La classe 3 B SSAS si è recata, giovedì 9 aprile. con le professoresse Stefania Nardin e Alessandra Sarasso a visitare la mostra gratuita multimediale e itinerante Senzatomica che dal 2011 porta in varie città, non solo italiane, una documentatissima storia delle armi atomiche, dal Progetto Manhattan – progetto segreto di sviluppo e di ricerca condotto dal ’39 tra USA, Canada e Inghilterr – intensificatosi verso la fine della II Guerra Mondiale, quando non era chiaro lo stato di avanzamento delle ricerche nei laboratori nazisti tese a realizzare un’arma di distruzione di massa con cui la guerra avrebbe potuto concludersi con la definitiva sconfitta dei paesi alleati contro Hitler, fino agli attuali arsenali nucleari, Italia compresa anche se solo come Stato ospitante.
La corsa contro il tempo del Progetto Manhattan portò allo sganciamento delle bombe su Hiroshima e Nagasaki.
Molti filmati di interviste ai cd. “hibakusha” (lett. “coloro che sono stati esposti alla grande luce”), i sopravvissuti alle bombe, illustrano le terribili conseguenze delle radiazioni atomiche per le vittime dirette e i loro discendenti.
Purtroppo la ricerca sulle armi nucleari non si è fermata con la vittoria delle forze alleate, ma è proseguita e prosegue dapprima per contrastare la Guerra Fredda tra USA e URSS, e poi per l’aumento di nazioni emergenti che negli ultimi decenni si sono dotate, o cercano di dotarsi, di un proprio arsenale nucleare.
Nonostante questi fatti non sembrino indicare un futuro di speranza per le giovani generazioni, in realtà la mostra, nata nel 2011 per iniziativa dei giovani dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e gestito dalla Fondazione Be The Hope, creata dallo stesso Istituto, ha l’obiettivo di rendere consapevoli i visitatori dell’importanza delle persone comuni che di solito, confrontandosi con questo argomento, tendono a sentirsi sfiduciate e impotenti davanti a scelte che pesantemente riguardano tutti, ma che vengono fatte al di sopra e al di là della volontà e possibilità di decisione dei singoli; questa mostra in realtà fa riflettere sul grande potere delle persone comuni.
Basti a dimostrare questa convinzione il fatto che i due trattati che hanno aperto la via alla possibilità di limitare, e poi un giorno di vietare, le armi nucleari, cioè il TNP, Trattato di non proliferazione nucleare e l’LPBT, il Trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari, sono stati adottati sotto la spinta di milioni di persone comuni che in vari stati del mondo hanno manifestato, raccolto firme, scritto petizioni fino a sensibilizzare le figure politiche più recettive che negli anni ’60 hanno deciso di adottare i due trattati, cui hanno aderito 191 stati al primo, e firmato da Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito il secondo.
Proprio in questi mesi, in cui si parla di riprendere gli esperimenti nucleari, e in cui Stati Uniti e Russia hanno deciso di non rinnovare il trattato New START (Strategic Arms Reduction Treaty) , questa mostra ci indica le parole del Manifesto Russell-Einstein che dovrebbe guidare tutti: “Ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto”.
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Redazione di Vercelli
















