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03/08/2020 - Vercelli Città - Cronaca

VERCELLI, IL RUGGITO DI 60 MILA CAVALLI SI CONFONDE CON IL PIANTO - Struggente addio al motociclista 32enne vercellese Angelo Santarella - La fine nel sinistro di Cereseto, il 26 luglio scorso

Più di 600 bikers per accompagnare il fratello scomparso - Il video con l'omelia di Don Denis Silano: è giusto piangere?






VERCELLI, IL RUGGITO DI 60 MILA CAVALLI SI CONFONDE CON IL PIANTO - Struggente addio al motociclista 32enne vercellese Angelo Santarella - La fine nel sinistro di Cereseto, il 26 luglio scorso
Oggi, 3 agosto, il sagrato del Duomo di Vercelli gremito di superbikes - Il popolo a 2 ruote ha voluto 'urlare' il proprio omaggio al fratello scomparso

Alla morte non ci si abitua mai.

La morte ha sempre qualcosa capace di sorprenderti.

Quando meno te lo aspetti, è lì a ricordarti che tu sei tu, cioè niente, è lei e lei, cioè quella che ha la penultima parola.

Poi, sappiamo che non è l’ultima parola, ma questo verrà dopo, lo vedremo dopo.

Oggi questa morte mette a confronto e, per dir così, in sintonia, come se fosse il contrappunto studiato da un musicista bachiano, il grido di dolore, il pianto straziante e straziato di chi ha voluto bene ad Angelo, che pare non voglia cedere il passo all’urlo dei motori di tante superbikes, venute a dire addio al “loro” Angelo.

I “fratelli” di Angelo, che hanno condiviso con lui la passione e la vita in questo fantastico mondo, che è il mondo delle due ruote – non solo uno sport, una vera e propria filosofia di vita sobria e seria – danno gas.

Proviamo a fare due conti: i bikers saranno stati non meno di 600 (in tutto oggi un migliaio di persone).

Ecco, è un pianto capace di levarsi con tutto il proprio carico di dolore, come quando si dà gas a 60 mila cavalli.

E’ giusto piangere?

Ma non diciamo – non ci hanno sempre detto - che non si deve, perché “di là” si sta meglio?

Quindi, semmai, dobbiamo piangere il nostro dolore per il distacco, ma non il passaggio del nostro amato, della nostra amata, dalla vita terrena e caduca, a quella vera, piena ed eterna?

Ecco, la risposta la dà Don Denis Silano, nel corso di un’omelia (la riproponiamo integrale nel filmato che riprende qualche momento e immagine di questo così commovente addio) ispirata, profonda, davvero magistrale e capace di dire qualche parola utile a lenire (almeno un po’) il dolore.

No.

Piangere è giusto.

Come facciamo a dirlo?

Possiamo dirlo perché sempre dobbiamo prendere esempio da Gesù.

Leggiamo in presa diretta il racconto di San Giovanni, quando ci parla della morte di Lazzaro - (11, 33 - 36):

“Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse:  «Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!”.

Se persino Gesù, che di quanto accade nell’altro Mondo se ne intende di sicuro, piange, perché non dovremmo piangere noi?

Piangono anche i Cavalli delle superbikes, mentre consegnano il fratello al Padre, prima di riprendere il loro percorso sulle strade della vita.

***

Oggi nella Chiesa Cattedrale del Duomo di Vercelli, le esequie del motociclista vercellese Angelo Santarella, scomparso all’età di 32 anni, il 26 luglio scorso, per un incidente stradale a Cereseto.

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Guido Gabotto


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