VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
domenica 24 gennaio 2021 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




26/12/2018 - Vercelli Città - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 515 - Il Tridente Forte - Nulli Rosso - Caradonna ancora solo contro nessuno - A 5 mesi dalle urne, destra e sinistra senza un competitor realmente in gara

E questo nonostante i sondaggi dicano chiaro che Vercelli vuole cambiare.




TRIPPA PER I GATTI / 515 - Il Tridente Forte - Nulli Rosso - Caradonna ancora solo contro nessuno - A 5 mesi dalle urne, destra e sinistra senza un competitor realmente in gara

Problemi di Goveno from Guido Gabotto on Vimeo.

Potrebbe finire come la partita tra Pro Piacenza e Pro Vercelli.

Vittoria a tavolino delle bianche casacche, per assenza dell’avversario.

I Leoni di fronte alla porta dello Stadio chiusa.

E questo nonostante i sondaggi dicano chiaro che Vercelli vuole cambiare.

***

Anche quello che registra le opinioni sui gruppi Facebook di VercelliOggi, nella sfida tra Maura Forte (Sindaco uscente) e Michelangelo Catricalà (già sceso ufficialmente in campo come candidato Sindaco 2019 per il Movimento5Stelle) vede nettamente in testa il pugnace grillino:


41 voti contro 18 sono un bell’indicatore.

Anche se non bisogna mai dimenticare che il sondaggio non è anonimo, quindi uno si espone con la propria faccia.

Non tutti possono permetterselo.

Inoltre, l’ “universo” chiamato ad esprimersi è circoscritto ai Lettori che frequentano la nostra pagina istituzionale ed il gruppo pubblico del nostro giornale: sono circa 17 mila profili Fb, un bel numero, ma non sono tutti i 37 mila Elettori vercellesi.

***

Detto questo, va anche riconosciuto che il risultato sia questo e non l’opposto.

***

Ma tutte queste cose, quando sarà il momento del voto, saranno dimenticate e di fronte agli Elettori ci sarà la realtà, non i sondaggi.

Vediamo, allora, di capire con una (forse non breve) analisi, cosa potrebbe succedere.

Ruit hora, tempus non erit amplius.

E’ un latino facile, anche se illustra una verità che in tanti preferiscono ignorare, a meno di 5 mesi dal voto ed a poco più di tre mesi dal termine per la presentazione delle candidature.

Ma andiamo con ordine.

***

 

IL MONDO PROGRESSISTA DEL, NEL E OLTRE IL PD

 

Il titolino è – riconosciamolo – un po’ criptico, ma nella sinistra il linguaggio “tecnico” non è mai tramontato.

Magari a prezzo di non farsi capire dalla gente.

Così cerchiamo di decifrare il concetto.

***

L’idea, la tensione, l’attenzione, il modo di essere, di capire, interpretare e rappresentare la società “progressisti” a Vercelli non sono morti.

Destra e Sinistra ci sono ancora.

Non esistono soltanto – come ammoniva Ciriaco De Mita ad un Congresso Nazionale Dc e dopo di lui Giorgio Gaberil “vecchio” e il “nuovo”.

Anche perché, ad esempio, l’operaio cinese che per un euro – se va bene – al giorno produce il nostro smartphone rappresenta qualcosa certamente di “moderno”, ma non “nuovo”: lo sfruttamento del lavoro non conosce crisi, né entra in desuetudine, cavalca i secoli, è sempre attuale.

Dunque, anche quando sia “moderno”, non è niente di “nuovo”.

***

Rispetto a questa realtà di sfruttamento noi facciamo modernamente finta di niente.

Non facciamo finta di niente quando, invece ed al contrario, gli agrari azionano la grancassa e ci dicono che il riso prodotto in Asia a costi inferiori al nostro è coltivato sfruttando i bambini.

Usano – dicono loro, gli agrari, a proposito dei produttori asiatici - pesticidi fuori controllo: un po’ come quando – fino a 25 anni fa – per combattere lo Scirpus Maritimus anche a due passi dall’abitato di Vercelli si usava il 245tP, cioè il principio attivo dei tremendi defoglianti con i quali l’esercito statunitense faceva un po’ di pulizie nelle foreste del Viet Nam del Nord per andare a caccia dei Viet Cong.

Il problema, dunque, la differenza tra tollerabile e intollerabile, sembra essere la grancassa.

Anche quando l’idea di Europa che (ci si mette in bocca, perché Altiero Spinelli è più citato che letto) si fa strada è l’Europa dei dazi.

Che sarà (ri)modernata, ma certo non nuova, né progressista.

Anche se forse è l’unica soluzione.

***

Come si vede, le categorie, le chiavi di lettura della società che interpellano chi voglia riconoscersi in una visione progressista dell’oggi e del futuro, sono impegnative.

Non è che a Vercelli non ci siano, manchino, persone che intendono costruire una prospettiva politica senza rinunciare ad una visione globale dei valori d’uso, piuttosto che delle prospettive di sviluppo sostenibile, dell’economia sociale di mercato piuttosto che della solidarietà.

Il Pd è certamente una realtà politica che non ha, fino ad oggi, rinunciato a mettere all’ordine del giorno della propria elaborazione anche culturale sentimenti, pulsioni, suggestioni e, non di rado, una vera e propria ansia (brama) per le cose nuove.

“Rerum Novarum cupiditas”, come sa chi abbia letto almeno fino alla terza parola l’Enciclica fondativa della Dottrina Sociale della Chiesa.

Perché, ad interpellarci, è sempre quella “brama” di “novità” che “da gran tempo ha “incominciato ad agitare i popoli”

Ed è questa agitazione dei popoli, la voglia di cambiamento che porta con sé e della quale la gente parla, solo che la si voglia ascoltare, che il mondo progressista vercellese ha ben presente.

Non ha (ancora) trovato risposte, ma sa ascoltare.

***

Il Pd è a pieno titolo componente di quella sensibilità progressista che a Vercelli non è, nemmeno oggi, esiliata.

Nonostante le vicende congressuali, che sono un mero fatto congiunturale e nulla tolgono alla domanda popolare di una politica di segno e non solo di nome progressista e solidale, a buon diritto può pensare di esserne un punto di riferimento.

C’è una vasta area, che va dalla sensibilità di SiAmoVercelli, fino alla sinistra di matrice ed esperienza sindacali, per incrociare, soprattutto nella Cgil, chi da tempo ha abbandonato il renzismo.

Si va dal solidarismo, sia confessionale, sia laico, fino all’area contigua al Movimento5Stelle, per definire un “campo” che si qualifica, ma – più ancora – ha sentimenti autenticamente progressisti e si pone il problema di un’analisi conseguente della società e dei suoi processi.

Più ancora, delle risposte che un governo accorto delle Autonomie Locali ad esse possa dare.

***

Quest’area da tempo va dicendo una cosa chiara: è possibile che all’Elettorato si presenti un’espressione unitaria ed impegnata dei progressisti vercellesi, in occasione delle Elezioni Amministrative del maggio 2019.

Ma la premessa per (tentare di) raggiungere un programma comune ed un candidato Sindaco unitario è quella di non ripresentare – da parte del Pd – l’attuale Sindaco Maura Forte.

***

Senonchè, questa petizione di intenti, sconta due limiti.

Il primo è che, se qualcuno domandasse: se non Maura Forte, allora chi?

Nessuno saprebbe rispondere.

Non c’è un nome che sia mandato in avanscoperta.

E, se anche si volesse fare ricorso alle elezioni Primarie di coalizione per la scelta del candidato, mancherebbe probabilmente la competizione, perché la scelta sarebbe – almeno, che sia noto a noi e fino a questo momento – tra Maura Forte e nessuno.

***

Il secondo limite è che la stessa Maura Forte – pare – ha in più occasioni detto chiaro e tondo ai dirigenti del Pd che, comunque vadano le cose, primarie o non primarie, lei si ripresenta comunque, ponendo così una seria ipoteca su qualsiasi soluzione politica di coalizione.

***

Questa volontà ( del tutto legittima ) dell’attuale Sindaco di ripresentare comunque la propria candidatura, a ben vedere non è che una variabile indipendente del possibile futuro di una area progressista vercellese, che volesse ricostruire il proprio destino e aggregare di nuovo attorno – prima – ad una formazione politica e – poi – ricondurre entro una forma partito, tutti coloro che vedessero possibile cambiare stili di governo locale e politiche territoriali, visti da “sinistra”.

***

E questo sia che questo lavoro sia affrontato con la pazienza del lavoro amministrativo visto dall’Opposizione, sia che – all’opposto – la gente capisse subito la proposta e la premiasse con cinque anni di governo, che non scontasse l’ipoteca – Forte.

***

Ipoteca che, invece, il Sindaco uscente pare ben decisa a fare valere, ormai perfettamente consapevole di essersi costruita una – forse, personalissima – ma comunque efficace “gioiosa macchina da guerra” con uno staff inedito ma comunque già collaudato.

***

Se ricostruiamo gli ultimi due anni di governo locale, vediamo sedimentarsi a poco a poco e per successive approssimazioni un vero e proprio “asse” ormai consolidato anche in una solidarietà interpersonale che ne garantisce anche quando ne supplisce, i percorsi politici di provenienza.

Attorno alla figura del Sindaco stanno i due uomini oggi decisivi nella elaborazione delle strategie (ben al di là della semplice collaborazione amministrativa, di Giunta) per il futuro di Maura Forte: Carlo Nulli Rosso ed Emanuele Caradonna.

In questo senso, sia consentito il gioco del filmato colto al volo, in occasione del concerto del Coro Gospel, fotogrammi che rivelano l’abitudine a confrontarsi con amicizia tra persone di grande affiatamento.

***

Al contrario di Pd, SiAmoVercelli, sinistra sindacale, Leu ed altri, loro sanno benissimo cosa fare: cercare di essere confermati.

Giusto un anno fa (dopo il Consiglio Comunale del 21 dicembre) hanno preso in mano la situazione, formandosi a “testuggine” condividendo un solo imperativo: resistere.

E ce l’hanno fatta.

***

Oggi loro sono ben decisi a riprovarci, sicuramente con una lista “del Sindaco”.

Se poi il Pd ed altri vorranno aggregarsi, valuteranno.

***

Dunque, da una parte c’è la ferma, fredda e volitiva determinazione di Maura Forte, con Carlo Nulli Rosso (non a caso nominato Vice Sindaco in queste ultime settimane, quasi a mandare un messaggio politico chiaro, soprattutto al Pd) ed Emanuele Caradonna.

Il sanguigno ex socialista sembra ora – dal punto di vista della elaborazione delle strategie – colui che riesce a mettere a segno colpo su colpo: non ultimo, la elezione di Adriano Brusco al Consiglio Provinciale, a spese del candidato del Pd, Doriano Bertolone.

Ma anche Brusco, a sua volta, ormai è a pieno titolo nel board di Maura Forte, portando con sé in dote forse i grillini che possono averlo seguito nel “salto della quaglia” di giugno 2017.

***

La scelta di campo politica di Maura Forte deve sostanzialmente farsi risalire ad allora.

Il Sindaco sapeva benissimo che portare dalla propria parte l’ex candidato Sindaco del Movimento5Stelle avrebbe voluto dire rompere in modo irrimediabile con parti essenziali della propria maggioranza.

Ma, soprattutto, con parti storiche e fondative della Sinistra.

Ed i risultati si sono visti: arrivato Brusco, se ne sono andati, via via, Maria Pia Massa, Giorgio Comella, Giordano Tosi, Donatella Capra.

Poi Maria Teresa Marcon.

***

Ma la scelta è stata comunque chiara: meglio Brusco di tutti loro messi insieme.

Difficile pensare che il ragionamento seguito per orientare le decisioni di allora sia stato semplicemente legato a fatti congiunturali, contingenti.

Come se si dicesse: il problema è qui e ora.

Più plausibile la tesi che vorrebbe il Sindaco più a proprio agio con Caradonna, Brusco e Cometti, politicamente pragmatici come il Primo Cittadino, piuttosto che con personalità politiche più – per dir così – attente al metodo dell’analisi politica di sinistra.

***

DALL’ALTRA PARTE È ANCORA PEGGIO:

DESERTO, MA CON L’ILLUSIONE DEI MIRAGGI

 

Tutto ciò che non è Centrosinistra e comunque non sta nell’ area progressista, sta – se possibile – ancora peggio.

Perché soffre delle allucinazioni procurate da miraggi.

Di sicuro c’è la bella testimonianza della candidatura di Michelangelo Catricalà per il Movimento5Stelle.

Inutile domandarsi come potrebbero andare le cose, se davvero si dovesse arrivare ad un ballottaggio tra Michelangelo Catricalà e Maura Forte.

Per motivi che forse a tanti possono sembrare incomprensibili, ma che di sicuro avrebbero ragione nella realtà, tutti i corpi intermedi, le espressioni della Società neocorporativa, i preti come i gestori di sale slot, i commercianti come le onlus dichiaratamente prive del fine di lucro, protesterebbero la sicurezza dell’esperienza, rispetto all’incognita dell’avventura.

E sarebbe facile che questi sentimenti avessero ragione.

***

Persino più insidiosa la candidatura – anche questa, una bella testimonianza – di Roberto Scheda.

Perché, essendo assai probabile che l’illustre Penalista non giungesse al ballottaggio, bisognerebbe ancora vedere quali scelte farebbe proprie, tra i due contendenti.

Se il testa a testa fosse tra Maura Forte e – ad esempio – Andrea Corsaro per il Centrodestra, ma anche tra Forte ed Alessandro Stecco, siamo poi così sicuri che l’ex Presidente di Biverbanca non andrebbe a sostenere proprio Maura Forte?

Magari in cambio dell’incarico di Vice Sindaco per sé o Maurizio Randazzo?

Fino ad ora l’unico candidato ufficialmente in corsa, proprio Roberto Scheda, oltre a Catricalà, non ha ancora chiaramente detto di essere (se crede) in ogni caso alternativo ad una Giunta Forte2.

Almeno, che noi si sappia.

***

Se pensiamo che la sua candidatura nasce per procurare un antidoto anche alla sola idea di un Corsaro2, forse non si va così lontano dal vero.

E, in una siffatta ipotesi, sarebbe fin troppo chiaro che per il Pd o ciò che ne resterebbe, significherebbe l’annientamento politico per alcuni lustri, l’annessione di fatto al “tridente” Forte – Caradonna – Nulli Rosso che diventerebbe l’azionista di riferimento di qualsiasi cosa di Centrosinistra a Vercelli.

Ma anche il Centrodestra sarebbe come ibernato o – la metafora forse è più azzeccata – ridotto un po’ come a quegli insetti che, preda di un ragno, sono tenuti in vita vegetativa per essere consumati sempre freschi, alla bisogna.

***

In questa analisi mancano del tutto, per ora, sia gli ambienti riconducibili a Forza Italia, al Centrodestra tradizionale, sia soprattutto la Lega Nord.

Quest’ultimo partito, nell’agone di Vercelli città, ha indubbiamente il diritto – dovere di esprimere, peraltro senza assolutismi, la prima candidatura a Sindaco.

E il candidato naturale, si sa, sarebbe stato Alessandro Stecco.

Ma pare che, sia per impicci interni (conseguenti ad un iniziale inciucio tra Paolo Tiramani e l’Ostricofago senza vergogna, nemmeno il giorno della Cresima) sia per scelte professionali, per ora il mite e tenace Medico e Docente Universitario non sia della partita.

***

Circostanza, quest’ultima, che tuttavia non può legittimare la Lega e battere ulteriormente i pugni.

Se – una volta riconosciutole il diritto dovere di esprimere la prima candidatura – per vari motivi non è in grado di farlo, allora pare politicamente naturale che ceda il passo.

***

E’ è quest’ultimo scenario che potrebbe ricostituire come di una qualche attualità persino la candidatura di Andrea Corsaro.

Di cui si parla in queste ore, accostandola nel ticket con Alessandro Stecco Vice Sindaco, ma soprattutto con una squadra del tutto blindata, concertata con lo stesso Stecco e con Emanuele Pozzolo.

Il quale ultimo sempre più rappresenta, è persino ovvio osservarlo, non soltanto il partitino di Fratelli d’Italia, ma tanti mondi convergenti nel cercare una soluzione ad un problema che – visto da quella parte politica – non può più ulteriormente attendere.

***

Perché le cose – fino ad oggi, 26 dicembre – stanno per l’appunto così.

Maura Forte ed i suoi sanno cosa fare ed hanno voglia di provarci, con tutte le energie possibili.

Tutti gli altri (da sinistra, al centro a destra) non li vogliono.

Ma tra questi altri che non li vogliono, non c’è ancora uno che abbia voglia di dare una fisionomia, un progetto politico, un programma, una squadra, alla voglia di cambiamento che la città esprime con forza.

Ma che non individua ancora in un volto: il cambiamento possibile, insomma, non si riesce ancora a guardare negli occhi di una persona eticamente credibile, professionalmente competente, politicamente abile.

Le tre cose stando necessariamente insieme e nell’ordine suggerito.



Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it