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Oggi, 3 febbraio

VERCELLI - La risicoltura italiana si mobilita contro la concorrenza sleale asiatica e Mercosur - Riuscita manifestazione organizzata da Confagricoltura Vercelli e Biella - Coraggioso intervento di Natalia Bobba, Presidente di Ente Nazionale Risi - Cambiare metodo non significa cambiare obbiettivo: produrre riso - IL  VIDEO -

Presente la filiera risicola di tante province, e il mondo politico con Isabella Tovaglieri, Parlamentare Europea (in video) e Davide Gilardino

La risicoltura italiana sotto attacco

(non da oggi – leggi qui)

a causa delle importazioni incontrollate di risi in particolare dal Sud Est Asiatico.

Ora gli accordi (momentaneamente sospesi) cosiddetti “Mercosur”, cioè, più precisamente: gli accordi raggiunti con il trattato commerciale stipulato tra Unione Europea ed i Paesi appartenenti al blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre la Bolivia è in fase di ammissione) fanno traboccare un vaso già colmo.

La “clausola di salvaguardia” di cui si è parlato ampiamente nel servizio, anche audiovideo del 2019,

quando il Ministro Gian Mario Centinaio venne a Vercelli,

deve sicuramente corrispondere a previsioni rigorose.

La manifestazione indetta dall’Unione Agricoltori di Vercelli e Biella (di cui è presidente Benedetto Coppo) e tenutasi oggi, 3 febbraio, in Piazza Zumaglini, ha richiamato molti agricoltori ed operatori della filiera.

Presenti i rappresentanti di Confagricoltura di Novara, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Pavia.

Significativa altresì la presenza di esponenti della politica; tra questi la Parlamentare europea Isabella Tovaglieri (che in video ascolteremo anche per argomentare le ragioni della sua posizione contraria alla ratifica degli accordi Mercosur) ed il Presidente della Provincia, Davide Gilardino, che ha concluso i lavori facendosi portavoce in ambito istituzionale (soprattutto di concerto tra le provincie risicole) di una traduzione di questa protesta nella definizione di una strategia di filiera tra pubblico e privato.

Molti gli interventi che hanno trattato vari aspetti della questione e, tra questi, di particolare efficacia è parso quello della Presidente dell’Unione Agricoltori di Pavia, Marta Sempio, che ha saputo sintetizzare in pochi minuti quali siano tutte le principali “falle” che oggi permettono a risi prodotti senza nessuna garanzia sanitaria (né dignità etica, ricorrendo all’impiego massiccio di manodopera minorile), di raggiungere il mercato italiano mentre, al contrario, i produttori italiani devono attenersi a rigide (e giuste, è persino ovvio richiamare) norme che vietano l’uso di qualsiasi presidio potenzialmente dannoso per la salute umana.

Insomma, una vera e propria (e autolesionistica quanto pericolosa) concorrenza sleale paradossalmente favorita in ambite UE.

Natalia Bobba, nella sua qualità di Presidente di Ente Nazionale Risi, pur senza evadere dal perimetro istituzionale, ha tuttavia affrontato, con un intervento che è parso assai coraggioso, tanto pragmatico, quanto capace di “visione”, i nodi veri che oggi si devono affrontare, collocandoli altresì in una prospettiva convincente che ha preso le mosse dalla storia recente, degli ultimi 5 anni.

Il discorso di Natalia Bobba è riproposto integrale nel filmato che accompagna queste note.

Un periodo breve, un lustro, eppure bastevole per dire come il mondo sia cambiato per effetto delle conseguenze soprattutto di guerre, pandemia, cambiamento (ribaltamento) della realtà geopolitica, conseguente soprattutto – ma non solo – alla Presidenza di Donald Trump.

Netto anche il giudizio sulla mancanza di tutele reali da parte dell’Unione Europea.

Se possiamo tentare una (nostra) sintesi delle conseguenze di questi accadimenti: tutto è successo un po’ per volta e all’improvviso.

Senza tralasciare l’esposizione di dati e riferimenti normativi, l’intervento di Natalia Bobba non si è fermato a questi, non esimendosi dal traguardare un orizzonte motivazionale che ha convinto: cambiare metodi (il confronto è aperto su come organizzare filiere, mercati, metodi di produzione ed all’illusione di una ricetta buona una volta per tutte, è preferibile non eludere l’onere di una ricerca corale) non può significare cambiare obbiettivo.

Obbiettivo che, per i risicoltori italiani, deve restare quello di produrre riso, consapevoli del valore (dei valori) che ciò rappresenti.

Ora vi lasciamo con il video e una piccola gallery della mattinata.

Posted in Economia, Vercelli Oggi