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BORGOSESIA - Istituto Ferrari - Gli studenti portano in scena “All’improvviso” - Quando la recita a soggetto diventa un copione    

Per Rebecca Vecchio classe IIB e gli studenti che hanno preso parte alla recita è stata un’esperienza molto istruttiva

Valsesia e Valsessera

Pirandello è considerato uno dei pilastri della letteratura italiana.

Mentre per i giovani è talvolta soltanto un altro tra i tanti autori studiati a scuola, è visto intoccabile dai più grandi intellettuali.

Eppure, il bello di confrontarsi con la sua eredità artistica sta proprio nella libertà di reinventarla: questo è ciò che hanno fatto gli studenti del liceo “Gaudenzio Ferrari”.

La sera del 22 maggio, al teatro della Pro Loco di Borgosesia, è andata in scena la rappresentazione “All’improvviso“.

Più che una messinscena tradizionale, lo spettacolo nasce come un’originale riscrittura che prende spunto dai temi più celebri del metateatro pirandelliano, rielaborandone i contrasti e le suggestioni profonde.

Il progetto è stato ideato dalla regista Costanza TittiDaffara, affiancata dal tecnico Luigi Gabriele Smiraglia, e interpretato dagli studenti che hanno frequentato il laboratorio per tutto l’anno scolastico: Sara Asietti, Lucia Bolzoni, Marta Borgato, Nicole Cerutti, Ginevra Dago, Cristel Elezaj, Francesco Gens, Francesco Guano, Alexandra Iurascu, Daniele Manna, Glauco Paradiso, Giorgia Pizzi, Valeria Roncarolo, Emma Sella, Rebecca Vecchio e Arianna Verri.

Sul palco è stata recitata una commedia divertente e leggera, ma allo stesso tempo istruttiva, visto che presentava l’accentuazione della figura del regista durante il corso del Novecento.

All’interno della rappresentazione, infatti, gli attori si ribellano al regista, il quale vorrebbe controllare ogni dettaglio della messinscena, creando un contrasto tra l’immedesimazione del personaggio e quella dell’attore 一 figura ulteriormente recitata e del tutto diversa dalla personalità del reale interprete.

Per questo motivo, i personaggi cercano di creare una propria versione di un’opera teatrale molto importante, ambientata nella Sicilia degli anni Venti, in cui regnano passioni forti e violente.

Protagonista della novella è una famiglia borghese dell’epoca, capeggiata dalla madre: una figura imponente e che spesso sovrasta il potere decisivo del padre, anche davanti alle loro quattro figlie e ai soldati che fanno la corte a queste ultime.

Ma i veri protagonisti sono gli attori, che modificano trama, toni e atmosfera con le loro continue discussioni.

I ragazzi del liceo si sono preparati per questo spettacolo a partire da gennaio, incontrandosi una volta a settimana dopo scuola e studiando il copione durante i tempi morti tra lezioni e lo studio a casa.

Le prove effettive sul palco si sono tenute, però, solo due volte: una il pomeriggio del 21 maggio e l’altra durante tutta la giornata del 22 maggio, in un’attesa dello spettacolo della sera vissuta tra ansia ed eccitazione.

Poco prima della messa in scena, sia nei camerini sia dietro le quinte, la tensione è stata palpabile, ma appena saliti sul palco questa si è dissolta, lasciando spazio a una grande intensità e a tanto divertimento per gli spettatori e per gli attori.

A fine rappresentazione ha preso parola la regista, che ha ringraziato i ragazzi per questo grande percorso e augurato buona fortuna ai nove studenti di quinta che lasceranno il gruppo teatrale per avventurarsi nel mondo universitario.

Successivamente sono intervenuti gli studenti, che hanno omaggiato la loro direttrice e hanno raccontato il fantastico viaggio di quest’anno.

Il vero fulcro della serata, d’altronde, non è stata solo l’opera teatrale, bensì il festeggiamento della fine di un altro anno scolastico e del divertimento condiviso.

Rebecca Vecchio, IIB

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università