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03/08/2020 - Vercelli Città - Cronaca

VERCELLI, DOPO IL CASO DI CORONAVIRUS CHE HA COLPITO UN DIPENDENTE ATENA ASM, IL COMUNE RIPRENDA IN MANO LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI - La cosa già sicura è che si è perso tempo, cercando di minimizzare - La gente deve sapere e saprà

prima di tutto, bisogna sinceramente e cordialmente augurare a questa persona ed ai propri familiari (gli unici, al momento in regìme contumaciale) di recuperare presto la serenità




VERCELLI, DOPO IL CASO DI CORONAVIRUS CHE HA COLPITO UN DIPENDENTE ATENA ASM, IL COMUNE RIPRENDA IN MANO LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI - La cosa già sicura è che si è perso tempo, cercando di minimizzare - La gente deve sapere e saprà
A sinisra, Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato di Iren spa - A destra, Roberto Conte, Amministratore Delegato di Asm Vercelli spa

Diciamo subito che, in questa inquietante ed emblematica vicenda che riguarda un Dipendente di Atena Asm risultato positivo al Coronavirus, tutti scontiamo una dimenticanza, una lacuna, che va subito colmata.

La lacuna è questa: nessuno (compreso chi scrive) si è ricordato che, prima di tutto, bisogna sinceramente e cordialmente augurare a questa persona ed ai propri familiari (gli unici, al momento in regìme contumaciale) di recuperare presto la serenità e di arrivare quanto prima al “secondo tampone negativo”, così che siano liberati da questa preoccupazione.

Una dimenticanza – si diceva – nella quale siamo involontariamente incorsi anche noi e non esitiamo a farne ammenda qui, subito.

***

VICENDA INQUIETANTE E GRAVE,

BISOGNA ANDARE FINO IN FONDO

Siamo di fronte a quello che sembra un vero e proprio tentativo di mettere la sordina ad un caso conclamato di Coronavirus.

Un tentativo che (come vedremo poco oltre, sono ormai in molti a voler fare chiarezza), se dimostrato, dovrà segnare la fine di ogni rapporto tra Iren spa ed il Comune di Vercelli nell’ambito di Asm Vercelli spa.

Se sarà dimostrata qualsiasi condotta anche solo embrionale, volta ad occultare la reale condizione epidemiologica delle persone interessate, il nome e l’immagine (non parliamo neppure delle responsabilità) del Comune di Vercelli dovranno essere completamente separati da quelli di un Socio che, ormai, di fatto controlla ogni respiro delle Maestranze.

Non ci dovranno essere e non ci saranno, né zone grigie, né atteggiamenti neutrali, né ulteriori connivenze e compiacenze possibili.

L’opinione pubblica dovrà sapere, e saprà.

E si dovrà andare oltre.

Si dovrà accertare chi – eventualmente – abbia retto il gioco dei responsabili diretti.

Abbiamo tutti passato tre mesi chiusi in casa, disciplinati a seguire le prescrizioni del Governo, ed è stato giusto.

I danni per l’economia sono stati ingenti.

Molte persone sono rimaste vittima del virus, molte famiglie provate in modo severo, hanno sopportato grandi dolori.

Non si può scherzare con il dramma.

***

LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI

NON PUO’ ESSERE AFFIDATA AD IREN NE’ AD ASM SPA -

 

Ma, soprattutto, non si dovrà concedere nemmeno un millimetro di discrezionalità su ogni aspetto che riguardi il rischio per la salute pubblica.

Vale, quindi, la pena di portare subito un esempio concreto.

Sappiamo che, tra pochi giorni, la Conferenza dei Servizi riunita presso la Provincia di Vercelli esaminerà di nuovo il progetto “pallets alla formaldeide”, quello dei “trucioli”,

- leggi qui il progetto –


l’arrivo a Vercelli di 100 mila tonnellate l’anno di rifiuto legnoso, che Iren spa vorrebbe catapultare in città perché fossero triturati e poi ricompattati in pallets.

Ebbene, tutti ammettono – gli stessi proponenti, Iren e Asm Vercelli spa – che il processo di lavorazione veda consistenti quantitativi di formaldeide presenti nel ciclo di lavorazione.

La formaldeide è unanimemente riconosciuta cancerogena.

Atena Asm e Iren dicono che l'emissione di aldeide formica in atmosfera  sarebbe “nei limiti della norma”.

I fumi che saranno liberati in atmosfera derivanti dal ciclo di lavorazione, potranno disperdere nell’aria quantitativi di formaldeide ed altri inquinanti, “nei limiti della norma”.

Ma, se qualcosa, in qualsiasi momento, andasse storto, questi limiti (comunque da tutti già ammessi) potrebbero essere superati.

Ebbene, il progetto presentato in Provincia prevede che questi controlli siano effettuati dalla stessa Asm spa e “a campione”.

Perciò: secondo loro, sarà Asm spa a certificare che l’impianto non inquini, oltre i limiti di Legge, mediante controlli a campione.

Controllato e controllore.

Questa è di per sé una condizione inaccettabile.

Del tutto intollerabile, poi, che la tutela della salute dei cittadini di Vercelli sia messa nelle mani di Iren spa.

Questa è una cosa che, sin da ora, il Comune ha il dovere di impedire.

Il Comune e la Conferenza dei Servizi.

In città sta crescendo il numero delle persone che non è più disposto a tollerare leggerezze, distrazioni, superficialità, indulgenze, deresponsabilizzazioni.

***

I FATTI GIA’ ACCERTATI

Andiamo, naturalmente, con ordine, esponendo, da qui in avanti, soltanto fatti già accertati.

Poi, al termine di queste righe, il testo integrale dell’interrogazione che è rivolta al Sindaco di Vercelli da tutti i Consiglieri Comunali di Opposizione.

Una unanimità non soltanto lodevole, ma dalla quale nessuno potrà più prescindere.

C’è una vasta parte della città che vuole sapere, senza ulteriori bizantinismi.

I fatti, dunque.

1.Il caso conclamato

Poco prima del 20 luglio scorso, un Dipendente di Asm Vercelli spa, asseritamente addetto alla conduzione dei mezzi pesanti impiegati per la raccolta rifiuti prevalentemente nell’area della Bassa Vercellese, risulta positivo al Coronavirus.

Si sottopone volontariamente e privatamente al prelievo del tampone diagnostico rinofaringeo, in quanto si sta preparando ad un intervento chirurgico.

L’esito è quello noto: positivo al Coronavirus.

Il Dipendente lo comunica lo stesso giorno (20 luglio scorso) al proprio datore di lavoro, Asm Vercelli spa.

***

2. Cosa è successo il 28 luglio

Il 28 luglio si tiene una riunione – sollecitata dai Sindacati ed in modalità di teleconferenza – tra Azienda ed Organizzazioni Sindacali.

Da qui in avanti non possiamo che richiamarci al Comunicato diramato dalle Sigle Sindacali presenti in Azienda, comunicato che è allegato a questo articolo, in jpg, al termine di queste righe.

Risulta, in sintesi, quanto segue.

Primo: i Sindacati affermano che la persona risultata positiva al Coronavirus sia entrata, nel periodo precedente, “a stretto contatto” con altri Colleghi e che questi siano in apprensione.

Secondo: non siano stati eseguiti gli interventi di disinfezione nei locali comuni del compendio aziendale e sui mezzi condotti a turno anche da altri autisti.

***

3.Iren spa e Asl forniscono una versione differente.

 

Il 29 luglio la notizia (il caso di contagio e che si sia tenuta una riunione con i Sindacati) diventa di dominio pubblico.

Non senza fatica, si riescono ad ottenere versioni “ufficiali” sia da Iren – Asm Vercelli, sia dall’Asl.

Ecco le versioni.

L’Addetto alla Comunicazione di Iren e Corso Palestro, Roberto Bergandi, scrive:

Il dipendente, operativo nel settore ambiente, risultava totalmente asintomatico e da verifiche effettuate dagli Enti e dall’azienda non aveva avuto contatti stretti con altre persone dell’azienda”.

***

Pare fargli sostanzialmente eco la dichiarazione rilasciata dall’Asl di Vercelli, tramite l’Addestta Stampa Valeria Arena:

“Tutti i contatti stretti ( famiglia e altri contatti dichiarati ) della persona interessata sono stati messi in contumacia dopo aver eseguito indagine epidemiologica”.

***

Si noti come i due comunicati si tengano per mano: Bergandi afferma che siano stati “gli Enti (l’Asl, ndr) e l’Azienda” a verificare che la persona interessata non avesse avuto “contatti stretti con altre persone dell’Azienda”.

Mentre Arena va oltre:  parlando di “i contatti stretti” per precisare, però, che siano circoscritti a “famiglia e altri contatti dichiarati”.

Sicchè, sembra un due più due tutt’altro che arbitrario, quello che mette insieme, a proposito di indagine epidemiologica, “dichiarazioni” non si sa di chi né suffragate da che cosa.

***

Questo accadeva ancora il giorno 30 luglio.

Ma, come abbiamo visto, è, invece, il comunicato dei Sindacati a dire che questi contatti "stretti" tra il Lavoratore contagiato ed alcuni Colleghi, ci siano stati.

***

4. Per almeno 10 giorni tutti alla mercè della buona sorte.

 

Come non è difficile leggere, la versione dei Sindacati non coincide, decisamente e chiaramente con quelle “ufficiali”.

Perché Asm e Asl adottano un comportamento del genere?

Perché è chiaro che, o hanno ragione i Sindacati, o hanno ragione Asm e Asl.

Ma, almeno su una cosa, si può già dire che abbiano ragione i Sindacati.

Non appena la notizia è diventata di dominio pubblico, Asm Vercelli si è mossa ed ha chiesto (questa volta, veramente) ai Dipendenti entrati in contatto con il Collega contagiato, come fossero andate le cose.

Sicchè, da domani, lunedì, si faranno prelievi di tamponi su almeno una decina di dipendenti che hanno già (fino a venerdì) affermato di essere stati a contatto con il Collega.

Nel frattempo: da venerdì a lunedì e poi fino a che non saranno rese noti gli esiti, queste persone che fanno?

Stanno barricate in casa?

E’ stato barricato in casa, nei 14 giorni precedenti il 20 luglio, il Dipendente già conclamato positivo?

Quanti ulteriori contatti si sono sviluppati?

***

5. Alcune osservazioni complementari.

La prima: tutto si è mosso solo ed esclusivamente perché i fatti sono diventati di dominio pubblico.

La seconda: il comunicato dei Sindacati, tuttavia, non è stato inviato anche agli Organi di Informazione.

La terza: sono in molti a denunciare, pur tra mille cautele e con la promessa di tenere ogni cosa riservata, che il clima interno all’Azienda sia di timore.

Pare che la decisione di non rendere pubblico il comunicato si debba ad un esponente regionale della Cisl.

Perché, ormai, anche le relazioni sindacali sembra siano prevalentemente accentrate a Torino.

***

6. Il ruolo del Comune di Vercelli.

La cosa già sicura (salvo che ci abbiano mentito) è che, almeno fino al 29 luglio, nessuno tra coloro che, nell’ambito di Palazzo Civico, hanno responsabilità istituzionali nel rapporto con Asm spa, sapesse alcunchè dei fatti.

E, già questo, è qualcosa di intollerabile.

Perché è chiaro che, non appena venuti (20 luglio) a conoscenza del problema, l’Amministratore Delegato o, eventualmente, in sua vece, il Capo del Personale, Barbara Pallaro, avrebbe dovuto chiamare con urgenza il Presidente, Angelo D’Addesio e riferire puntualmente ogni particolare.

Insieme a lui, o, almeno, D’Addesio di propria iniziativa, sarebbe dovuto correre a riferire al Sindaco ed all’Assessore alle Partecipate.

Riferire il fatto e rassicurare che si stesse prendendo ogni provvedimento previsto dalle norme.

***

Sia Andrea Corsaro, sia Angelo D’Addesio, avranno sicuramente l’occasione per rendere le doverose informative.

Se anche una sola delle parole scritte dai Sindacati dovesse rivelarsi vera, sarebbe, però, sin d’ora evidente una cosa.

Ogni rapporto fiduciario tra Soci e – nel caso della raccolta rifiuti – tra Cliente e Fornitore (il Comune “acquista” da Asm il servizio di Nettezza Urbana) sarebbe irrimediabilmente vulnerato.

Se risultasse che si è tentato di occultare il tutto, non meno che omesso di adottare ogni doveroso comportamento previsto dalle procedure, la cosa da fare sarebbe una sola, chiara, non derogabile né differibile.

***


Ora ecco, integrale, l’interrogazione rivolta al Sindaco da tutti i Consiglieri Comunali di opposizione:


OGGETTO: interrogazione scritta con risposta urgente

PREMESSO che, il Comune di Vercelli detiene il 40% delle quote societarie di ''ASM Vercelli S.p.A.'' e che, a seguito di avvisi pubblici datati 31/07/2019 e 30/08/2019, il Sindaco, con decreto n. 40 del 03/10/2019, ha proceduto alla nomina di n. 3 componenti del Consiglio di Amministrazione della Società partecipata ''ASM Vercelli S.p.A.', ivi incluso il Presidente della stessa;

CONSIDERATO che, il 31 gennaio 2020 è stato dichiarato, in Italia, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili e che, l' 11 marzo 2020 l' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito l'infezione da nuovo coronavirus come una pandemia, e che il 14 marzo 2020 è stato siglato tra sindacati e imprese, in accordo con il Governo, un protocollo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da nuovo coronavirus e garantire la salubrità dell'ambiente di lavoro;

ATTESO che, con risposta protocollo 0024217 del 23/04/2020, con oggetto: ''principali azioni adottate da ASM Vercelli per la tutela dei propri lavoratori in relazione alla emergenza COVID19'', l'Azienda elencava una serie di provvedimenti adottati per contenere la diffusione del Virus, tra cui:

14. Attivazione di un sistema di segnalazione e monitoraggio costante e continuo dei casi sospetti o dichiarati COVID secondo le indicazioni di gruppo. 15. Istituzione del comitato per il controllo dell’attuazione del protocollo Sindacati/Governo sulle misure antiCOVID con riunioni settimanali; 16. Costante contatto tra il RSPP e gli RLS;


APPRESO da organi di stampa locali che, il giorno 20 Luglio 2020, un dipendente di ASM Vercelli  sarebbe risultato positivo al coronavirus e appena venuto a conoscenza dell'esito del tampone avrebbe avvisato la Direzione aziendale; le stesse fonti citano che sarebbero passati otto giorni tra il caso conclamato di positività e l'informativa giunta alle rappresentaze sindacali. La circostanza, peraltro, è confermata da un comunicato stampa della stessa Iren diramato nel tardo pomeriggio del giorno 29 luglio.


VALUTATO che, le Segreterie Provinciali di Vercelli delle tre sigle sindacali presenti in Azienda (Uiltrasporti, FIT-CISL, Fiadel), sostengono in un comunicato che: l'Azienda non abbia rispettato tempestivamente quanto previsto dal Protocollo al punto 4, che prevede, a seguito di un caso conclamato una sanificazione (e non igienizzazione) delle aree comuni, dello spogliatoio e dei mezzi in dotazione al dipendente risultato positivo al tampone. Viene in oltre sostenuto, a differenza di quanto dichiarato da ASM Vercelli, che alcuni dipendenti siano stati a stretto contatto con il soggetto positivo, tanto da sostenere di avre paura e voler effettuare un tampone.


SI INTERROGA LA S.V. PER SAPERE:

 

1) Se e in che modo Asm spa abbia informato di tali fatti il Socio Comune di Vercelli;

2) Quali siano state le valutazioni e deduzioni formulate dal Comune di Vercelli in merito a detta eventuale informativa;

3) Quali interlocuzioni siano occorse tra il Comune di Vercelli e i componenti del Consiglio di Amministrazione di Asm spa di nomina comunale;

4) Se il Sindaco e la Giunta abbiano preso visione del comunicato diramato dai Sindacati;

5) Se il Sindaco e la Giunta abbiano esperito i necessari approfondimenti presso l’Asl di

           Vercelli;

6) Se l'Amministrazione abbia contezza di quale tipo di protocollo abbia avviato Asm spa una volta venuta a conoscenza del caso in questione;

Vercelli, 31/07/2020

Paolo Campominosi

Andrea Conte

Roberto Scheda

Michelangelo Catricalà

Alberto Fragapane

Maura Forte

Carlo Nulli Rosso

Michele Cressano

Manuela Naso

Alfonso Giorgio

Alberto Perfumo

Renata Torazzo

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