero iniziare quest’anno, dicendo, appunto grazie: in un anno di lavoro trascorso dal 211° annuale di fondazione dell’Arma, il sentimento che mi pervade è quello della gratitudine.

Permettetemi di sottrarmi al protocollo istituzionale – che mi imporrebbe di citare prima altri illustri e graditissimi ospiti – ma il primo grazie lo rivolgerei alle ragazze e ai ragazzi della Scuola Musicale Vallotti, che accompagnano la nostra cerimonia.

Il secondo “grazie” lo vorrei indirizzare ai Carabinieri che operano in provincia, parte dei quali schierati davanti a voi: il merito dell’attività svolta dall’Arma è esclusivamente loro.

Di quelli che operano sulla strada in ogni condizione, di quelli che accolgono il pubblico in caserma, di quelli che parlano con le persone, di quelli che eseguono il primo intervento, di quelli che svolgono attività investigative e di quelli – magari più in ombra, lontano dai riflettori – che fanno in modo che ciò accada, operando nel settore logistico, amministrativo, muovono la complessa macchina burocratica (nel significato letterale del termine) senza cui qualsiasi organizzazione articolata non sarebbe in grado di procedere.

Vorrei anche ringraziare tutti coloro i quali hanno collaborato per l’allestimento della cerimonia di oggi e i familiari di tutti i militari, che impreziosiscono questa celebrazione.

Ho parlato di Carabinieri, perché tutti noi siamo tali (territoriali, forestali, unità speciali, i rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari e anche i Carabinieri in congedo, qui schierati in forma associativa), pur avendo diversi livelli di responsabilità intimamente collegati al ruolo, all’incarico e, di conseguenza, al grado: ma non li voglio distinguere, perché ho assistito a un legame forte e virtuoso, tra i reparti e nei reparti, che ha portato, nei momenti di difficoltà affrontati per qualsivoglia ragione, all’emersione di quel senso di solidarietà, di mutuo sostegno, di appartenenza che è tipico della società militare e, oserei dire, di chiunque condivida la missione della responsabilità per la sicurezza della collettività.

Responsabilità che – peraltro – sono perfettamente descritte nel Codice dell’Ordinamento Militare, attributo che ci dà una cifra distintiva peculiare e che ci impone l’adesione a doveri di rango primario, cui la Costituzione richiama tutti con un lapidario “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

Aderisco finalmente al protocollo istituzionale e lo faccio più che volentieri, rivolgendo il mio sincero ringraziamento ai rappresentanti delle Istituzioni.

Dico “più che volentieri” perché chi è seduto tra voi, nell’anno e mezzo trascorso insieme, non ha mai fatto mancare il sostegno, la considerazione, il supporto, la condivisione, la concretezza nei confronti dei militari dell’Arma e dell’Arma stessa, sia nei momenti positivi, sia – e in modo ancor più marcato e sentito – nei momenti meno felici, per non dire drammatici, che hanno toccato l’intera Istituzione.

In questi frangenti ho avvertito ed apprezzato un affetto spontaneo, oserei dire familiare piuttosto che amicale.

Vorrei citare gli esempi, in un senso e nell’altro, ma sarebbero tali e tanti che imporrebbero una cerimonia della durata di qualche ora, tortura a cui non mi sento di sottoporvi.

Saluto quindi con ogni considerazione il Signor Sindaco, Avvocato Roberto Scheda – del quale invidio l’inesauribile energia – e ringrazio l’Onorevole Emanuele Pozzolo per essere intervenuto.

Permettetemi poi di testimoniare il mio sentimento di stima e gratitudine nei confronti del Procuratore della Repubblica, Dottoressa Ilaria Calò, alla quale rinnovo il benvenuto in quest’Area di Operazioni, e del Presidente del Tribunale, Dr. Giovanni Campese.

Ricavo un momento per il Prefetto, Dottor Lucio Parente, il quale, con la cortesia che lo contraddistingue, nel rammaricarsi per non aver potuto presenziare, ha recapitato una lettera in cui esprime a tutti i Carabinieri della provincia un pensiero di profonda stima per la professionalità, la competenza e lo spirito di sacrificio con cui operano, sottolineando la sinergia esistente tra tutte le forze di polizia impegnate nella salvaguardia della legalità, nella prevenzione dei reati e nella protezione delle persone più vulnerabili.

Prego il Dottor Attilio Carnabuci, viceprefetto Vicario, che oggi lo rappresenta, di ricambiare incondizionatamente i sentimenti espressi.

Un saluto particolare lo riservo al Presidente della Provincia, Davide Gilardino, perché è una data speciale anche per lui, oggi.

Replico i sentimenti di stima e gratitudine nei confronti del nostro Arcivescovo, Sua eccellenza Reverendissima Marco Arnolfo, sempre vicino ai Carabinieri, concretamente assistito da Monsignor Giuseppe Cavallone (che ama definirsi “il nostro parroco”) e Don Stefano. Grazie.

Non posso dimenticare gli operatori che condividono “la strada” (passatemi il termine) con i Carabinieri e prego i loro vertici qui presenti di farsene portavoce: grazie alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Penitenziaria, all’Esercito Italiano, alla Polizia locale e a tutti gli attori del soccorso pubblico, sia esso sanitario, tecnico ovvero di protezione civile, alle associazioni di volontariato, combattentistiche e d’Arma, tutti elementi con i quali è in essere uno spontaneo, costante e biunivoco rapporto.

È grazie alla loro opera quotidiana se possiamo ritenerci fortunati, perché con noi garantiscono le condizioni di ordine e sicurezza pubblica e, più in generale, di vivibilità che incontriamo nel nostro quotidiano e che sono una più che solida premessa per il consolidamento e lo sviluppo sociale, culturale ed economico che tutti auspichiamo: perché la città e la provincia meritano di essere conosciute, promosse e vissute intensamente.

Città e provincia che hanno dato i natali o assistito all’opera di Sant’Eusebio, del Cardinale Guala Bicchieri, di Amedeo Avogadro, di Gianni Antonio Bazzi, Gaudenzio Ferrari, Giovanni Battista Viotti, di Silvio Piola, Vincenzo Lancia, Angelo Morbelli: la toponomastica di ogni comune associata a un pizzico di curiosità possono aggiungere autorevoli personaggi da far confluire in una lunga lista.

Tornando alla sicurezza e alla vivibilità non posso dimenticare i Sindaci, “front office” del cittadino e per ognuno dei quali il proprio paese è un gioiello del valore inestimabile.

Grazie per il vostro lavoro e per la vostra collaborazione con le articolazioni territoriali, forestali e speciali dell’Arma.

Un più che cordiale saluto ai rappresentanti della stampa e dei media, sempre attenti nel riportare quanto accade in città e in provincia, con riguardo ai vincoli di riservatezza, garanzia e prudenza imposti dalla legge.

Torno più pragmatico, si attaglia maggiormente al mio carattere.

Che cosa hanno fatto i Carabinieri – i vostri Carabinieri, aggiungo nuovamente, come lo scorso anno, quest’aggettivo possessivo – in un anno?

Hanno seguito 20.724 attivazioni per intervento o segnalazione al 112NUE; svolto 29.519 servizi esterni, preventivi e di controllo del territorio; arrestato 121 persone, denunciandone altre 1.979; proposto 57 misure di prevenzione; concorso nella vigilanza di 135 persone sottoposte a peculiari situazioni di rischio; operato 382 interventi per incidenti stradali; eseguito 54 incontri nelle scuole nell’ambito del programma nazionale di “educazione alla legalità” e 125 finalizzati alla prevenzione dei reati contro il patrimonio, in particolare rivolti alle persone anziane.

E poi, tutto il resto: tutte quelle attività che non fanno notizia, ma che fanno parte del nostro quotidiano perché avvengono nelle nostre Stazioni, per strada, a casa delle persone o anche per telefono.

Un consiglio, un suggerimento, un momento di conforto che può non aver alimentato i numeri appena elencati, ma ha risolto o cercato di risolvere un problema: perché – come affermato condivisibilmente dal Signor Ministro della Difesa – “I Carabinieri sono un presidio di sicurezza, ma anche di umanità”.

E l’umanità nasce dalle relazioni.

Questo facciamo, o almeno cerchiamo di fare: risolvere i problemi delle persone.

E ciò accade – molte volte – quando vi sia capitato di vedere un Carabiniere che parla con qualcuno: vi prego di rivolgervi a noi con fiducia, con sicurezza, senza nessun timore reverenziale.

Siamo al vostro servizio.

5 giugno 2026, l’Arma compie 212 anni; 2026, 85° anniversario delle battaglie di Eluet El Asel e di Culquaber, tasselli della storia dei Carabinieri e d’Italia.

Restano immanenti quei valori sui quali abbiamo giurato e che, simbolicamente, ritrovo rappresentati nei Gonfaloni degli Enti Locali schierati e meritatamente decorati, valori nel cui nome molti Carabinieri hanno sacrificato la vita: ricordo con deferenza e rispetto l’Appuntato Salvatore Vinci, a cui penso ogni volta che percorro la strada in cui si trovò ad affrontare la morte, chiedendomi cosa lo avesse spinto a seguire quella via tra le risaie, se non il senso del dovere, la conoscenza del territorio, l’essere ed il sentirsi Carabiniere fino al midollo.

Fino al ritorno, purtroppo, solo del suo “Cavallo scosso”.

Concludo – ringraziandovi per la pazienza che avete avuto nell’ascoltarmi – scomodando poesia e filmografia.

I Carabinieri furono descritti da Costantino Nigra come

“schiavi sol del dover, usi obbedir tacendo e tacendo morir, terror de’ rei, modesti ignoti eroi, vittime oscure e grandi, anime salde in salde membra”;

poi, ancora e in contesto diverso, ripresi un secolo dopo da Renzo Montagnani che così affermava, molto teneramente, in una commedia italiana degli anni ’80:

“La gente scherza sulla nostra tenace testardaggine, canzona i nostri ragazzi per la loro ingenua cocciutaggine…però ci vogliono, ci ammirano, perché se dovesse crollare tutto, la gente sa che noi saremo sempre, immancabilmente qui, presenti”.

Traccia artistica di un’evoluzione che l’Arma sta seguendo per adeguare la risposta operativa alle necessità dell’oggi, magari cercando di anticipare quelle del domani, pur restando immutabile nei principi fondamentali, riassunti nella formula del giuramento che ognuno di noi ha prestato.

Modesti, ignoti, ma sempre, immancabilmente qui, presenti. Perché il Carabiniere è espressione dell’Italia.

E l’Italia siamo tutti noi.

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Di seguito i dati sui risultati operativi del Comando provinciale di Vercelli nel periodo compreso tra il 1 giugno 2025 ed il 31 maggio 2026

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Attivazioni per intervento o segnalazione al 112 NUE20.724
Servizi esterni di prevenzione e controllo del territorio29518
Persone arrestate121
Persone denunciate all’Autorità giudiziaria1979
Misure di prevenzione proposte57
Persone sottoposte a peculiari situazioni di rischio oggetto di vigilanza135
Interventi effettuati per incidenti stradali373
Incontri nelle scuole nell’ambito del programma nazionale di “Educazione alla legalità”54
Studenti coinvolti negli incontri di “Educazione alla legalità”4.200
Incontri dedicati alla prevenzione dei reati contro il patrimonio, rivolti in particolare alle persone anziane125
Incontri complessivi di educazione alla legalità e prevenzione                                                                       179

 

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