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12/09/2020 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 684 - Il cesso per la strada, in fondo, non è pericoloso: si vede subito - Se decidessero di fare più utili anche risparmiando sulle manutenzione dell'acquedotto? - Il risultato non si vedrebbe, lo sentiremmo nella pancia -

E così anche per i fumi della lavorazione dei trucioli, che ne accorgeremmo tempo dopo nel reparto di Oncologia -






TRIPPA PER I GATTI / 684 - Il cesso per la strada, in fondo, non è pericoloso: si vede subito - Se decidessero di fare più utili anche risparmiando sulle manutenzione dell'acquedotto? - Il risultato non si vedrebbe, lo sentiremmo nella pancia -

C’è ben poca soddisfazione a fotografare ogni santo giorno che Dio manda in terra un cesso lasciato a bordo strada.

All’ingresso Nord di Vercelli, quello da cui si arriva da Biella, Valsesia, ma anche da Novara.

Oggi è sabato, sesto giorno di permanenza di questa tazza, che Iren (l’Amministratore Delegato Massimiliano Bianco vuole gli utili, del resto) ed il suo Socio Comune di Vercelli (il Sindaco Andrea Corsaro vuole i dividendi di Atena Asm, del resto) lascia lì per strada.

Un incentivo al turismo?

Un modo per dire, senza parola, che siamo una città di servizi?

Di servizi anche, ma dove, forse non manca qualche servo di Iren.

Senza dignità, ma anche senza giudizio.

La facciamo troppo grossa?

Proviamo a pensare a qualche indizio.

***

Perché ci lasciano i cessi per la strada?

Perché Asm Vercelli così risparmia.

Se risparmia fa più utili.

Se fa più utili, tanto Iren, quando il Comune di Vercelli incassano più dividendi (circa 1,3 milioni di euro per il 2019).

E’ giusto?

Nessuno può sostenerlo.

Ma pochi lo sanno.

Cioè pochi sanno che, più Atena Asm risparmia, più cessi restano in giro, più il Comune ci guadagna.

E una volta danno la colpa agli incivili.

Un’altra dicono che, fino a quando non si farà la raccolta puntuale (toglieremo i cassonetti dalle strade!) e una terza che beh, sì, ultimamente abbiamo avuto qualche problema.

Ma chi non ne ha di problemi, suvvia.

Ma vogliamo sanzionare con le penali Asm?

Intanto qualche sprovveduto (in buona fede o no) che sostenga: Atena siamo noi, ci faremmo del male da soli!

Si trova sempre.

Tranne che, per esempio, a Roma il Sindaco Virginia Raggi, pochi giorni fa, ha dato una sberla di multa milionaria alla Municipalizzata Ama, l’azienda romana interamente di proprietà del Campidoglio.

Si può leggere l’articolo di Repubblica, in jpg al termine di queste righe.

***

Quindi, se ci si arriva in una Roma (con il ginepraio di intrecci, il nido di vipere, che la povera Raggi si è trovata a combattere dal primo giorno) figuriamoci se – se si volesse – non sarebbe possibile, almeno a livello delle sanzioni, arrivarci a Vercelli.

Ma, appunto, si… volesse?

Perché il problema è questo: i cittadini stiano pure con i cessi in strada, intanto Iren sa come farsi voler bene da chi vuole esserne servo, anche fregandosene degli interessi dei cittadini.

***

La logica del profitto, unita a quella dello zuccherino (che può chiamarsi in tanti modi) non è difficile da mettere a fuoco.

***

Ma i problemi non finiscono qui.

Ce ne sono almeno altri due ben più importanti sul tappeto, a caricare di impegni i prossimi mesi.

***

ACQUA PUBBLICA

Se la logica del profitto, ridurre i costi, anche a prezzo di lasciare i cessi in strada, applicata alla raccolta rifiuti, è “visibile subito” nei suoi risultai, in altri campi non è così.

Cioè: il disservizio nella raccolta rifiuti si vede subito.

Il cesso è lì da vedere.

Ma sa uno decidesse di risparmiare anche nella manutenzione dell’acquedotto, per esempio, i risultati delle mancate manutenzioni, dei lacunosi trattementi dell’acqua potabile, delle non intercettate infiltrazioni dalle fogne all’ambiente, si vedrebbero molto dopo.

Anzi, possono non vedersi mai, ma sentirsi nella pancia della gente.

***

In queste settimane si sta riprendendo la discussione sulla applicazione della decisione del Consiglio Comunale del settembre 2017.

Riprendiamoci l’acquedotto, ha deciso il Consiglio, 16 contro 10.

Non lasciamolo ad Iren, al privato, ad un Ente che ha per scopo il profitto.

Proprio perché bisogna togliere l’acquedotto e la cura dell’acqua da quelle Imprese che cercano il profitto.

Anche se avessero per Presidente San Domenico Savio redivivo.

E’ il Codice Civile che impone alla società di capitali di perseguire il profitto, non è una questione di valori. 

Iren, poi, è una Società quotata in Borsa: cosa si vuole che faccia, se non il profitto?

Proprio per questo, niente del servizio idrico deve essere lasciato ad un’azienda speculativa.

Se ne riparlerà diffusamente.

***

TRUCIOLI E PALLETS

Il secondo argomento correlato è quello della ormai nota possibilità che Atena Asm, tra l’altro anche con i soldi dei vercellesi (la fabbrica costerebbe 40 milioni di euro, di cui il 40 per cento è della città di Vercelli).

Sanno tutti, dicono gli stessi proponenti (Iren) che potrebbe inquinare, che si dovranno controllare i fumi, le emissioni in atmosfera prodotti nel corso dei processi di lavorazione.

E’ un progetto che la Giunta di Andrea Corsaro caldeggia.

Ci porterà (sperano) begli utili.

Non c’entra niente con la “mission” della antica Aasm, poi Atena, di dare servizi pubblici.

E’ una speculazione bella e buona (modi di dire), che serve solo ad Iren, perché non ha un altro posto dove siano tanto innocenti da accettare che riversino in un territorio oltre 100 mila tonnellate l’anno di rifiuto legnoso intriso di formaldeide.

Portati qui con 4 mila passaggi annui di camion, tanto per gradire.

***

Ebbene, chi controllerà che questi fumi siano sempre privi di inquinanti?

Lo dicono con molta innocenza gli stessi proponenti, cioè Iren: ma controlliamo noi stessi, che diamine.

E controlliamo “a campione”, cioè di tanto in tanto.

***

Anche in questo caso, il cesso per la strada non è, in fondo, niente.

Perché si vede subito.

A questo ci sta esponendo la Giunta di Andrea Corsaro, anche se, ormai in molti, sono ben determinati ad opporsi, a dare battaglia.

Avremo presto modo di parlarne ancora -

sesto giorno di permanenza - 12 settembre 2020
sesto giorno di permanenza - 12 settembre 2020
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