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14/10/2015 - Vercelli Città - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 308 - Riunione segreta delle opposizioni - Mozione di sfiducia confermata: il Sindaco ha votato "no" all’Atto Aziendale di Chiara Serpieri, ma avrebbe dovuto votare danzando l’Haka Maori

Cosa alberghi negli animi degli insistenti non si può sapere.




TRIPPA PER I GATTI / 308 - Riunione segreta delle opposizioni - Mozione di sfiducia confermata: il Sindaco ha votato "no" all’Atto Aziendale di Chiara Serpieri, ma avrebbe dovuto votare danzando l’Haka Maori

Hanno portato bene anche questa volta.

Appena hanno deciso di mettersi a disposizione di Alberto Cortopassi, ne succedono di tutte.

Arrestano il capo corrente del mangiatore di ostriche.

Arrestano il suo portaborse, ufficiale di collegamento tra Vercelli e Milano.

Gli alti comandi decidono che il prossimo Coordinatore vercellese del partito  sarà un altro, né lui né Luca Pedrale.

E poi ci sarà un coordinatore cittadino che sarà eletto e quindi, di nuovo, non sarà né lui, né Pedrale, né nessuno che se li fili minimamente.

Insomma, i “Senza Sede” (ma non sono quelli di Trino, è Forza Italia che non ha più nemmeno una sede dove riunirsi), pare abbiano patito l’abbraccio di Bobo, Perfy e dei loro sei Consiglieri comunali, più le famiglie. Che sono quel che resta del Movimento Civico.

Ma andiamo con ordine.

                                                             ***

 

Poiché il movimento “Senza sede”, appunto, una sede non ce l’ha, la riunione delle opposizioni per discutere della mozione di sfiducia presentata nei confronti del Sindaco si fa nella sala gruppi del Comune.

Dapprima si incontrano, lunedì sera alle 18,30, le “destre” senza gli altri e soprattutto senza Bobo.

L’aria è già quella di un rompete le righe, ma siccome non è ancora deflagrata la notizia dell’arresto di Mario Mantovani e portaborse (che è di ieri, martedì mattina) qualcuno è ancora arbicioluto.

La cheerleader di Andrea Corsaro, Ketty Politi, vagheggia di un ritorno alle urne per vincere a mani basse.

La lasciano parlare.

Manca Alessandro Stecco, che dovrebbe essere uno dei lembi da ricucire, ma la suo posto c’è Gian Carlo Locarni, il proconsole di Gian Luca Buonanno ed il ghost writer di Stecco.

Com’è come non è, i “tacconi” lasciano ancora bene in vista parecchi strappi.

Ma si va alla riunione del giorno seguente, ieri, alle 21, stessa sede, per discutere soprattutto una cosa: la mozione di sfiducia presentate nei confronti del Sindaco Maura Forte resta o la ritiriamo? Questa volta ci sono tutti, anche i grillini e soprattutto i Consiglieri di Bobo, Perfy e Co.

***

La questione ben presto si proietta in un’orbita diciamo lacaniana.

Perché si vuole sfiduciare il Sindaco per due motivi.

Il primo: perché ha votato a favore dell’Atto Aziendale dell’Asl, in occasione della Assemblea dei Sindaci convocata per esprimere un parere.

Ma, c’è un “ma”.

Il Sindaco, con tutti gli altri, ha votato contro.

Sicchè  – forse – qualcuno potrebbe al più alludere al fatto che, mentre votava contro, il Sindaco avrebbe anche dovuto assumere una espressione particolarmente feroce.

Forse, come è uso fare l’Onorevole Gian Luca Buonanno, avrebbe magari dovuto farsi fotografare mentre è al cesso, con la mano bene alzata a dire “no”.

Perfetto sarebbe stato se avesse espresso il voto facendo precedere la dichiarazione da (almeno qualche) passo di danza Haka Maori.

Guarda anche:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=62492


Oppure – per sottolineare una contrarietà vieppiù radicale – non avrebbe dovuto esimersi dal votare contrario, assumendo la postura di chi stia per essere ricoverato al Pronto Soccorso, in barella.

La simbologia sarebbe stata eloquente: il Sindaco vota in barella perché c’è un’emergenza sanitaria.

Chissà.

Cosa alberghi negli animi degli insistenti non si può sapere.

Fatto sta che il Sindaco ha votato contro l’Atto Aziendale di Chiara Serpieri e così loro vogliono mandarla a casa.

Ma c’è un secondo motivo: il Sindaco, a gennaio, non ha proceduto a sottoscrivere il ricorso al Tar contro la deliberazione di Saittopoli che è un po’ l’origine di tutti questi Atti aziendali.

Come si ricorderà, i più contrari a che si procedesse con il ricorso al Tar erano i sei Consiglieri in cerca d’autore, proprio quelli di Perfy, Bobo, Piergiu e compagnia cantante.

Perché allora erano in maggioranza.

Anzi, dissero a chiare lettere: l’avevamo detto, che quella cagata incomprensibile di decisione, avrebbe generato equivoci.

***

Ma si va avanti lo stesso.

Spes contra spem.

***

La riunione di martedì sera, ieri, prosegue la trattazione dell'argomento. E questa volta sono invitati - come abbiamo visto -  oltre alle "destre" tradizionali, anche i sei Consiglieri di SiAmoVercelli più Movimento5 Stelle. Insomma, il plenum.

Se è vero che questi precedenti non aiutano, si va comunque avanti nell’analisi politica, tutta imperniata sullo studio attento delle consuetudini prevalenti  in certi gruppi zoologici appartenenti all’avifauna, selvatica come da corte.

La riunione di martedì occupa una buona parte del tempo a disposizione per stabilire chi si dedichi (di più e meglio?) al “salto della quaglia”.

Taluni lo confondono con quello del “leone”, ma è tutt’altra cosa, rimedio sempre un po’ deprimente all’ipotesi di certi rischi che si corrono quando si è giovani.

Qual è il vezzo della coturnice?

Quando è inseguita dai cani, prima di acquattarsi compirebbe un salto laterale per disorientare la muta.

Funziona?

A giudicare dai tanti piatti a base di quaglia non molto, ma l’impaurito galliforme ci prova comunque.

Fuor di metafora, nelle opposizioni da un po’ di tempo si pratica  una sorta di tiro al piccione (ma al columbide nessuno rimprovera incoerenze di sorta) per stabilire chi sia responsabile dello sfilacciamento dell’opposizione.

Viderint consules.

***

Esaurita l’analisi politica, si passa al merito.

Occorre definire una strategia ben precisa.

Visto che la materia del contendere non c’è più, si potrebbe integrare la mozione.

Per esempio – forse – proponendo di sfiduciare il Sindaco perché una volta, da ragazza, è rientrata tardi a casa, ben oltre la Mezzanotte.

Incurante del fatto che la mamma potesse stare in pensiero.

E – di sicuro – questa potrebbe essere una ragione non meno rilevante di altre.

Venendo ai giorni nostri, si potrebbe proporre una integrazione tutta imperniata sul fatto che Maura Forte fa ingelosire da morire Gabriele Molinari e Giovanni Corgnati, che si sentono scavalcati quando lei va di qua e di là in Regione a parlare con gli Assessori, senza prima chiedere loro il permesso.

Ma – eventualmente – questa potrebbe essere una ragione di censura difficilmente radicabile nel Centrodestra ed anche tra i grillini.

E poi - forse e diciamo forse - finirebbe per fare scoprire, anche al volgo, certi altarini che invece è meglio siano dimenticati al più presto.

***

Invero, l'integrazione ci sta a fatica o forse proprio non ci sta.

Occorrerebbe ritirare la mozione e presentarne un’altra con le aggiunte.

Occasione, altresì, per correggere quella che c’è, magari rimuovendo dal testo, nella circostanza, gli errori che la rendendono irricevibile.

Perché i dotti che si sono applicati alla stesura del testo attuale non si sono accorti di avere fatto riferimento ad un certo articolo 58 di qualcosa, quando quell’articolo è stato abrogato da anni ed ora ce n’è un altro, il 53, che tratta quei casi.

Quindi, anche da un punto di vista tecnico, si vuole mandare a casa Maura Forte per – eventualmente – sostituirla con un Sindaco che, in caso di presentazione di mozioni di sfiducia nei proprio confronti, si rendesse disponibile ad aiutare gli estensori della mozione a non commettere errori ed a scriverla con conoscenza puntuale delle norme.

***

Ma la riunione non finisce così.

Ci si perita, naturalmente, di sapere quali possibilità di successo abbia, nel caso in cui giunga in aula, il documento.

E qui l’analisi politica si fa particolarmente sofisticata.

Dapprima, secondo derive  vagamente iettatorie.

Portiamola in aula lo stesso – dice qualcuno: anche se loro sono di più, può darsi che si registrino delle assenze, magari per malattia.

E va bene.

Poi, ci sono le possibili defezioni nel campo di Agramante.

Intanto – dice qualcuno – magari la vota anche Giordano Tosi perché non lo hanno fatto Assessore.

E, per lo stesso motivo, la potrebbe anche votare Remo Bassini.

I ragionamenti politici finiscono praticamente qui.

***

Si va a casa.

Non tutti.

Ci sono quelli che a casa ci sono sempre stati, cioè alla riunione non sono andati proprio: Gianni Marino, Marcello Trada, Stefano Pasquino (è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che Pasquino partecipi ad una riunione con Bobo, Piergiu, Perfy).

Chi vivrà, vedrà.

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