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20/08/2021 - Santhiatese e Cavaglià - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 774 - C'è ma non si vede: voragine in Regione Moleto - Il buco della Sviluppo Santhià srl supera i 3 milioni di euro - L'Area Pip ha prodotto pasti, non posti di lavoro - INTEGRALE IL BILANCIO APPROVATO IL 30 LUGLIO

Nemmeno guardando dall'alto, da fuori non si vede niente, ma il buco c'è eccome -





TRIPPA PER I GATTI / 774 - C'è ma non si vede: voragine in Regione Moleto - Il buco della Sviluppo Santhià srl supera i 3 milioni di euro - L'Area Pip ha prodotto pasti, non posti di lavoro - INTEGRALE IL BILANCIO APPROVATO IL 30 LUGLIO

Si va verso la palude.

Guardando il bilancio della Sviluppo Santhià srl 

(qui integrale con il verbale di assemblea)


si vede la rappresentazione delle sabbie mobili che coprono un buco di 3, 6 milioni di euro.

IL FLASH BACK

Buco: così si chiama un patrimonio netto negativo che nessuno, al momento, ha la minima idea di come sistemare e vedremo, riassuntivamente, perché, tra qualche riga, riprendendo i passaggi essenziali del verbale dell’Assemblea dei Soci in data 30 luglio 2021, pochi giorni fa.

Ma nessun problema: basta starne lontani.

Se si può: perché, se non si può, la musica cambia.

Ma andiamo con ordine.

***

Dunque, bisogna sapere che la situazione della società fortemente voluta dalla Giunta di Gilberto Canova e del suo Assessore al Bilancio Massimo Simion

(ma approvata, all'unanimità, da tutto il Consiglio Comunale di Santhià)

nel 2006 è sempre stata barcollante.

Lo scopo sarebbe stato quello di comprare terreni dai privati, urbanizzarli, rivenderli alle Impresee che vi si fossero volute insediare, portando, così posti li lavoro.

I soldi per comprare i terreni li ha messi la Regione, ma si sarebbero dovuti restituire a Piazza Castello, una volta perfezionate le vendite.

***

Il primo Amministratore nominato era stato il casalese Nicola Sirchia, un Tecnico di area Centrodestra.

Leggi qui

Per anni, la società ha, però, prodotto, non tanto “posti”, ma “pasti” di lavoro: il solito repertorio da morti di fame.

Si arriva al 2014 con l’Amministrazione (la prima) del Sindaco Angelo Cappuccio che decide (il Consiglio Comunale è del precedente 2013)

di metterla in liquidazione.

Una liquidazione “volontaria”.

Dopo la nomina di vari Liquidatori “di area” (questa volta, di Centrosinistra che, come quello di Centrodestra, non vedono l’ora di mollare) si passa ad un Tecnico di area (nel senso, questa volta, di area geografica) Milano.

***

UN BUCO MILIONARIO COPERTO DA VERITA' CLINTONIANE

Ci si permetta di rimandare di nuovo al

nostro precedente articolo di fine maggio,

per tentare di capire il motivo per cui la “bomba” scoppi proprio ora.

L’argomento Sviluppo Santhià srl torna prepotentemente d’attualità per due motivi; anzi, tre.

Il primo è che la ARaymond di Carisio sceglie di ricollocarsi a Vercelli e non in Regione Moleto (che sarebbe più vicina alla attuale Sede, con oneri minori di trasferta per gli attuali Dipendenti): e qualche motivo ci sarà.

Il secondo è che (anche in ragione di questa ennesima cilecca nel tentativo di vendere i terreni) incominciano schiarirsi la voce stormi di usignuoli i quali si dicono fortemente allarmati in ordine alla “reale” situazione economica della società.

Ma, da ultimo, c’è il terzo, rumoroso, motivo; non tanto un usignuolo, quanto una sirena potente come quella che suonava alla Chatillon di buona memoria in Piazza Galilei a Vercelli, arriva a scuotere l’ambiente: le dimissioni dell’Assessore al Bilancio di Santhià, Aureliana De Sanctis.

***

Stiamo, però, ai primi due motivi, che per qualche tempo sono parsi incomprensibili, quanto incomprensibilmente esorcizzati.

Alcuni ingenui tentativi di depistaggio.

E giù a dire: ma no… vedrete, c’è un altro interlocutore (siamo a giugno scorso!) cui abbiamo dato termine fino al 30 luglio per scoprire le carte.

E giù a dire: ma no… è il periodo, in realtà è stata una bellissima pensata.

E via sparandole una peggio dell’altra.

Anche perché, a giugno (!) era già noto che l’attuale Liquidatore, Dott. Pierluca Princigalli, avesse dato incarico ad un Professionista perché stabilisse qual è l’effettivo valore dei terreni che sono ancora tutti in portafoglio della Santhià Sviluppo srl.

E questo valore, che abbatte la stima del patrimonio stesso di tutta la società di oltre 2 milioni di euro, è stato formulato con la perizia del Geom. Gianmario Avetta, Presidente del Collegio dei Geometri di Vercelli.

Perizia che è stata depositata il 21 gennaio 2021.

***

Quindi è da almeno 7 mesi che chi deve sapere sa benissimo una cosa: il buco è colossale.

La Società ha circa 60 mila euro di crediti da riscuotere, mentre ha più di 5 milioni di debiti (tra Fornitori, Banca, Regione Piemonte per i soldi da restituire e Imu non pagata al Comune) ma tutto il capitale che ha all’attivo, cioè il terreno da vendere, è valutato a valore di perizia non più di € 2.070.000.=, invece di quelli che si era sempre creduto, € 4.473.000.=.

E siccome i debiti sono di € 5.700.000.=, la conseguenza non può che essere (di nuovo, si esamini il bilancio allegato sopra in pdf) un patrimonio netto negativo di € 3.670.000.= (salvi gli arrotondamenti).

***

Dunque, che fare?

Perché il problema maggiore è rappresentato dal fatto che due tra i maggiori creditori siano proprio la Regione Piemonte (che ha anticipato al Comune i soldi per acquistare i terreni e dal Comune deve riaverli) e lo stesso Comune di Santhià: quest’ultimo già tirato per la giacca dalla Corte dei Conti. 

E’ chiaro che, se per i creditori privati – in astratto – potrebbe anche essere possibile “tirare una riga” e dire: bon ciao, ci rassegniamo, non prendiamo più niente e amen.

La stessa cosa non possono fare gli Enti Pubblici: appunto perché c’è di mezzo altro tipo di controllo.

E forse anche per questo, si legge sempre nel verbale dell’Assemblea dei Soci, il Liquidatore Princigalli non può che ammettere:

“A tale proposito, il Liquidatore comunica che, al momento, non è prevedibile una data della chiusura della liquidazione, chiusura che potrà avvenire solo con il trasferimento delle aree Pip di proprietà ad altro soggetto”.

E amen.

Forse.

O forse alla Corte dei Conti questo fatalismo potrebbe non bastare.

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