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VERCELLI - Commemorate le vittime civili dei bombardamenti del 1944 sulla città    

Il sindaco Roberto Scheda: “..Noi dobbiamo conoscere, ricordare e raccontare ai nostri figli cosa accadde qui.”

Vercelli Città

Il Sindaco, Roberto Scheda, ha partecipato questa mattina alla commemorazione delle vittime civili dei bombardamenti su Vercelli.

«Ci sono giorni che restano immobili sui calendari. Il 28 maggio 1944 è uno di quelli Secondo le ricostruzioni – ha ricordato il primo cittadino durante il suo intervento – circa 100 bombardieri riversarono più di 300 ordigni sui rioni Belvedere, Canadà e Isola. Bilancio: 19 morti e oltre 90 feriti».

Scheda ha rimarcato che «la guerra è sempre presentata con alcune fra queste parole: eroismo, strategia, necessità. Ma chi ha visto le case crollare addosso ai bambini, sa che la guerra non ha nulla di epico. È – ha proseguito il Sindaco – il dolore dei civili, il terrore che piomba dall’alto. È il mercato nero del cibo dove un pezzo di pane è rarità e un uovo è un miracolo. È la corsa disperata verso un rifugio come quelli che abbiamo in piazza Cavour o in via San Cristoforo».

Parlando del presente, il primo cittadino ha esortato i partecipanti a «non nascondersi dietro a un dito: stiamo vivendo nel tempo della guerra. Nel 2026 si contano, infatti, oltre 50 conflitti armati attivi in tutto il mondo. Dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iran al Sudan fino al Myanmar vediamo città bombardate, famiglie in fuga, cadaveri di bambini estratti dalle macerie. Cambiano le bandiere, le geografie, ma il dolore è identico”.

“Ecco perché – ha aggiunto – il ricordo di Vercelli non appartiene solo al passato: parla al presente, ci avverte e ammonisce. Noi dobbiamo conoscere, ricordare e raccontare ai nostri figli cosa accadde qui. Ai giovani voglio dunque dire questo: non lasciate che la memoria diventi gesto automatico. Cercate le storie, chiedete i nomi, ascoltate i racconti degli anziani. Perché un popolo che perde memoria perde la sua coscienza civile».

La mattinata, che ha visto anche l’apertura dei rifugi antiaerei di piazza Cavour e sotto il palazzo della Provincia, è stata organizzata da La Rete.

All’appuntamento hanno preso parte anche i parenti di alcuni delle vittime del bombardamento del 28 maggio 1944 che, davanti alla lapide sotto i portici del Municipio, hanno letto i nomi di tutti morti a causa delle bombe sganciate su Vercelli dal 1940 al 1945.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume