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TORINO - Enoteca Regionale di Gattinara e Alto Piemonte al Salone del Vino  

La partecipazione si è confermata un autentico successo

PiemonteOggi, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Valsesia e Valsessera

Anche quest’anno la partecipazione dell’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte al Salone del Vino di Torino (28 febbraio – 1° marzo) si è confermata un autentico successo.

Lo stand dell’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte ha attirato numerosi visitatori, appassionati, operatori e professionisti del settore, conquistati dall’eleganza e dalla personalità dei vini presentati.

I sommelier hanno accompagnato il pubblico in un percorso di scoperta che ha evidenziato come, in un territorio relativamente contenuto, si concentri una straordinaria varietà di suoli e microclimi capace di generare vini profondamente diversi tra loro, ma accomunati da finezza, freschezza e identità.

Terre di mare, di fuoco, d’acqua e di ghiaccio: l’Alto Piemonte è un unicum nel panorama vitivinicolo mondiale.

In pochi chilometri convivono: suoli di origine marina nei colli biellesi; matrici vulcaniche tra Vercelli e Novara e terreni fluvio-glaciali generati dallo scioglimento dei ghiacciai del Monte Rosa nel novarese e nelle valli ossolane.

Tra le province di Vercelli e Novara affiora inoltre un fenomeno geologico unico al mondo: il supervulcano fossile della Valsesia, oggi riconosciuto all’interno del UNESCO Global Geoparks, un patrimonio scientifico e culturale che racconta una storia iniziata centinaia di milioni di anni fa.

Questa complessità geologica, unita alle correnti fresche che scendono dal Monte Rosa e alle importanti escursioni termiche, conferisce ai vini straordinarie sfumature organolettiche: mineralità vibrante, acidità naturale, eleganza luminosa e grande capacità evolutiva.

La viticoltura in Alto Piemonte affonda le sue radici in epoche remote. Ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza della vite già in epoca preistorica; Celti, Liguri, Romani e Longobardi hanno contribuito nei secoli alla diffusione della coltivazione. Nell’Ottocento queste colline contavano quasi 40.000 ettari vitati, diventando punto di riferimento per Nebbioli di straordinaria finezza e longevità.

Oggi l’Alto Piemonte vive un vero e proprio Rinascimento vitivinicolo: accanto alle storiche aziende, una nuova generazione di vignaioli ha saputo valorizzare l’impressionante potenziale del territorio, producendo vini contemporanei, ma profondamente legati alla tradizione.

Il vitigno simbolo è il Nebbiolo, che in queste condizioni pedoclimatiche prolunga il proprio ciclo vegetativo, regalando vini complessi, tesi, eleganti e capaci di grande equilibrio tra struttura e slancio.

La presenza al Salone è stata anche l’occasione per raccontare le straordinarie potenzialità turistiche e culturali dell’Alto Piemonte: i percorsi della fede che uniscono il Santuario di Graglia al Sacro Monte di Oropa, dal Sacro Monte di Varallo al Sacro Monte d’Orta; il Distretto dei Laghi, dal Lago Maggiore al Lago d’Orta, fino al Lago di Mergozzo e al Lago di Viverone; la montagna con le sue infinite opportunità tra sport invernali ed estivi; borghi storici, ricetti, castelli, dimore e un patrimonio enogastronomico di eccellenza.

Un territorio in cui la biodiversità è valore, dove il bosco convive con la vite e dove la viticoltura, spesso ai limiti dell’eroico, mantiene un equilibrio paesaggistico unico rispetto ad altre aree a monocoltura.

Le DOC e DOCG dell’Alto Piemonte rappresentano un mosaico di identità: Gattinara, Ghemme, Boca, Bramaterra, Lessona, Fara, Sizzano, Coste della Sesia, Colline Novaresi e Valli Ossolane raccontano ciascuna una diversa interpretazione del Nebbiolo e dei vitigni autoctoni come Vespolina, Greco novarese, Uva Rara e Croatina.

Un vero e proprio arcipelago di micro-denominazioni che può essere compreso fino in fondo solo visitando questi luoghi, toccando con mano la varietà dei suoli: porfidi, disfacimenti granitici, morene, sabbie, argille, calcari e rocce ferrose.

La partecipazione al Salone del Vino di Torino ha dunque confermato l’interesse crescente verso un territorio che oggi rappresenta uno dei casi più affascinanti del panorama vitivinicolo italiano.

L’Alto Piemonte non è soltanto una terra di grandi vini: è un laboratorio naturale dove geologia, storia, cultura e paesaggio si intrecciano in modo irripetibile.

E chi lo scopre, difficilmente lo dimentica.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca, Economia