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25/10/2015 - Regione Piemonte - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 310 - Ma dove finiscono i bisognini a Nordind? - I Soci postergano gli allacciamenti alle fognature, ma non i debiti - Si dimette il Commissario della Partecipata Luigi Tarricone - Al suo posto il Dottor beneviso

L’ipotesi della coprofagia è tassativamente da escludersi




TRIPPA PER I GATTI / 310 - Ma dove finiscono i bisognini a Nordind? - I Soci postergano gli allacciamenti alle fognature, ma non i debiti - Si dimette il Commissario della Partecipata Luigi Tarricone - Al suo posto il Dottor beneviso
Claas a Vercelli

Sarà il Dott. Roberto Merani, beneviso (a Finpiemonte), Commercialista di Torino,  il nuovo Commissario di Nordind, la disastrata partecipata pubblica, che vede tra i Soci di riferimento proprio Finpiemonte, la Finanziaria della Regione Piemonte ed il Comune di Vercelli.

La soluzione pare non piaccia agli industriali vercellesi, ma pare altresì che per questo nessuno perda il sonno.

Ma andiamo con ordine.

 

Bisogna sapere che la gestione di Nordind affidata a – da ultimo, ma un risultato così non si improvvisa - Luca Lisco e ad un certo avvocato amico di Alberto Cortopassi (non ci sovviene il nome, ma l’amicizia con l’Ostricofago, ora faro strategico anche del Rialto, è già una garanzia) ha lasciato qualche piccolo strascico, qualcosa come un milione  e mezzo di euro che Nordind deve al Comune di Vercelli ed alla stessa Finpiemonte.

Ma non è tutto.

L’area industriale ha bisogno di interventi urgenti di riqualificazione, che costano.

Tra questi, il collegamento viario tra la sede di Claas Italia e la strada provinciale e poi, per il medesimo stabilimento, il sospirato intervento alla rete fognaria.

Perché ora quando i dipendenti della prestigiosa Casa di macchine ed attrezzature agricole fanno i loro bisogni noi, nella nostra ignoranza, non sapremmo dire dove vanno a finire.

Ma si vede che qualcuno lo sa, perché se l’immobile è licenziato qualcuno che lo sa ed ha controllato ci deve pur essere.

Soprattutto, non compete a noi controllare, ci mancherebbe: a noi tocca, invece, registrare l’osservazione di coloro che, con motivate ragioni e da osservatori accreditati, sostengono che questi collegamenti alle fogne non ci siano.


Allora, parafrasando un celeberrimo motivetto cantato da Renato Rascel buonanima:


dove andranno a finire i palloncini?

Quando sfuggono di mano ai bambini?

Piange il bimbo col nasino in su,

mentre già non lo vede più…


https://www.youtube.com/watch?v=jzumu49vVhg


Parafrasi che lasciamo all’intuito musicale del Lettore.


Ora, l’ipotesi della coprofagia è tassativamente da escludersi.

Oltre che ributtante, non sarebbe risolutiva: che fare con i verosimilmente riluttanti ospiti esterni della struttura, i quali avessero incautamente chiesto di fare una tappa tecnica ai servizi, passando in Azienda per incontrare qualcuno del gruppo?

Poi, se la faccenda non interessa a nessuno, figuriamoci a noi che, comunque, bene o male, un bagno ce l’abbiamo.

Ma non divaghiamo.

Come è dunque noto, un bel giorno sia il Comune di Vercelli, sia Finpiemonte decidono di mettere in liquidazione la Società.

E, a nostro modesto avviso, stante la situazione, bene fanno: meglio che della questione si occupi un Tecnico che verifichi la effettiva profondità del baratro, poi riferisca: premessa necessaria per decidere successivamente.

Se si potrà salvare il salvabile, ben venga.

***

Viene dunque nominato – inizio 2015 – il Commercialista vercellese Luigi Tarricone.

Il quale, non appena aperti i cassetti di Nordind e data una controllatina agli estratti conto, chiama i Soci e dice: Signori cari, qui non c’è una lira.

Quindi? ( dicono all’unisono gli astanti ) quindi, riprende Tarricone, siccome forse (e dico forse) qualche richiesta di acquisto dei terreni di Nordind ( anche se ora si presentano come una Savana buona per fare allenare i cani da caccia) mi sta arrivando, ho bisogno di due cose.

Dicci, Gino, dicci – all’unisono incoraggiano i Signori  Soci – e così il Commissario liquidatore può riprendere.

Ho bisogno che  - intanto – mi posterghiate i vostri crediti.

Ma che caspiterina ci dici, Gino – all’unisono allibiscono i Signori Soci – ma parla come mangi.

Sicchè Tarricone vola più basso: ho bisogno che mi (a Nordind) facciate pagare più in là il debito che io (Nordind, che poi siete voi) devo pagare a voi (che poi siete io Nordind) e così con la lira che (eventualmente) prendo da quei burloni intenzionati a comprarsi questa Savana, se proprio la vogliono comprare, aggiusto un po’ debiti.

***

Sin qui, in estrema sintesi, i primi colloqui tecnici tra Commissario e Soci.

I debiti della Partecipata non sono soltanto nei confronti dei Partecipanti, non più tanto contenti di partecipare.

Ci sono anche i Terzi, che ora vorrebbero essere primi (a recuperare qualcosa).

Tra questi vale la pena di registrare anche il debito entrato in contenzioso con il decreto ingiuntivo che è arrivato a Nordind dalla Pro Vercelli.

Luca Lisco e l’ avvocato cortopassiano  avevano concesso alle bianche casacche una sponsorizzazione d 20 mila euro o giù di lì.

Che poi non hanno dato.

Sicchè Via Massaua ha mandato un bel precetto.

Siccome c’era poco da opporsi, è stato concordato un piano di rateizzo per cui Nordind (cioè i Soci) pagheranno entro 12 mesi.

E amen, ma questa è una delle tante situazioni.

***

La seconda richiesta del Commissario era in fondo conseguente e ovvia: ma tu, Finpiemonte, non potresti anche mettere due lire per realizzare quelle opere di urbanizzazione di cui ha bisogno la Claas?

Perché, insomma, siamo un po’ ai limiti.

Va bene che qui siamo tutti un po’ parenti della cieca di Sorrento, della muta di Portici, del sordo di Genova, ma voltemai qualcuno volesse vedere le carte… Lo dico più per voi che per me.

***

Ma sì, Gino, tutto ok.

Dicono all’unisono i Signori Soci.

Dicono.

E, persino, in una letterina che ciascuno dei due Enti manda, si dicono “disponibili” a postergare il credito.

Ma Gino, che è uomo di mondo, ma non è sicuramente nato ieri, sa bene la differenza tra le locuzioni “essere disponibile” e “deliberare di”.

Sicchè, passati un po’ di mesi e vedendo che non si va oltre la disponibilità e – soprattutto – Finpiemonte non tira fuori un euro per l’urbabizzazione dell’area Claas, arriva il 14 ottobre scorso in Assemblea dei Soci.

E dice: Signori Soci, a che punto stiamo?

I Signori Soci dicono: bene, e tu, tutti bene a casa?

Come a casa?! – dice Gino – io intendo come va qui, in Nordind. Avete intenzione di passare dalle parole ai fatti?

Soci muti più della muta di Portici.

E Gino fa vedere di nuovo i conti.

I Soci sembrano meno vedenti ancora di quanto fosse non vedente la cieca di Sorrento.

Allora Gino prova a schiarirsi l’ugola e dice: Signori Soci, allora qui o si portano i libri in Tribunale oppure io mi dimetto.

E qui nessuno si comporta come si sarebbe comportato, a questo punto, il sordo di Genova.

Perché, non gli lasciano nemmano finire la frase, che tirano fuori dal cassetto un curriculum

Avremmo qui giustappunto il curriculum del Dottor Roberto Merano beneviso (a Finpiemonte) per assumere il delicato ruolo di Commissario.

***

Ora arriverà il beneviso e magari invece delle “disponibilità” arriveranno gli impegni a rimandare a chissà quando gli incassi effettivi dei crediti del Comune (a quando?).

E forse Finpiemonte finanzierà i lavori di urbanizzazione, sicchè gli occupanti degli edifici Claas possano evacuare – i limiti delle frasi convenzionali – alla luce del sole.

Un altro Commercialista di Torino.

Perché non vanno bene quelli di Vercelli?

Alcune ipotesi alla prossima Trippa per i gatti.

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