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VALSESIA - Riforme Gestione delle Aree Protette

Il Presidente Carlo Stragiotti: «Noi coordinatori di proposte che arrivano dal territorio»

Valsesia e Valsessera

Le amministrazioni sono tornate al centro della vita del Parco dopo anni di oblio. È doveroso svolgere un ruolo pontiere per coordinare le istanze di un territorio che propone miglioramenti sentiti da amministratori e cittadini

«Non siamo i proprietari delle proposte, ma i coordinatori di un percorso nato dal territorio, con la nostra collaborazione».

Così il Presidente dell’Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia, Carlo Stragiotti, interviene sul dibattito relativo alle proposte di riforma dell’EGAP Valsesia.

«Dalla mia nomina a Presidente, nel maggio 2023, e poi con la riconferma del 2025, ho assunto un impegno preciso con gli Enti della Comunità delle Aree Protette: ascoltare davvero le amministrazioni locali, raccogliere le loro criticità e provare a costruire un percorso per migliorare un Ente che, così com’è oggi, non risponde alle esigenze del territorio».

Il percorso è stato avviato formalmente nell’autunno 2025, con la convocazione della prima riunione della Comunità delle Aree Protette, fissata per il 7 novembre, nella quale è stata illustrata la volontà di costruire un pacchetto di proposte da portare alla Regione Piemonte.

Da lì è iniziata la raccolta delle istanze degli Enti territoriali.

Il 18 marzo 2026 è stata trasmessa una prima bozza di delibera e convocato un nuovo incontro per il 26 marzo; il 14 aprile è stata inviata una seconda bozza, ulteriormente affinata, con convocazione del confronto del 7 maggio.

Solo dopo quell’incontro è stato condiviso, l’8 maggio, il testo definitivo delle proposte, prima della richiesta di incontro agli Assessori regionali Marco Gallo e Paolo Bongioanni.

«Nel frattempo – osserva Stragiottialcuni soggetti, anche ambientalisti, sono intervenuti quando il testo non era ancora definitivo. Nulla di male, ci mancherebbe: il confronto è sempre utile. Però un sorriso è consentito quando si commenta un cantiere come se fosse già l’edificio collaudato. Le osservazioni sono legittime, ma sarebbe opportuno formularle sul testo finale, non sulle bozze in lavorazione».

Il documento definitivo contiene proposte articolate: riqualificazione della Casa del Parco di Alagna, manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica, educazione ambientale, promozione territoriale, sostegno ad agricoltori e allevatori, gestione dei danni da fauna selvatica e presenza del lupo, interventi sul Monte Fenera, valorizzazione della Valle Strona, rafforzamento della comunicazione con cittadini e proprietari, screening VINCA più razionali per eventi ricorrenti, incremento dell’organico e del budget dell’Ente, oltre a una revisione degli strumenti pianificatori e normativi.

Tra le proposte vi è anche il rafforzamento del ruolo della Comunità delle Aree Protette, affinché le amministrazioni locali possano incidere maggiormente non solo nella fase di indirizzo, ma anche nella valutazione dell’operato del Direttore (il massimo Funzionario in forze tra il personale del Parco), legando così la gestione dell’Ente al rapporto concreto con i territori rappresentati.

«Il punto politico è semplice: le norme vincolistiche devono tutelare e gestire l’ambiente, non mummificarlo. Un Parco non può essere percepito come un ostacolo permanente allo sviluppo economico delle comunità che lo vivono. Le imprese turistiche, agricole e locali non devono essere soffocate da un sistema che dice solo “no”. La tutela ambientale è una cosa seria: proprio per questo deve essere intelligente, applicabile e compatibile con la vita reale dei territori».

Sul piano finanziario, Stragiotti precisa inoltre un altro aspetto: «L’EGAP Valsesia è un Ente strumentale della Regione Piemonte e vive di finanza derivata. Di fatto non dispone di una piena autonomia finanziaria: opera sulla base delle risorse trasferite dalla Regione. Più che di un bilancio inteso come leva autonoma di programmazione finanziaria, l’Ente dispone sostanzialmente di un budget operativo legato ai trasferimenti regionali. Le difficoltà derivano quindi dalla scarsità delle risorse trasferite, non da presunti “buchi” di bilancio, come qualche eccessivamente “decontratta” malalingua prova a insinuare. Il bilancio dell’Ente è contabilmente sano: lo scorso 28 aprile abbiamo approvato il Rendiconto della gestione finanziaria 2025, che fotografa con chiarezza la situazione contabile dell’EGAP. Il punto non è l’esistenza di debiti nascosti o squilibri strutturali, ma la necessità di avere risorse adeguate rispetto alle funzioni che l’Ente è chiamato a svolgere. L’EGAP, quale Ente a finanza derivata, non è un soggetto che può liberamente ricorrere all’indebitamento, contrarre mutui e costruire debito: proprio per questo parlare di buchi è fuorviante e politicamente scorretto. Il vero tema è un altro: se si vuole un Ente capace di gestire, tutelare, mantenere e valorizzare il territorio, servono trasferimenti adeguati e personale sufficiente».

Stragiotti precisa inoltre che l’iniziativa non è ostile alla Regione Piemonte: «Al contrario, il nostro obiettivo è aprire un confronto costruttivo con la Regione, che resta interlocutore fondamentale. Non siamo contro nessuno: non contro la Regione, non contro le associazioni ambientaliste, non contro il personale, non contro alcun attore del territorio. Con il Consiglio, gli Enti della Comunità e anche i cittadini che vivono nei due Parchi, con cui mi sono confrontato in alcuni incontri pubblici durante la raccolta delle istanze negli scorsi mesi, vogliamo semplicemente evitare che tutto resti com’è. Perché se l’EGAP non riesce a migliorare, se non riesce ad ascoltare i territori e a dare risposte concrete, allora perde il senso stesso della propria esistenza».

Il Presidente conclude chiarendo anche il tema del possibile trasferimento della gestione ai Comuni: «La gestione locale in forma consorziata, possibile solo dietro adeguati trasferimenti economici regionali, non è una bandiera ideologica, ma un’eventualità subordinata. Sarà la Regione, insieme agli Enti della Comunità delle Aree Protette, a valutarla qualora non fosse possibile procedere con le proposte avanzate dal territorio. Prima viene il confronto, prima vengono le riforme, prima viene il tentativo serio di far funzionare meglio l’Ente. Ma una cosa deve essere chiara: le amministrazioni locali e i cittadini residenti nelle Aree Protette sono tornati al centro della vita del Parco, e non intendono più restare spettatrici».

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca