(Elisabetta Acide) – “Intorno al campanile”… non è solo una “frase fatta”, e ciò che ha coronato un “evento” che solo “evento” non è stato.
Una intera città con le sue frazioni, con i fedeli affezionati al Santuario della Madonna del Palazzo, con la sua amministrazione comunale , con i sacerdoti e rettore, ma anche amici, autorità,… tutti per un duecentocinquatesimo “da ricordare”.
Proprio così 250 anni fa un capomastro Crescentino Serra, si è reso, ma soprattutto ha reso “protagonista”, il campanile di quella chiesa, con competenza ed intuizione, con la tecnica e la cura che solo i “capomastri”, “artigiani del cuore”, sanno vivere e agire.
La “giornata” di domenica 12 aprile ha segnato la “rievocazione”, iniziata al mattino con la S Messa presieduta da S.E.R. Mons Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli celebrata nel Santuario, ed è proseguita con momenti culturali (mostra), sociali (pranzi a cura di diverse associazioni e locali territoriali), con l’ omaggio all’artigianato locale (mercatino ed esposizioni di privati ed associazioni), e con la rievocazione storica dell’ evento , che ha visto “protagonisti” proprio come allora, il popolo , il Sindaco, gli operai, il segretario comunale , il parroco… tutti a “celebrare” lo “spostamento del campanile”.
Ma i giorni precedenti e successivi hanno visto protagonisti gli alunni delle scuole superiori del territorio, illustrare gli “angoli” caratteristici e le peculiarità del territorio crescentinese, gli alunni delle scuole della regione hanno partecipato con entusiasmo al concorso artistico – letterario che aveva come oggetto proprio la rievocazione e molte altre attività culturali e sociali come l’ annullo filatelico della celebrazione del duecentocinquantesimo anno, hanno avuto ed avranno realizzazione proprio per ricordare e celebrare la “grande impresa”.
E davvero tante autorità hanno reso omaggio al genio ed alla “pietà“, unita alla passione per il territorio, alla fede ed alle tradizioni che i suoi abitanti celebrano, celebrandone altresì la vita, la passione per la comunità, la solidarietà… valori che attraversano i tempi e rendono un territorio “spazio vitale”.
Tra i numerosi sindaci delle comunità circostanti, presenti agli eventi della giornata, sono intervenuti il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio,il presidente della provincia Davide Gilardino accolti con impeccabili onori di casa dal Sindaco della città Vittorio Ferrero che coadiuvato dagli amministratori, hanno partecipato, coordinato e reso “unico” e partecipato un evento cittadino nella sua particolare situazione.
Dal 1776 al 2026: e il sindaco (nella rievocazione storica protagonista nei panni del “sindaco Crescentino Tortora” di settecentesca memoria) ha con non poca emozione nella voce che rappresentava l’orgoglio del territorio e dei suoi abitanti, ha dichiarato:
“Torniamo qui 250 anni dopo con tantissima emozione e orgoglio, e porto i miei saluti a tutti. Il campanile spostato quel 26 marzo da Crescentino Serra ci ricorda l’ingegno di una persona semplice, un crescentinese. Abbiamo a cuore la nostra città e per tutti noi è un onore essere qui oggi. Nei secoli precedenti si è sempre cercato di raccontare al meglio questo evento. Siamo parte della storia. Spostate ogni giorno i vostri campanili con forza e coraggio”. Proseguendo: “E’ stata una festa, ma prima ancora è stata una grande,straordinaria dimostrazione di comunità: persone di tutte le età, associazioni, volontari, istituzioni…ognuno con il proprio valore. Un’energia condivisa, un senso di appartenenza che si è respirato in ogni momento, in ogni gesto, in ogni sorriso”.
Una data: 26 marzo 1776 e un uomo “geniale”, ma anche un uomo coraggioso che è riuscito a compiere una “impresa straordinaria” (a lui, ricordiamo, è dedicato l’Istituto Comprensivo della Città di Crescentino) con “strumenti” semplici e con la forza dell’impegno e della collaborazione di una intera città, ha spostato, senza alcuna demolizione, il campanile del santuario.
E il 12 aprile 2026 alle 16,13 un suono di campane… quelle del campanile, che ora si trova nella “posizione giusta”, quella “collocata” da Crescentino Serra, a ricordare l’impresa ingegneristica… ed ancora il popolo, la gente, il territorio riunito… non serve la “laurea”, a volte basta anche il cuore… e da quel cuore, dall’esperienza lavorativa, dal lavoro assiduo e costante, fatto con passione, dalla caparbietà dei risultati uniti al pensiero ed alla riflessione “pratica”…scandiscono la “rievocazione” dell’ evento straordinario.
Sicuramente l’evento che ha fatto da sfondo ai numerosi momenti culturali che hanno coronato in questi mesi e ancora accompagneranno l’anno 2026, sarà l’occasione di “ripensamento” e “recupero” delle “radici”, della storia e della “spiritualità”, della “cultura” (intesa nel senso ampio e bello del termine che caratterizza le “storie nella storia”) del “territorio”, patrimonio e conservazione del passato, vita del presente e sogno di futuro.
Sicuramente l’entusiasmo e l’impegno profuso da tutti, sotto la “regìa” dell’ Amministrazione Comunale, sarà il “motore” dell’intera comunità civile, sociale e religiosa, che, ancora una volta, sa “fare delle storia” la “maestra” di vita del presente e gettare “semi” per il futuro delle generazioni a venire, per aiutarle a far “vivere e rivivere” con i “segni del presente”, i valori del passato, per saperli rendere vivi ed attuali per ogni situazione.






























