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27/06/2018 - Vercelli Città - Politica

VERCELLI, NON PASSA IN CONSIGLIO COMUNALE L'ANNESSIONE DI SALI VERCELLESE - Troppi i dubbi e nel pantano dei rapporti logorati, affonda qualsiasi traccia di futuro

All'Opposizione (e alla città) fischiano ancore le orecchie per i casi Atena e Coperchio al Centro Nuoto - E la maggioranza non si è più ripresa dopo il caso Brusco




VERCELLI, NON PASSA IN CONSIGLIO COMUNALE L'ANNESSIONE DI SALI VERCELLESE - Troppi i dubbi e nel pantano dei rapporti logorati, affonda qualsiasi traccia di futuro

Per ora i confini di Vercelli restano come sono.

L’annessione di Sali Vercellese difficilmente si farà.

A meno che il Sindaco del piccolo centro con grandi ambizioni, Emanuele Gabutti, voglia insistere ribaltando i termini del problema: potrebbe essere Sali a voler incorporare Vercelli.

Perché no?!

Ma – a parte tale improbabile evenienza – le cose resteranno come sono.

Ma andiamo con ordine.

Questa sera alle 20 (ma sanno tutti che si dice un’ora e poi si slitta a quella successiva: quindi inizio alle 21) riunione del Consiglio Comunale.

Bisogna – all’apparenza – votare la modifica dello Statuto per consentire di procedere al referendum consultivo: volete voi (cittadini di Sali e di Vercelli) unirvi?

Diciamo subito che nessuno abbocca al fatto che la votazione sia solo per la modifica dello Statuto propedeutica al referendum.

Ed hanno ragione.

Perché oggi per deliberare hanno bisogno ( la Giunta ) della maggioranza dei Consiglieri (almeno 17).

Domani, a referendum svolto, anche se già in partenza si sa benissimo che a queste consultazioni, quando va bene, partecipa si e no il 10 per cento degli Elettori, si procede con la maggioranza dei presenti: bastano 14, 12, 11 voti e via, si delibera.

E allora le Opposizioni si ricordano bene di quanto vada avanti come un treno la Giunta con i suoi Consiglieri di supporto, quando anche ha il vantaggio di uno.

Non gliene frega più niente di nessun altro.

All’Opposizione fischiano ancora le orecchie per le legnate che si sono presi quando, il 17 dicembre 2015, bastarono 14 Consiglieri di maggioranza per svendere Atena ad Iren.

Anche allora si doveva procedere in fretta, con molta fretta.

Anche allora non si doveva perdere quel treno  che sarebbe passato una volta sola.

Anche allora la modernità (essere pappati da Iren) contro la conservazione.

Anche allora la città lo prese in quel posto.

Perché anche allora si contarono un sacco di fole, sulla base di documenti abborracciati e di promesse mai mantenute: posti di lavoro, investimenti e via discorrendo.

La verità è che per la somma di 12 milioni di euro si è apparentemente venduta a Iren una quota di Capitale sociale di Atena pari al 20 per cento, ma di fatto si è venduto il controllo della Società.

Iren però, invece dei 70 milioni di euro che il 60 per cento del Comune valeva, ne ha pagati 12 milioni.

Il 40 per cento che abbiamo ( che il Comune di Vercelli ha ancora in portafoglio ) resta lì in pancia di altri: è valutato sulla carta 53 milioni di euro: ma se cercassimo di vendere le azioni? Qualcuno le comprerebbe?

Meglio non pensarci: magari potremmo scoprire che nel Bilancio Comunale, invece di una voce attiva del patrimonio per 53 milioni di euro dovremmo scrivere molto meno: una cosa è valore di libro, un’altra il più probabile valore di mercato.

Comunque in questa occasione la Giunta, con soli 14 voti su 32 in Consiglio, una minoranza, ha fatto un passo che le generazioni future pagheranno.

***

Poi – lo ricordano un po’ tutti i Consiglieri di Opposizione – altra scelta di rompere, non cercare il dialogo, non discutere nulla (discutere, in politica, significa concedere all’altro una qualche partecipazione alla decisione) il 3 aprile 2017.

La Giunta trova i numeri in Consiglio Comunale per imporre la scelta ridicola del “coperchio” alla vasca esterna del Centro Nuoto grazie al fatto che Adriano Brusco (allora ancora all’Opposizioe, candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle) non va in aula, lamentando i sintomi di un virus intestinale.

Anche in questo caso la Giunta prevale per uno.

Una scelta che compromette l’offerta sportiva natatoria per i prossimi 30 anni presa con una minoranza dei Consiglieri, una minoranza ancor più isolata della città.

Nessuna discussione non solo sul coperchio, ma nemmeno su cosa fare nella (dimenticata) “fase 2”, cioè la ristrutturazione dell’attuale struttura in muratura.

Dell’opinione di metà dei cittadini non importa niente, su una cosa che riguarda almeno 20 mila praticanti del nuoto (anche residenti, è ovvio, nei comuni limitrofi); decisione presa beffando con l’improvvisa dissenteria del grillino un’Opposizione che portava validi argomenti.

***

Non c’è quindi da meravigliarsi se oggi l’Opposizione dice: se avete i voti andate pure avanti, se non li avete, non chiedeteli a noi.

Opposizione che, tra l’altro, magari non sarebbe pregiudizialmente contraria (anzi, non è) ma vorrebbe vedere un piano dei conti come Dio comanda, non una sessantina di pagine di copia incolla, presentate in guisa di uno studio di fattibilità che – per come è strutturato – potrebbe anche essere redatto dalla Coni Servizi o dall’Architetto Paolo Pettene.

***

Ma il punto è ancora ed anche un altro.

Oggi la maggioranza – anche plasticamente, anche contando le sedie vuote – ha dato la prova provata di non esistere.

Manca un Consigliere (ammalato), un altro (Greppi) dice chiaro che si astiene e non vota a favore.

Poi Adriano Brusco è in ferie e non torna dalla Calabria per fare piacere al Sindaco Emanuele Gabutti.

Quindi, invece di 18 voti (basterebbero benissimo per fare ciò che vogliono, come sempre) ce ne sono 15.

Quindici invece di 17.

La maggioranza non c’è.

***

Non era difficile individuare i sintomi di una siffatta situazione.

Al lato sinistro dell’Aula (a destra del pubblico, di chi guarda) siedono i rappresentanti di ben quattro diversi gruppi che non sono parenti tra loro.

Non hanno una storia comune, una memoria di sentimenti condivisi, sono senza identità, progetto, programma.

Sono lì a sostenere una Giunta.

Se la scelta di non avere dialogo tra maggioranza e opposizione porta due date precise (17 dicembre 2015, votazione su Atena e 3 aprile 2017, votazione sul coperchio), la scelta di devastare la già fragile maggioranza di 17, ha anch’essa una data precisa da ricordare, il 27 giugno 2017.

Un anno oggi, con singolare quanto fatale inchino a teorie retributive.

Un anno fa la Giunta volle umiliare la stessa sua maggioranza, procedendo alla cooptazione di Adriano Brusco, che da candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle passò al gruppo di CambiaVercelli.

Fu l’inizio della fine.

L’idea di passare da 17 a 18 Consiglieri (blindare – si diceva – la Giunta) fa oggi i conti con i 15 che votano Sali, destinati a non crescere molto, anche in vista di prossime scadenze.

***

I numeri non sono – non lo sono quasi mai, in politica – l’origine del problema, ma la conseguenza di qualcosa che non si comprende, non si interpreta, quindi non si analizza come dovuto, non si affronta con i dovuti rimedi.

Il problema è una assenza (non quelle dai banchi consiliari) che ricorda tanto le indimenticabili pagine di Alberto Arbasino in “Un Paese senza”.

E, di nuovo: una maggioranza senza storia, senza memoria, senza identità, progetto e programma.

E quindi, se non si studiano rimedi, senza futuro.

La vicenda di Sali ha – se ve ne fosse stato ancora bisogno – illuminato la scena.

Sta agli attori scegliere se interpretare – e malamente – un epilogo o, invece, magari recitando a soggetto, ma con fantasia e intelligenza, tentare di riscrivere il copione che, domani, potrebbe ancora strappare l’applauso.

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