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Oggi 5 maggio

VERCELLI - L'ultimo saluto della città a Giorgio Guala - "Padre" della sezione vercellese dell'Anffas, sarà ricordato per la visione lungimirante e la capacità di unire energie dedite alla tutela delle persone con disabilità - Per molti anni funzionario apprezzatissimo dell'allora USL 45, dove si distinse per preparazione e impegno - IN VIDEO il ricordo di Marco Barberis

Per il suo impegno a favore dei più deboli fu anche insignito del riconoscimento di Bicciolano d'Oro

La città ha dato oggi, 5 maggio, presso la chiesa parrocchiale di San Salvatore, l’ultimo saluto ad uno dei suoi figli più nobili, Giorgio Guala, “padre” della sezione vercellese dell’Anffas e costruttore intelligente ed instancabile di una rete di iniziative solidali, volte a sostenere nel presente ed a dare un futuro alle persone diversamente abili.

Guala era stato, nella vita di tutti i giorni, un funzionario esemplare dell’allora “Usl 45”, l’Unità Sanitaria Locale che, anni dopo, lasciò il passo alle Asl come oggi le conosciamo.

Proveniente dall’Inam, era stato assegnato alla segreteria dell’Ufficio di Direzione e – con altri funzionari esemplari, come il Dott. Giuseppe Marrone – era un vero punto di riferimento tecnico, preparatissimo.

Al nostro microfono oggi lo ricorda – nel video che proponiamo – Marco Barberis, che di Guala fu compagno di studi e che poi ritrovò proprio all’Usl 45 appena costituita, quando ne divenne il primo Presidente.

Giorgio Guala per 37 anni è stato presidente dell’Anffas di Vercelli. 

Ha guidato l’associazione, che si occupa di persone disabili, con intelligenza e passione. “Bicciolano d’oro” nel 2008, grazie alla sua lungimiranza e alla sua attenzione, Guala è riuscito ad attivare per l’Anffas servizi e iniziative di primo piano, precedendo tante realtà a livello nazionale.

Basti pensare all’apertura della comunità “Muni Prestinari”, realizzata in un’ala di una cascina alle porte della città, dove vengono ospitate persone disabili come centro diurno, ma anche di notte, soprattutto quando vengono a mancare i caregiver.

Una risposta, questa, all’esigenza di assistenza auspicata dai genitori di persone con disabilità: “Chi si occuperà di mio figlio, di mia figlia quando io non ci sarò più?”. Non va dimenticata poi la creazione dell’Orchestra di musicisti “diversamente abili” intitolata a Grazia Baltaro.

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