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21/06/2018 - Vercelli Città - Politica

PISCINE CHIUSE A PESO D'ORO - La Lega non fa sconti: dignità per la città - E sulla sicurezza nessuno bari: a bordo vasca sempre due Bagnini

Città umiliata dalla scelta violenta del "Coperchio" al Centro Nuoto




PISCINE CHIUSE A PESO D'ORO - La Lega non fa sconti: dignità per la città - E sulla sicurezza nessuno bari: a bordo vasca sempre due Bagnini
Mercoledì 20 giugno 2018, flash mob della Lega davanti alla piscine Enal di Vercelli in Via Tasso -

Un flash mob – ieri sera, 20 giugno, davanti al cancello chiuso della piscina Enal di Vercelli, in Via Tasso - che mette in luce tutta la disperata inadeguatezza della Giunta Comunale ad occuparsi di sport ed impianti sportivi.

Riescono persino a fare una gara discutibile (si veda in altro servizio) per l’assegnazione di campetti di calcio di periferia.

Discutibile ed opaca.

Poi l’ostinazione arrogante e beffarda con la quale hanno violentato la città, deturpando per almeno 30 anni il mondo del nuoto.

Quel “coperchio” sulla vasca esterna di Via Baratto che sottrarrà Utenza per decenni a qualsiasi altra struttura valida che le future, si spera, più serie, Amministrazioni volessero mettere in cantiere.

Perché il “coperchio”, dove non trova posto nemmeno una vasca piccola per disabili e bambini, comunque sarà un collettore di (pochi) Utenti.

Ma la sottrazione anche di quei pochi Utenti renderà complicato trovare l’equilibrio economico per qualsiasi altra struttura.

Salvo, ad un certo punto, chiuderlo.

E allora si sarà buttato un milione e mezzo di euro per non nuotare.

La beffa alla città deriva anche dal fatto che la Giunta non avrebbe avuto la maggioranza in Consiglio Comunale, il 3 aprile 2017, per fare passare l’operazione.

Se un Consigliere (allora) di Opposizione non fosse stato inopinatamente assente: Adriano Brusco.

Già candidato Sindaco per il Movimento5Stelle, il grillino dall’assenza facile (allora: oggi è sano come un pesce e di questo siamo tutti contenti) accusò i noiosi sintomi di una virosi intestinale.

E la minoranza non ebbe i numeri (uno) per bloccare lo scempio.

Che, in certo modo ed allusivamente, consegna così se stesso all’ iperbolica idea di una cagata.

Nemmeno il Santo Padre sarebbe riuscito a trovare argomenti idonei a penetrare le cervici degli attuali estemporanei reggitori della Cosa Pubblica, adducendo ragionamenti comunque articolati per prendere altre e più ragionevoli strade.

E se non ce la farebbe il Santo Padre, figuriamoci noi.

Non trova udienza nemmeno la considerazione evidente che sotto il “coperchio” non potrà esercitarsi nessuna forma di attività agonistica (Vercelli Città Europea dello Sport per i gonzi che ci credono) in quanto non ci sono tribune: non c’è posto (dall’attuale progettazione) nemmeno per una, telescopica.

Se poi, addirittura, fosse vero che le dimensioni della vasca fossero diverse e minori di quelle canoniche (25 x 12,50 metri) allora bisognerebbe davvero incatenarsi davanti al cantiere per impedire lo scempio nello scempio.

***

Ciò che spaventa nell’improntitudine con cui si è affrontato l’argomento è che non ci sia il minimo spazio per l’ascolto della città.

Perché nella mente di qualcuno può esistere che una decisione del genere, che riverbera effetti per decenni, possa essere presa da 15 Consiglieri Comunali contro il resto del mondo.

Contro coloro che chiedevano solo di decidere dopo che si fosse proceduto ad un serio studio di fattibilità su come impiegare tutti gli impianti natatori cittadini, secondo una logica di sistema ed individuando una politica dell’offerta che avesse un capo ed una coda, articolata per obbiettivi.

Il problema, dunque, va oltre il vantaggio numerico di uno, portato da virus intestinale lamentato da Adriano Brusco in quel 3 aprile 2017.

Il problema è che un investimento sul futuro non può essere sequestrato alla città, consegnandolo alla logica di 15 persone.

***

La stessa incapacità di progettare e di prevedere fa trovare ancora oggi, 21 giugno, primo giorno d’Estate e con la temperatura di oltre 30 gradi, i vercellesi senza una vasca (non una piscina: una vasca) dove fare il bagno.

Ogni anno l’apertura dell’Enal è un feuilleton.

Narra le gesta di incapaci che – come buffe caricature di parodistici Indiana Jones della Pubblica Amministrazioneaffrontano la giungla delle loro contorsioni cerebrali ed infine, a suon di migliaia di euro, qualcosa finiscono per aprire.

Quali sono i costi diretti ed indiretti, sociali, di questa Amministrazione?

Lo toccano con mano i cittadini.

Lo dice, a proposito della piscina Enal, ieri sera la Lega, con i suoi esponenti.

Alcuni militanti con il Capogruppo in Consiglio Comunale Alessandro Stecco ed il Vice Segretario Giancarlo Locarni.

Per sessanta giorni di apertura estiva il Comune sosterrà un costo di 30 mila euro (IVA compresa, ma il Comune non scarica l’IVA) che sarà il sostegno finanziario al conto economico del Gestore.

Inoltre – prima volta nella storia dell’Enal – il Comune pagherà anche acqua ed energia elettrica: sono almeno altri 7.500 euro.

Qundi in totale 37.500 euro per sessanta giorni (se tutto va bene, se non piove mai) di apertura di una vasca.

E’ un record mondiale.

Una cosa così a Vercelli non si era mai vista.

Sono più di 600 euro al giorno che il Comune spende per consentire solo a quei cittadini che andranno all’Enal di fare il bagno.

Anche se l’affluenza media (ed è difficile) fosse di 100 persone al giorno, si tratterebbe di 6 euro a persona.

Persone che pagheranno, però, un biglietto di 8 – 11 euro.

Una cosa, la Lega l’assicura: con condizioni economiche di così grande vantaggio per il gestore, si pretenderà che sia rispettata ogni norma di legge, in particolare quella che prevede la presenza di due bagnini costantemente a bordo vasca.

Se – dopo che il Comune sostiene costi pazzeschi – qualcuno pensasse di fare il furbo mettendo un bagnino solo, troverebbe la vigilanza della Lega.

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI


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