“Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, della Bandiera e dell’Inno”.
Se la breve stagione di lotta nata a Cadice in Spagna nel 1820, proseguita in Italia con i moti del 1821 e spentasi in Russia nel 1825 con il moto decabrista, pareva avere del tutto esiliato le speranze di autodeterminazione dei popoli, desiderosi di una Costituzione liberale, l’epopea delle Guerre di Indipendenza portò con sé la realizzazione di un sogno: l’Italia unita.
Questa la fisionomia del Paese, come la richiama una recente riflessione del noto e stimato studioso Prof. Giovanni Ferraris.

L’unità era stata raggiunta (proclamata il 17 marzo 1861) grazie alla secolare coscienza unitaria di un’élite che ultimamente aveva scelto di fare leva sulle ambizioni dei Savoia, anche operando direttamente a Torino, dove si era trasferita esule dopo la proclamazione della Statuto Albertino nel 1848.
L’unità d’Italia sarà completata con la caduta del potere temporale del Papa (1870 – 1871) e il sacrificio di molte vite umane nella Grande Guerra 1915-1918, che non a caso gli Storici chiamano anche “quarta guerra di indipendenza”.
E’ interessante notare che tra il 1821 ed il 1861 passano quarant’anni che – soprattutto con le categorie di allora – non sono pochi; il tempo non correva veloce come oggi, tantomeno dal punto di vista delle possibilità di comunicazione.
In questo periodo si consuma l’esperienza esemplare di figure luminose come quella di Santorre di Santarosa: il loro sacrificio fu veramente e pienamente compreso? La loro lezione divenne pienamente patrimonio di coloro che in qualche modo riuscirono a portare l’opera a compimento?
Sarebbe bello dedicare un po’ di tempo e qualche pensiero all’argomento, ma temiamo che (anche) questa suggestione resterà lì, ad attenderci, mentre speriamo che altri potrà farlo.
***
Anche per questo – per avere richiamato quei momenti e quei valori – è parsa bella l’iniziativa delle maggiori Istituzioni della Provincia (dalla Prefettura al Comune, dalla Provincia, agli Organi dirigenti della Scuola, alle Forze dell’Ordine) che nel corso di 2 settimane, dapprima con il “focus” al Teatro Civico avente per tema l’inno di Mameli, poi con la giornata di oggi, e la celebrazione in Piazza Municipio, hanno cercato di coinvolgere i giovani e le Scuole.

Nella prima mattina, presso la Caserma Scalise di Vercelli, la cerimonia dell’alzabandiera.

Qualche scampolo di queste ore lo vediamo nel video che accompagna queste note e nella gallery, che riprende i momenti principali delle due manifestazioni.
***
Una Scuola in particolare, ha fatto pervenire pensieri molto edificanti, che volentieri a nostra volta offriamo ai Lettori.

Così scrivono i protagonisti di un primario Istituto di Istruzione superiore vercellese, l’Istituto Lombardi, che non hanno fatto mancare la loro convinta e costruttiva partecipazione all’evento:
“L’Istituto “F. Lombardi”, scuola aperta al territorio e alle sue istituzioni, celebra l’Unità d’Italia.
In occasione del 17 marzo, Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, una rappresentanza di studenti dei plessi IPIA e ITI ha preso parte alla cerimonia in Piazza del Municipio, sfilando con il Tricolore e lo stendardo d’Istituto, simboli forti di identità e appartenenza.
Quella in piazza non è stata una presenza formale, ma il tassello di un percorso che l’Istituto sta costruendo da mesi per educare i ragazzi alla cittadinanza attiva e al rispetto delle istituzioni.
Già in precedenza, gli studenti avevano partecipato all’iniziativa organizzata al Teatro Civico dalla Prefettura e dall’Ufficio Scolastico Provinciale, approfondendo il valore dell’Inno, dei diritti e dei doveri, in dialogo con le autorità.
L’entusiasmo con cui i ragazzi hanno vissuto le celebrazioni in piazza ha trasformato la ricorrenza in un’occasione concreta di crescita: il confronto diretto con le Forze dell’Ordine e con gli amministratori locali ha reso tangibili i principi di legalità, responsabilità e partecipazione democratica.
Dall’inizio dell’anno scolastico, sotto la guida della Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Dora Rosso, l’Istituto ha impresso una decisa accelerazione ai progetti di cittadinanza attiva, facendo della collaborazione con le istituzioni e con le realtà del territorio un pilastro della propria azione educativa.
La Dirigente promuove e sostiene personalmente ogni iniziativa, favorendo un dialogo costante tra studenti e Forze dell’Ordine e valorizzando ogni occasione di incontro come momento educativo.
Al “Lombardi” l’educazione alla legalità non resta sulla carta: è un percorso strutturato, fatto di incontri, testimonianze, attività laboratoriali e partecipazione agli eventi civili della comunità.
La prevenzione è al centro di questa strategia: prevenire il disagio e i comportamenti a rischio significa offrire ai giovani strumenti culturali, etici e relazionali per crescere come persone e come cittadini.
L’obiettivo dichiarato è formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere nelle istituzioni non un semplice apparato burocratico, ma un punto di riferimento essenziale per la vita democratica, la tutela dei diritti e la costruzione di una comunità più giusta e coesa”.







































