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01/08/2020 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 2 agosto 2020 - "Cinque pani e due pesci" - Commento alle Letture delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI P. ALBERTO MAGGI

Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?




IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di Domenica 2 agosto 2020 - "Cinque pani e due pesci" - Commento alle Letture delle Suore Carmelitane di Biella - VIDEO OMELIA DI P. ALBERTO MAGGI
Bartolomeo Litterini - XVII - XVIII Sec. - La moltiplilcazione dei pani e dei pesci -


Dal Libro del Profeta Isaia, Cap. 55, 1  -3

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide».

Dal Salmo 144

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, Cap. 8, 35. 37 - 39

Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Dal Vangelo secondo San Matteo, Cap. 14, 13 - 21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

***

UN PENSIERO DALLE SUORE CARMELITANE

DEL CONVENTO MATER CARMELI DI BIELLA 

***

XVIII Domenica del Tempo Ordinario

Per una economia di comunione

(Is 55,1-3; Sal 144; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21)

Si può avere Gesù accanto e non riconoscerlo come Figlio di Dio. Si può vivere con lui giornate intere, come i discepoli, assistere a miracoli e prodigi e poi ricadere nell’incredulità alla prima difficoltà. 

La nostra umanità è fatta così: siamo fragili di testa e di cuore! Siamo anche lenti nel ricordare le cose belle che Dio realizza con noi nella nostra vita e nella vita del mondo, siamo più rapidi e propensi ad elencare il negativo e le difficoltà.

I discepoli seguono Gesù sulla barca, Lui vuole prendersi uno stacco di tempo da dedicare alla preghiera e alla solitudine; dopo l’attraversata, però, vede la folla che lo ha seguito a piedi sulle sponde del lago. 

Il suo cuore è “vero” e allora sente compassione. Scende dalla barca e rinuncia alla sua solitudine perché la compassione lo ha messo in sintonia con i bisogni della gente. Comincia a guarire i malati. Il suo sguardo di amore non può sopportare di vedere soffrire i suoi fratelli.

Dove sono in questo momento i discepoli? Dove siamo noi quando Dio compie miracoli nella nostra vita e nella vita del mondo? Il miracolo non è il fatto eclatante: visioni e segni prodigiosi. Miracolo è l’amore in atto nella nostra vita e nella vita del mondo. 

Una creazione che continua nonostante il dilagare del Covid, una forza vitale che neanche gli scontri e le polemiche sempre pronte ad esplodere nel mondo politico e sociale possono spegnere. 

Eppure noi come i discepoli non vediamo. Viviamo in superficie. E quando si affacciano complicazioni da risolvere ci viene facile volerci subito lavare le mani: “Signore, mandali a casa loro; sciogli le fila. Non possiamo noi dare da mangiare a tanta gente!”.

La differenza sta nello sguardo: Gesù guarda la gente, vede uomini e donne con un nome e una storia e ha compassione. I discepoli guardano la gente e vedono volti anonimi e un potenziale problema da risolvere.

Il Vangelo di oggi è una bella sfida da cogliere! Su quale sponda del lago vogliamo stare? Sulla sponda della condivisione e della fantasia creativa oppure su quella dell’“abbiamo solo cinque pani e due pesci, e bastano appena per noi ...”? Guarire dei malati è forse da meno che moltiplicare pani e pesci? E allora come mai i discepoli non chiedono al Maestro di sfamare la folla, di aiutare queste persone?

La compassione in loro non ha fatto breccia. Gesù allora li stimola: “voi stessi date loro da mangiare!”. Gesù moltiplica il poco che avevano i discepoli e dice a loro di distribuire il cibo. Dio non si sostituisce a noi: Lui ci è accanto, il “miracolo” è opera sua, ma il pane, il pesce, la fatica quotidiana è nostra ed è nostra anche la fatica del distribuire questo pane e questo pesce. 

Gesù moltiplica e noi chi siamo per trattenere? Gesù moltiplica sulla base delle nostre poche forze: chi siamo noi per deprimerci e pensare che la nostra vita non vale perché fatta solo di pochi pani e due pesci olezzanti?

Compassione, moltiplicazione, donazione: la nostra vita si fa dono e nasce una economia di comunione che prevede non solo il sostentamento nell’emergenza, ma anche l’avanzo di dodici ceste piene per affrontare le giornate a venire.

Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli - Biella Chiavazza              2/08/2020                                           

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