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SANITÀ - Assessore Riboldi: «Ecco la vera consistenza del personale sanitario a Novara e in Piemonte»      

Le considerazioni dell’assessore alla Sanità

PiemonteOggi, Regione Piemonte

«Suggeriamo al Pd e ai consiglieri Rossi e Valle, la prossima volta che desiderano avere il dato aggiornato sulla consistenza del personale sanitario in Piemonte, di chiedere i dati all’Osservatorio che è il luogo dove, insieme ai sindacati, viene monitorato l’andamento delle assunzioni, sulla base di un target condiviso che fissava a 2000 il numero di lavoratori in più nella sanità pubblica rispetto al 2023. Un risultato praticamente raggiunto: al 31 gennaio 2026, nella sanità piemontese lavorano 1992 persone in più rispetto al 2023. Questi sono i numeri certificati, i dati comunicati dal Pd sono invece il frutto di sommatorie quantomeno fantasiose e, forse volutamente, parziali» dichiara l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

Se da un lato infatti nelle cessazioni vengono conteggiati sia i tempi determinati, sia gli indeterminati, nel conteggio delle assunzioni si considerano solo le assunzioni a tempo indeterminato e non quelle a tempo determinato, attivati anche su richiesta delle organizzazioni sindacali per consentire il reclutamento dei professionisti più giovani.

Ad esempio, esaminando la performance dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, calcolando anche le assunzioni a tempo determinato:  «Il saldo tra assunzioni e cessazioni per l’anno 2025 registra un saldo positivo di 16 medici e non un dato negativo. Analogo conteggio, applicato agli infermieri, registra un saldo pari a -5 (su un totale complessivo di oltre 1100 professionisti), di -11 per gli oss (su un totale di circa 600), di +3 per tecnici sanitari e di + 16 per gli amministrativi. Tutto questo non vuole sminuire le criticità in termini di personale che investono non solo l’azienda ma tutto il sistema sanitario nazionale e per la quale l’azienda sta perseguendo tutte le modalità e strategie di assunzione consentite oltre che alle possibili revisioni organizzative» precisa il direttore generale Stefano Scarpetta.

Il metodo di calcolo cambia infatti a seconda dell’azienda sanitaria: a Cuneo ad esempio, il conteggio dei medici tiene conto dei tempi determinati del decreto Calabria che in altre aziende, invece non sono stati calcolati.

«Analizzando ancora i numeri, il Pd sembra non aver chiesto conto e che quindi non aver conteggiato alcuni profili che invece sono indispensabili per il funzionamento dei nostro sistema sanitario come ad esempio i 158 tecnici delle funzioni riabilitative, 63 tecnici biometrici, 44 ostetriche e 46 assistenti sociali in più che lavorano rispetto al 2024. In base ai dati certificati dall’Osservatorio a fine 2024 lavoravano nella sanità piemontese 57989 persone, che sono diventate 58422 a fine 2025, con un incremento di 433 unità, e di 487 se si aggiorna il dato al 31 gennaio 2026, con un complessivo di 1992 persone in più, al netto del turn over, rispetto al 2023» sottolinea l’assessore Riboldi.

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona