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28/07/2020 - Vercelli Città - Enti Locali

SI PUO' FIRMARE PER TUTELARE IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI - Dicendo "no" all'impianto di Biogas ed a quello di pallets alla formaldeide - Vogliono "bombardare" Vercelli di rifiuti - Qualcuno ci sta vendendo?

I loro progetti: 200 mila tonnellate l'anno di rifiuti organici - 100 di rifiuti urbani, altre 100 mila di legno di scarto - Tutta roba portata da fuori con 10 mila camion, con tutto quello che segue -




SI PUO' FIRMARE PER TUTELARE IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI - Dicendo "no" all'impianto di Biogas ed a quello di pallets alla formaldeide - Vogliono "bombardare" Vercelli di rifiuti - Qualcuno ci sta vendendo?

Anche questa mattina in Piazza Cavour a Vercelli, il gazebo per la raccolta delle firme contro i progetti di violenza ambientale presentati da Iren Atena Asm e dai loro amici (Polioli Bionergy).

La raccolta proseguirà nei giorni di mercato, fino alla prossima settimana compresa.

Questa mattina non ha esitato a presentarsi per spiegare ai cittadini cosa ci sia dietro questi progetti, quale sia la “regia del rifiuto”, Roberto Scheda.

Altri aveva promesso di trattare con Iren tenendo “la schiena diritta”, ma i risultati non si vedono.

Il fondatore della Lista Civica Voltiamo Pagina (con lui i Consiglieri Paolo Campominosi e Andrea Conte, la Lista Civica SiAmoVercelli con Renata Torazzo, Piero Boccalatte e Gian Luca Borasio e altri Volontari. Sempre attivissimi anche i Comuni di Lignana, Asigliano Vercellese e Desana, che sono coinvolti esattamente come Vercelli) non usa perifrasi né mezzi termini, anche nel video che possiamo rivedere qui.


 

Cosa accade?

Accade che, per tutto l’anno 2018, una callida regìa ha concepito di portare a Vercelli 200 mila tonnellate l’anno di rifiuti, che Iren raccoglie in tutta la Pianura Padana.

Per portare tutta quella roba occorrono circa 10 mila camion e, basterebbe questo particolare, per dire che questo territorio è stato guardato come se fosse una vera e propria pattumiera.

Diecimila camion, con tutti i rischi sulla accresciuta pressione del traffico pesante e l’inquinamento ulteriore per le emissioni.

Ma perché portare a Vercelli tutta questa roba?

Vediamo di cosa si tratta.

“LETAMAIA” DI POLIOLI

E DEI LORO AMICI DI IREN E DELLA LEGA VALSESIANA

 

Biogas – Compost: la “letamaia” di Polioli.

Vercelli produce circa 20 mila tonnellate l’anno di Forsu, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

Che viene lavorata senza problemi negli stabilimenti di Cavaglià – Santià – San Nazzaro Sesia e negli altri posti a breve distanza, che non sono certamente né saturi, né in via di saturazione.

Allora, perché?

Semplicemente, perché è un business.

Si guadagna raccogliendo i rifiuti altrove, dove sono contenti di farseli fuori.

Si guadagna lavorando questa materia organica (in vernacolo: la sghingha, si chiama come il letame, da qui “letamaia”) perché ci sono i contributi per le energie alternative, la green economy (purchè a casa degli altri, cioè a Vercelli).

E’ un settore che, se non fosse assistito dai contributi pubblici, non raggiungerebbe l’equilibrio economico.

Percio: Iren assicura che porterà qui, per alimentare lo stabilimento, i rifiuti che raccoglie in giro.

Gli Imprenditori vicini alla Lega, Giacomo Bombardieri e Fabrizio Ferlin fanno lo stabilimento, ci guadagnano anche loro e vissero tutti felici e contenti.

Dove vogliono farlo lo stabilimento?

In area ex Polioli, a poche centinaia di metri da: Ospedale, Clinica Santa Rita, abitato di Vercelli e zona dove “La Serenissima” sta ultimando il centro di cottura dei pasti per lo stesso Nosocomio e le Scuole cittadine.

E l’odore di letame che esce da questi stabilimenti di biometano e compost?

Come quello che ogni tanti si avverte sa San Nazzaro Sesia?

Beh, quello se lo beccano i cittadini vercellesi.

Che sono noti (e quindi cinicamente scelti dai “registi”) per alcuni motivi.

Il primo è che sono noti in tutto il Piemonte perché pazienti.

Hanno sopportato per anni l’Inceneritore e la stessa Polioli.

Qui moriamo di cancro più che altrove, ma, almeno per ora, non abbiamo reagito più di tanto.

***

Il secondo motivo è che i nostri rappresentanti politici tendono a “venderci” senza farsi troppi scrupoli.

Altrimenti chiuderebbero la porta in faccia ad Iren, dicendo: la tua merda te la porti dove la raccogli.

Invece, vai a sapere com’è, come non è, sempre a flirtare con il colosso di cui è Amministratore delegato Massimiliano Bianco.

***

Forse si spiega anche così il motivo per cui l’opposizione a “letamaia” e “trucioli” è promossa soprattutto da Consiglieri Comunali che rappresentano liste civiche.

Sono indipendenti, non sono “condizionabili” né da Iren, né da qualche sua Partecipata collocata chissà dove, a Mondovì, piuttosto che a Roncofritto.

 

TRUCIOLI ALLA FORMALDEIDE E PALLETS

 

Qui l’asservimento del territorio ad Iren è stato ancora più totale, infido e volgare.

Per tutto il 2018 i boiardi di Massimiliano Bianco hanno trattato (negoziato) con un’Amministrazione sostanzialmente collaborativa.

Quella di oggi è almeno altrettanto, e forse più, disponibile.

Cosa vogliono fare?

Vogliono costruire, nei pressi della Motorizzazione Civile, attigua alla Centrale Multiraccolta2, una fabbrica che porti qui, sempre da tutta la Pianura Padana e sempre raccolte da Iren spa, 100 mila tonnellate l’anno (e così, con la letamaia, fanno 200 mila) di legno di scarto, intriso di formaldeide, notoriamente e sicuramente oncogena.

Vogliono tritare (da qui, trucioli) questo legno, per poi ricompattarlo in pallets che – dicono – vanno a ruba.

Il costo dell’investimento (40 milioni di euro) è a carico di Atena Asm, quindi, per il 40 per cento anche del socio di minoranza, Comune di Vercelli.

Bene.

Sono 16 milioni di euro con i quali, ad esempio, Asm potrebbe incominciare a pulire un po’ meglio la città, assumendo le persone necessarie.

Ma no: vogliamo fare gli industriali.

Perché?

Ma perché – ci spiegano i boiardi di Iren – così Atena Asm fa più utili ed anche il Comune ha più dividendi.

Quindi: il Comune, in nome degli utili e dei dividendi, dovrebbe accettare di umiliare i propri cittadini, facendo della città l’immondezzaio di Iren.

Ma i probemi non finiscono qui.

Perché le emissioni di fumi, potenzialmente dannosi alla salute, sono una cosa già sicura.

Tanto è vero che si dice: però, le conterremo entro i limiti di Legge.

Come se fosse una consolazione, sapere che ci saranno ulteriori emissioni sicuramente cancerogene, tuttavia contenute entro certi limiti.

Ma, soprattutto: chi controllerà che questi limiti saranno rispettati?

Controllerà la stessa Asm e “a campione”.

Controllato, controllore, “a campione”.

C’è qualcuno che si fida di Asm?

La domanda non è oziosa.

Davvero Andrea Corsaro e “compagni” (sono modi di dire) vogliono mettere in mano la salute dei loro concittadini, dei nostri figli ad un’azienda come Asm, a padroni come Iren?

Qualcuno dice, per tentare di giustificare: ma, che volete, ormai il Comune, in Atena Asm è in minoranza, non possiamo farci niente, comanda Iren.

Non è vero.

Lo Statuto dell’Azienda di Corso Palestro parla chiaro: per decidere di fare investimenti del genere, ci vuole il consenso anche del Socio di minoranza.

Perciò, Corsaro ed i suoi non accampino scuse: se l’impianto dei pallets si farà, sarà perché lo avranno voluto loro.

A tutto questo si può tentare di opporsi andando a firmare.

Poi, facendo sentire la voce dei cittadini vercellesi.

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