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24/07/2020 - Vercelli Città - Società e Costume

VERCELLI PUO' SCEGLIERE DI DIRE "NO" A 'LETAMAIA' E TRUCIOLI ALLA FORMALDEIDE - Raccolta firme per dire che la città non vuole diventare l'immondezzaio della Pianura Padana - Facciamo sorridere i nostri figli, non i boiardi di partito

Oggi il Presidente della Provincia, Eraldo Botta, fa il pesce in barile: decideranno i tecnici. Come se i tecnici, ai tempi di Riva Vercellotti, non ci fossero stati. Come se – a proposito, per esempio, di valutazione del rischio ongogeno delle produzioni industriali – ci fossero Tecnici che potessero dire di saperla più lunga di Renata Torazzo.






VERCELLI PUO' SCEGLIERE DI DIRE "NO" A 'LETAMAIA' E TRUCIOLI ALLA FORMALDEIDE - Raccolta firme per dire che la città non vuole diventare l'immondezzaio della Pianura Padana - Facciamo sorridere i nostri figli, non i boiardi di partito
Oggi i Volontari a raccogliere le firme - Ci saranno tutti i martedì e venerdì al mercato

Sono già belli pimpanti dalle 9 di questa mattina i volontari del Comitato No Biogas, pronti a raccogliere le firme dei vercellesi.

Sono in Piazza Cavour, fino alle 12,30, a fianco del Bar Cavour (se piove, sotto il portico).

Ci saranno anche per tutti i giorni di mercato nelle prossime due settimane.

Pronti a spiegare ai cittadini perché bisogna opporsi con decisione, a cominciare da una firma, al progetto di tutti coloro che, per i loro guadagni, sacrificano il futuro del nostro territorio.

La “letamaia” che qui in area ex Polioli vogliono costruire gli imprenditori Giacomo Bombardieri (uno spondatissimo dalla Lega) e Farbizio Ferlin, l’ex titolare della Polioli di Vercelli è una vera e propria “bomba” sganciata a sangue freddo sulla città.

Città che si vedrebbe arrivare 100 mila tonnellate l’anno (portate da 5 mila camion) di “forsu”, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

In vernacolo: la sghinga.

Si chiama come si chiama il letame.

Compresi rifiuti organici della filiera agro alimentare e fanghi che, poi, chissà come si potrebbe fare ad andare a vedere di cosa sono composti.

L’obbiettivo è produrre “bio” metano, e compost.

Il primo progetto fu ritirato, a inizio 2019, anche per la ferma opposizione dell’allora Presidente della Provincia, Carlo Riva Vercellotti.

Poi le elezioni amministrative, in Provincia Eraldo Botta ha preso il posto di Riva Vercellotti.

E loro hanno ripresentato il progetto.

Ci hanno riprovato.

Oggi il Presidente della Provincia, Eraldo Botta, fa il pesce in barile: decideranno i tecnici, dice.

Come se i tecnici, ai tempi di Riva Vercellotti, non ci fossero stati.

Come se – a proposito, per esempio, di valutazione del rischio oncogeno delle produzioni industriali – ci fossero Tecnici che potessero dire di saperla più lunga di Renata Torazzo.

***

La differenza tra allora (quando il primo progetto fu ritirato) ed oggi (quando ripresentano il progetto) è che la Lega Valsesiana sembra proprio che abbia un buon rapporto con il Bombardieri ed anche con Iren spa, il grande regista dell’operazione che vuole ridurre Vercelli a terra del rifiuto.

Perché, mentre si stanno raccogliendo queste firme, già si sa che il prossimo 6 agosto si terrà, sempre in Provincia, la Conferenza dei Servizi che esaminerà di nuovo la cosiddetta “Via” – Valutazione di impatto ambientale – relativa al progetto “pallets”.

Un altro uppercut alla città di Vercelli perché, nell’area attigua al Centro Multiraccolta 2, vicino alla Motorizzazione Civile, Atena Asm vuole realizzare un impianto dove lavorare altre 100 mila tonnellate l’anno di rifiuto legnoso (altri 5 mila camion: e fanno 10 mila, tra "letamaia" e trucioli)  intriso di formaldeide, notoriamente cancerogena.

Dicono che sarà cancerogeno nei limiti delle norme di legge.

Questi limiti – secondo il progetto – saranno misurati “a campione” dalla stessa Asm.

C’è qualcuno che si fida?

Evidentemente sì, perché il progetto (della triturazione in “trucioli” del legno di scarto che Iren raccoglie in tutta la Pianura Padana per poi pressarli di nuovo in pallets) è condiviso dal Socio di Iren in Atena Asm, il Comune di Vercelli.

Era condiviso dall’ex Sindaco Maura Forte ed è condiviso dall’attuale maggioranza del Sindaco Andrea Corsaro.

Il Comune potrebbe bloccarlo, perché, pur essendo in minoranza nel capitale sociale di Asm (ha il 40 per cento delle azioni) può avvalersi del diritto statutariamente riconosciuto al Socio pubblico, di veto su operazioni di straordinaria amministrazione.

E qui è anche più che straordinaria (è pressochè un’operazione unica, capace di condizionare la vita aziendale, il capitale della Società), se è vero che l’impianto costerebbe oltre 40 milioni di euro, di cui, quindi, almeno 16 sono dei vercellesi.

Perché questa acquiescenza delle forze politiche tradizionali ai voleri di Iren?

E’ una domanda che i cittadini devono porsi con attenzione.

Iren sa come farsi voler bene dal sistema dei partiti.

E’ un’azienda nata grazie al sistema dei partiti.

Fino a poco tempo fa, ma soprattutto nel 2018, ne fu Presidente Paolo Peveraro, ex Assessore al Bilancio ed… “ai Derivati” della Giunta di Mercedes Bresso.

Nel 2018 sono concepite le operazioni “trucioli” e “letamaia”. 

Il testimone di Paolo Peveraro è ora, di fatto, raccolto dall'Amministratore Delegato, Massimiliano Bianco. 

Che c'era prima e c'è ancora adesso.

***

Oggi, quando il banchetto per la raccolta delle firme era stato appena installato (poco prima delle 9) e c’era solo Campominosi che lo stava completando, è passato di lì Alberto Cortopassi ed a qualcuno è parso che abbia riso.

Chissà perché.

Magari avrà anche messaggiato qualcosa – inventiamo – al suo amico valsesiano.

Sembrava di rileggere il libro “Cuore” di Edmondo de Amicis quando parlava del Franti (che però non messaggiava a nessuno).

I vercellesi possono scegliere se fare ridere Cortopassi o fare sorridere, domani i nostri figli.

Che non devono vivere con l’inquinamento dei 10 mila camion che Iren vuole portarci qui per lucrare a scapito della nostra salute. 

Non devono vivere con l'inquinamento della lavorazione di 100 mila tonnellate l'anno di rifiuti organici. 

Nè di quello che produrrebbe la lavorazione di altre 100 mila tonnellate di rifiuti legnosi intrisi di formaldeide. 

In termini di sacrificio della salute abbiamo già dato anche troppo alle conseguenze del Forno di Incenerimento che ha voluto riaccendere (sotto la seconda Giunta Corsaro) la stessa Iren, con il suo Amministratore Delegato, il Geometra Gentile Eros Morandi.

Abbiamo dato anche troppo negli anni in cui ha funzionato la stessa Polioli.

I nostri figli non devono crescere in una città che sarebbe nota in tutta Italia come la pattumiera della Pianura Padana.

Duecentomila tonnellate l’anno di rifiuti che arrivano qui sono qualcosa di mai nemmeno lontanamente immaginato da qualsiasi altra parte.

Perché il sistema dei partiti ha accettato che qualcuno anche solo pensasse ad un regalo del genere per Vercelli, per noi?

Perché la Giunta di Andrea Corsaro non si avvale del potere di veto, disponendo che i propri designati in Consiglio di Amministrazione di Atena Spa impediscano una cosa abnorme come il progetto pallets?

***

Non è un caso che il (secondo) Comitato per dire “no” anche al secondo uppercut ambientale, quello dei trucioli, sia sorto sulla spinta di due Movimenti Civici.

Si tratta della Lista Voltiamo Pagina di Roberto Scheda, Paolo Campominosi ed Andrea Conte di quella di SiAmoVercelli, che oggi vede al timone Tommaso Bertani, Renata Torazzo, Gian Luca Borasio, Piero Boccalatte, Pier Giuseppe Raviglione.

Sempre con loro i tre Comuni della cintura: Asigliano Vercellese, Lignana, Desana, che sarebbero – al pari di Vercelli – toccati dalle conseguenze negative dei due impianti: trucioli e “letamaia”.

Sono tutte persone perbene e competenti, che non dipendono dai partiti, né da nessun altro.

Vale la pena ascoltarle.

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