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19/03/2021 - Regione Piemonte - Pagine di Fede

QUANTE COSA HA DA DIRE SAN GIUSEPPE AGLI UOMINI ED ALLE DONNE DI OGNI TEMPO - Chi era Giuseppe? - Maria ci dà una risposta non convenzionale, che mette al centro l'amore

Tutti coloro che sono capaci di amore e dedizione devono poter sperare di non essere esclusi dal dono incommensurabile di sentirsi salutare, in una mattina come questa, con le parole: ”Buona festa del papà”.




QUANTE COSA HA DA DIRE SAN GIUSEPPE AGLI UOMINI ED ALLE DONNE DI OGNI TEMPO - Chi era Giuseppe? - Maria ci dà una risposta non convenzionale, che mette al centro l'amore

( guido gabotto )  - Quante cose ha ancora da dire, oggi, a noi tutti, San Giuseppe; questo uomo “giusto”, questo papà, questo padre di famiglia.

Poche cose può dirci con le parole.

Gli Evangelisti non gliene fanno dire una, di parola; nemmeno San Luca, quando ci parla del ritrovamento di Gesù tra i “dottori”.

Lui e Maria lo cercano per giorni, ma, quando lo trovano, lascia che sia la Mamma a parlare: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 

Così veniamo a sapere che è proprio la Madonna, la prima persona a chiamare Giuseppe in questo modo: padre.

E, se lo dice lei, c’è da crederle.

***

Dunque, chi è il padre?

Cos’è la famiglia?

Giuseppe e Maria hanno sempre avuto molto da dire agli uomini ed alle donne di ogni tempo: sono sempre stati ascoltati?

Noi, siamo capaci di ascoltarli?

***

Guardiamo quella famigliola.

E proviamo ad immaginarla senza nomi, soprattutto, senza “quei” nomi.

Sono due persone che riescono a restare insieme, superando un momento di rottura.

Lei rimane incinta non si sa di chi, quand’è promessa sposa di lui.

Ma, prima ancora che l’angelo gli rivelasse l’origine di quel concepimento, lui sa già che deve proteggerla dallo spirito del tempo.

Decide di mettersi contro tutto e tutti per non esporla allo scandalo.

Anche se lo fa “in segreto”: del resto, o si fa così, o non si ottiene il risultato.

Non l’avrebbe salvata dalla lapidazione con i proclami.

Perché, in quel tempo, l’adultera era lapidata e non se ne parlava più.

Quella era la legge.

Però, c’era un problema: i due si amavano; Giuseppe l’amava.

E, così, non ci pensa un minuto.

Non fa, ad esempio, come Ioiachim, di cui si parla nel Libro di Daniele, episodio di Susanna.

Susanna, per di più, accusata ingiustamente di adulterio da due luridi “vecchioni”.

Susanna lo ama e lui sta lì, non si oppone al processo sommario, alle convenzioni, fa il pesce in barile: se fosse per lui, la lascerebbe lapidare.

***

Da che parte bisogna stare, lo diche chiaramente il Vangelo di Matteo: ”Giuseppe, suo sposo, che era giusto”.

Giuseppe era giusto.

Sappiamo cosa questo voglia dire, ancora oggi, quando si parla, ad esempio, del “Giardino dei Giusti” in Israele.

Si parla di persone dalla moralità esemplare che si distinguono in atti di amore eroico, a beneficio dell’umanità.

Ma la legge non diceva un’altra cosa?

Non prescriveva la lapidazione?

Come si può essere “giusti” quando, deliberatamente, si viola la legge del tempo e degli uomini?

E’ una domanda che Giuseppe affida, da sempre, al cuore ed alla mente di uomini e donne di ogni tempo.

Lui ha deciso così e poi – ma solo dopo che lui aveva già deciso, aveva lasciato che fosse il suo cuore, che fosse l’amore, a dirigere i suoi passi – è arrivato un angelo a dirgli che era tutto a posto, che non stesse a preoccuparsi.

Sappiamo come andarono le cose.

***

(Matteo, 1,20) - “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”.

Secondo il giudizio degli uomini, secondo le convenzioni del tempo, non c’è molto di corretto in quella coppia che non si rassegna, né consegna alla legge.

Quella famiglia allo stato nascente mette al centro l’amore, la carità.

Ed anche questa è una cosa che Giuseppe e Maria dicono e ripetono da millenni: non c’è famiglia senza amore, ma è altresì vero che, se c’è l’amore, il modo per costituire una unione che assicuri la possibilità di costruire il microcosmo fondamentale della società, si trova.

Poi, la conferma: quel figlio viene da Dio.

Ed è vero.

Come non è meno vero – a noi pare – che non ci sia bambino che non sia voluto da Dio.

Anche quando non è voluto da noi.

Allora è tutto semplice?

Non sempre.

Giuseppe, con il suo esempio, è lì a dirci che l’amore sia più forte delle convenzioni, che il disegno di Dio debba essere sempre accettato ed attuato, anche se non è quello che noi avremmo immaginato.

Dio non perde l’abitudine di fare un po’ come gli pare, anche senza chiedere prima il nostro parere.

***

Dunque, una famiglia che – ancora oggi – qualcuno avrebbe definito “irregolare”, riceve il dono di una gravidanza imprevista, che tanti avrebbero considerato indesiderata.

***

Come verrà su quel ragazzo, con un padre che non è il suo padre naturale?

Si può essere padre senza essere padre biologico, in una famiglia irregolare?

Si può essere utili alla crescita di una persona umana, accudita in una unione familiare che non abbia altro certificato di regolarità, di "conformità", se non quello dell’amore tra due persone?

***

Chi è Giuseppe?

Non è il padre biologico del bambino.

Ma quel bambino può venire alla luce, crescere, ricevere un’educazione in una ambiente dove regna l’amore, grazie a lui.

Maria non ha generato con lui quel così unico Figlio, ma lui se ne prende cura.

In modo serio, credibile, con una dedizione che gli fa affrontare disagi e persino avventurose trasferte in Egitto.

***

Insomma, Giuseppe si fa in quattro per la sua famiglia.

Perché lo fa?

Perché obbedisce alla legge dell’amore.

***

Chi è Giuseppe?

La risposta, come abbiamo visto, la dà Maria: ”tuo padre ed io ti cercavamo”.

Maria sembra dire agli uomini ed alle donne di ogni tempo che il nome di papà, di padre di famiglia, si può portare quando ci sono amore e dedizione.

Tutti coloro che sono capaci di amore e dedizione devono poter sperare di non essere esclusi dal dono incommensurabile di sentirsi salutare, in una mattina come questa, con le parole: ”Buona festa del papà”.

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