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09/09/2020 - Trinese - Pagine di Fede

TRINO, NEL GIORNO DELLA NATIVITA' DI MARIA, LA PRIMA "LANTERNA" E' PER MARIUCCIA MANTILARO - Nella Solennità che ricorda la nascita della Vergine, un 8 settembre che ha fatto memoria anche della "nascita al Cielo" dei nostri cari

Nella festa della Natività (8 settembre), Maria è invocata come colei che è la “Speranza e l’aurora di salvezza”, poiché se Cristo è il Sole, Maria è l’aurora che annuncia e rivela i primi bagliori di luce e irradia sul mondo la luce vera.






TRINO, NEL GIORNO DELLA NATIVITA' DI MARIA, LA PRIMA "LANTERNA" E' PER MARIUCCIA MANTILARO - Nella Solennità che ricorda la nascita della Vergine, un 8 settembre che ha fatto memoria anche della "nascita al Cielo" dei nostri cari


(marilisa frison) - “Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha predestinati”.

Dante sembra quasi parafrasare il versetto di San Paolo quando definisce Maria “termine fisso d’eterno Consiglio”.

Nella festa della Natività (8 settembre), Maria è invocata come colei che è la “Speranza e l’aurora di salvezza”, poiché se Cristo è il Sole, Maria è l’aurora che annuncia e rivela i primi bagliori di luce e irradia sul mondo la luce vera.

Questa festa è stata introdotta in Occidente da papa Sergio I nel solco della tradizione orientale.

A Trino partendo da lunedì 7 settembre si è solennizzato questo grande evento con un triduo a Maria, con la Santa messa alle ore 18, preceduta dal Santo Rosario alle 17,30, nella graziosa chiesetta della Divina Provvidenza, conosciuta per il luogo in cui si erge come chiesa del “Bric”.

Ieri nel giorno in cui ricorreva la Natività, la chiesetta era gremita; tant’è che il piazzale antistante è stato attrezzato con alcune sedie aggiuntive, per fare accomodare tutti i fedeli.

L’assemblea era attenta e con devozione ha seguito la bella funzione religiosa celebrata dal parroco don Patrizio Maggioni, coadiuvato da Gian Carlo Tione e animata dalla corale della chiesa di San Domenico; particolarmente toccante il momento della Comunione con il canto del “Magnificat”.

La chiesetta si presentava tirata a lucido, sempre molto ben tenuta e ben curata nei dettagli da Gavina Giuliano e Marilena Zecchin.

Al termine della celebrazione il sacerdote ha benedetto due ceste di rose rosse che sono state distribuite ai fedeli per suggellare la festa che, però, non si concludeva.

Infatti, alle 20,45, dopo il tramonto, preludio di una notte magica, il piazzale della chiesetta del “Bric” era interessato da un nutrito numero di persone e bambini per il tradizionale volo delle lanterne, per farle giungere in cielo ai propri cari.

Il parroco don Patrizio Maggioni, sempre presente (che tra l’altro per i diversi impegni non aveva ancora cenato) ha aperto l’evento dedicando la prima lanterna a Mariuccia Mantilaro, mancata qualche mese fa nel periodo Covid-19, in vita fu sempre molto presente nell’ambito religioso e aveva dedicato molto del suo tempo ai ragazzi.

Ogni persona presente è stata dotata di una lanterna bianca, mentre ai bambini è stata consegnata una lanterna di colore diverso in modo da renderla riconoscibile e poterla seguire con lo sguardo, la lanterna di don Pato era rossa per ricordare il fuoco vivo, lo Spirito Santo.

E dopo la benedizione del sacerdote, ognuno ha dato fuoco allo stoppino della propria lanterna facendo attenzione a non bruciare l’involucro.

Man mano che le lanterne si gonfiavano e si libravano in cielo, uno spettacolo emozionante, il cielo si era illuminato d’immenso, le preghiere sono sicuramente giunte a destinazione sotto il nostro sguardo e guidate da Maria, nel mentre Mariuccia Martinotti e don Pato intonavano dei canti.

Il volo delle lanterne è una rappresentazione fisica dei nostri pensieri positivi, della proiezione di amore e intenzioni creative che possono aiutare a migliorare la realtà che ci circonda.

Le lanterne sono state offerte da Gavina Giuliano e anche le spese dei vari lavori di manutenzione del luogo sacro sono sostenute dalla stessa e da altri volontari, ultimamente è stata illuminata la statua della Madonna che si trova nel giardino della chiesa, con un fascio di luce che parte dal basso verso l’alto.

Accompagna e completa questo servizio il video dell’evento descritto e arricchito con un’intervista a Gavina Giuliano.

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