Durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dal 19 al 23 gennaio, alcune classi dell’I.T.C. “Cavour”, sono state accompagnate dal prof. Massimo Paracchini in visita alla Chiesa valdese – metodista.
In particolare hanno partecipato all’evento con grande entusiasmo e interesse le seguenti classi: 4^F C.A.T., 4^A A.F.M., 2^F C.A.T., 2^A A.F.M., e 1^F C.A.T.
Durante la visita i nostri allievi hanno potuto così conoscere e scoprire che la chiesa valdese -metodista è una chiesa cristiana, una comunità di credenti in Gesù Cristo riuniti nell’ascolto del Vangelo e nella condivisione dei sacramenti.
I valdesi prendono il loro nome da Pietro Valdo, ricco mercante francese, il quale aveva iniziato a sentire con radicalità la propria fede cristiana al termine di una profonda crisi spirituale e che negli anni tra il 1170 e il 1175 decise di cambiare vita e di abbracciare un cristianesimo pauperista, donando tutti i suoi beni ai poveri e cominciando a predicare il Vangelo al popolo.
Qualche anno dopo, nel 1179, si recò a Roma – come farà più tardi Francesco d’Assisi – per chiedere al Papa l’approvazione della propria visione di vita cristiana.
La gerarchia della chiesa ebbe dapprima un atteggiamento ambivalente nei confronti di Valdo e dei suoi seguaci, talvolta minaccioso, talvolta benevolo, sin quando, però, iniziò a perseguitarli come eretici.
Durante la repressione da parte dell’Inquisizione, i valdesi si sparsero in gran parte dell’Europa (soprattutto nelle Alpi Cozie, in Provenza, in Calabria e in Germania meridionale) come movimento clandestino per un rinnovamento della Chiesa, mettendo al centro della loro proposta la fedeltà al Vangelo e la povertà del clero.
La particolarità di questa scelta sta nel fatto che Valdo non volle mai farsi inquadrare nelle strutture ecclesiastiche – come accadde con San Francesco, che fondò un ordine monastico – ma decise di continuare a predicare e a vivere da laico.
Inoltre, si fece tradurre alcuni capitoli della Bibbia in volgare, per poterli leggere al popolo in quanto rifiutava la mediazione dei sacerdoti cattolici.
Queste azioni attirarono subito l’ostilità della Chiesa, tanto che nel 1184 arrivò la scomunica; nel 1532 vi fu l’adesione al protestantesimo calvinista. Il movimento si diffuse e si radicò nel Nord Italia nonostante le persecuzioni e i massacri dei secoli successivi. In particolare ricordiamo lo sterminio delle comunità valdesi del Piemonte, ordinato dal duca di Savoia nel 1655, come ricorda il poeta Milton nel sonetto politico “On the Late Massacre in Piedmont”.
Nel 1848 giunse tuttavia, proprio da parte del re Savoia, il riconoscimento dei diritti civili e politici mediante lo Statuto Albertino.
I valdesi sono dunque nati nel Medioevo come movimento che richiamava tutta la chiesa alla semplicità del Vangelo e che permetteva ai laici di predicare.
I loro predicatori non hanno mai voluto essere inquadrati in un ordine monastico e sono sempre vissuti in mezzo alla gente comune. Perseguitati duramente, poterono sopravvivere nelle Valli del Piemonte occidentale fino a quando ottennero i diritti civili e politici. Dal Risorgimento è presente in Italia anche la Chiesa metodista. Il termine “metodista” si riferisce all’estremo rigore del “metodo” di vita proposto per raggiungere la salvezza spirituale e fu attribuito intorno al 1730 ad un gruppo di giovani protestanti inglesi che si riunivano per studiare la Bibbia ed erano impegnati a vivere una vita cristiana molto regolata.
Alcuni di loro erano anche pastori della Chiesa d’Inghilterra (Chiesa anglicana). Fra questi si fecero notare i due fratelli Wesley che, attraversata una profonda crisi religiosa, si sentirono chiamati a predicare il messaggio dell’Evangelo in modo più diretto e concreto aiutando i bisognosi, visitando i malati e cercando di venire incontro alla gente nella grande crisi che attraversava l’Inghilterra in fase di sviluppo industriale.
Non incontrando sempre il favore del clero anglicano, presero l’abitudine di predicare all’aperto o nelle piazze dei paesi, tanto che John Wesley, fondatore del metodismo, coniò la celebre frase “il mondo è la mia parrocchia”, volendo indicare così una visione universale e missionaria della fede, non limitata da confini geografici o parrocchiali.
Nata quindi come corrente di rinnovamento in seno alla Chiesa d’Inghilterra, la chiesa metodista oggi è una realtà mondiale segnata da una spiccata vocazione missionaria e sociale. Dal 1975 la Chiesa metodista e la Chiesa valdese sono integrate in un patto di comunione, collaborazione e condivisione.
I Valdesi oggi cercano di vivere insieme, collaborando con le altre chiese del protestantesimo storico nel quadro della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, l’ascolto e la pratica del Vangelo in tutte le sfide del nostro tempo.
La Bibbia è il libro fondamentale e in ogni chiesa è ben visibile sul pulpito e sulla tavola della Cena del Signore, aperto e rivolto al pubblico e ognuno ha il diritto di leggerla, studiarla e interpretarla a modo proprio.
Nelle loro chiese non ci sono statue di santi, né immagini o icone della Madonna né crocifissi con il corpo di Gesù e neanche dipinti alle pareti, ma solo scritte tratte dalla Bibbia stessa. Nella chiesa valdese non c’è una gerarchia, tutte le decisioni vengono prese in modo democratico, le donne e gli uomini hanno gli stessi identici diritti.
Chi guida il culto si chiama pastore o pastora, possono sposarsi e avere figli.
Il loro motto è “Lux lucet in tenebris” (La luce risplende nelle tenebre) ed è tratto dal Vangelo di Giovanni e simboleggia la perseveranza della fede cristiana e della Parola di Dio anche nelle difficoltà e nelle persecuzioni storiche. Il loro compito principale è studiare e predicare la Parola di Dio e amministrare i Sacramenti.
I Valdesi e i Metodisti riconoscono solo due sacramenti che si trovano nei Vangeli e cioè il Battesimo e la Cena del Signore vissuta come momento di fratellanza in memoria di Gesù, usando il pane e il vino.
Per i nostri allievi questa visita è stata veramente istruttiva sia per rivisitare la storia sia per conoscere una Chiesa che, pur essendo cristiana, risulta essere molto diversa dalla nostra Chiesa cattolica.
I.I.S. “CAVOUR”
Prof. Massimo Paracchini
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Redazione di Vercelli




























