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18/10/2010 - Saluggia e Livorno - Società e Costume

LIVORNO FERRARIS - CRISI E PROSPETTIVE, LA PAROLA AI COMMERCIANTI

Il punto sulla situazione del commercio livornese visto dai diretti interessati




LIVORNO FERRARIS - CRISI E PROSPETTIVE, LA PAROLA AI COMMERCIANTI
Actis Dana Anna, presidente Ascom Livorno

(Renzo Masoero) Quante parole sono state spese sul commercio, sui piccoli commercianti, sulla crisi, sul futuro di questa categoria. Andiamo a vedere cosa ne pensano i diretti interessati, i commercianti di Livorno Ferraris, che rappresenta il tipico esempio di comune medio grande della nostra Provincia, dove non c’è il rischio di desertificazione dei negozi ma i negozi stessi sono molti meno di anni fa,  un paese dove non ci sono grandi centri commerciali ma che si trova a 30 km da Vercelli, 40 km da Torino, 40 km da Biella e 35 km da Casale, in una situazione certamente strategica geograficamente ma dove il cittadino raggiunge con estrema facilità i grandi centri, penalizzando così quasi naturalmente il commercio locale.  Livorno non ha un vero e proprio centro con i negozi perché questi si sviluppano  nel centro storico, ma anche per esempio nella zona della Stazione Ferroviaria, dove ci sono molti palazzi e vive una parte consistente dei residenti, questo penalizza un po’ anche sotto un profilo logistico perché spesso nei paesi come questo la via e la piazza principale raccolgono praticamente tutto il piccolo commercio. Abbiamo sentito i pareri di Actis Dana Maria, presidente dell’Associazione Commercianti livornese e titolare del Mirage Cafè di Viale IV Novembre, di Lucia Volpe della Panetteria Mazzoni di Piazza Galileo Ferraris, di Antonino Corrado del Chocolate Cafè di Via Galileo Ferraris e di Mario Giuliano della Tabaccheria Giulianot di Via Galileo Ferraris. A tutti abbiamo chiesto se risentono della crisi e della situazione del commercio livornese, inoltre le prospettive future e le iniziative che potrebbero essere intraprese per affrontare questo momento particolare. “Ci arrampichiamo sui muri – ci dice Actis Dana Maria – perché la crisi si sente, le persone spendono meno ma non rinunciano al caffè. Noi abbiamo una clientela fatta soprattutto di operai e pensionati, inoltre c’è sempre meno passaggio, anni fa c’erano l’ospedale e la casa di riposo che ad esempio garantivano maggiori passaggi , così come c’erano le industrie che giravano mentre ora hanno licenziato o sono comunque in difficoltà. Inoltre le tasse da pagare sono sempre molte.  Purtroppo i commercianti di Livorno non sono nemmeno troppo uniti, o perlomeno forse lo sono solo di facciata. A me piacerebbe potessimo guardarci in faccia con un grande sorriso, mentre invece si tende a rubarsi un cliente da uno all’altro. Certamente ci fosse un maggior benessere generale ci sarebbe più lavoro per tutti e forse ci sarebbe anche meno astio. Con questo a me Livorno piace e da Livorno ho avuto tante soddisfazioni, credo che comunque che il paese debba riacquistare sicurezza, tra di noi c’è un forte senso di sfiducia. Ora che il Comune è commissariato ci viene anche a mancare una parte importante, l’interlocuzione con l’amministrazione pubblica”. Da un bar ad una panetteria della piazza centrale, Lucia Volpe ci dice: “La crisi si sente, soprattutto nell’ultima settimana del mese quando la gente ha meno soldi. Si lavora meno rispetto agli anni passati, la crisi e la presenza di tanti centri commerciali vicini certamente ci penalizzano. Per affrontare questo momento facciamo attenzione alle offerte, cerchiamo di puntare sulla qualità del prodotto e sulla gentilezza, sul contatto umano con il cliente che si cerca di fidelizzare. Penso che le cose potrebbero migliorare con un passaggio maggiore di gente nel paese, forse anche rivedere la viabilità del centro consentirebbe passaggi più frequenti. A questo dobbiamo aggiungere che molte persone livornesi lavorano fuori e quindi spesso comprano dove lavorano, comunque dobbiamo sempre inventarci qualcosa per restare a galla”. Sentiamo ora la voce di Mario Giuliano, titolare di quello che è  forse l’unico esercizio commerciale a investire fortemente anche in questi anni difficili: “Si, noi abbiamo investito per cercare di restare al passo con i tempi, abbiamo anche creati due nuovi posti di lavoro. Penso che anche in tempi di crisi la professionalità e la qualità facciano la differenza, ma anche garantire un servizio costante tenendo aperti il più possibile, avere sempre tanta tipologia di merce, perché il cliente è cambiato e se vuole una cosa ti deve trovare aperto, il prodotto glie lo devi dare subito, di qualità e a prezzi competitivi. Il commercio nei nostri paesi lo dovremmo fare tutti insieme, senza invidie l’uno con l’altro perché se uno viene qui a prendere un caffè poi magari compra il giornale e poi vede scarpe o vestiti, se trovano chiuso non vengono e vanno dalla concorrenza o in altri paesi. Noi riusciamo ad attirare clientela anche da fuori Livorno proprio puntando su queste cose. Certamente una viabilità migliore del centro aiuterebbe ad avere un maggior passaggio di gente e ne guadagneremmo tutti, anche un controllo maggiore sulla pulizia dei portici per esempio ed un controllo preventivo più che repressivo dei parcheggi, specie nel giorno di mercato”. E per finire un altro barista, Antonino Corrado, “Tony” per tutti, lui non è livornese ma ha voluto investire in paese: “La crisi si sente, perché la gente spende qualcosa meno, ma gira ancora. Io penso si potrebbe fare qualcosa di meglio a livello organizzativo, nel pensare le iniziative comuni dei commercianti. Le manifestazioni fatte spesso non hanno coinvolto tutti gli esercenti e tutte le zone, in quanto magari facendole nelle piazze hanno di fatto lasciato fuori parte dei negozi. Credo sia importante anche la collaborazione con l’amministrazione comunale. Io spero che la prossima possa riproporre le iniziative che si erano create negli ultimi anni, cercando di migliorarle ancora, soprattutto attraverso il coinvolgimento di tutti, proprio per consentire ai cittadini che partecipano di vedere i negozi, i prodotti e la loro qualità. Io ho investito a Livorno e sono contento perché la gente ha risposto, mi trovo bene e non ho mai avuto particolari problemi”. Crisi, viabilità, iniziative, maggiore unità della categoria, questi sono i messaggi emersi da questo mini sondaggio, prossimamente daremo voce ai clienti, le loro esigenze e il giudizio sulla qualità dei servizi offerti.

Lucia Volpe
Lucia Volpe
Antonino Corrado
Antonino Corrado
Mario Giuliano
Mario Giuliano


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