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04/08/2015 - Torino - La Posta

INCREDIBILE, MA VERO - Cristina Canziani fatta scendere dal treno - Paga (ed esibisce) il biglietto, ma a Trenitalia non risulta - Ad attenderla una forza di cinque militari che aspettavano una "Signora agitata" - Il web insorge

a Cristina Canziani arriverà a casa un verbale con i famosi 134 euro da sborsare.




INCREDIBILE, MA VERO -  Cristina Canziani fatta scendere dal treno - Paga (ed esibisce) il biglietto, ma a Trenitalia non risulta - Ad attenderla una forza di cinque militari che aspettavano una "Signora agitata" - Il web insorge
Cristina Canziani con Grace

Egregio Direttore,

ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO QUATTRO AGENTI DELLA POLFER, TRE ALPINI DELLA PROTEZIONE CIVILE IN MIMETICA E DUE CONTROLLORI DI TRENITALIA HANNO NEUTRALIZZATO DUE PERICOLOSISSIME TERRORISTE. ECCO LE LORO FOTO.
La prima presunta terrorista si chiama Cristina Canziani ed è una sedicente pianista triestina che millanta di avere fondato la Camerata Ducale, la seconda è una all'apparenza innocua, ma in realtà terribile golden retriever di un anno. Osservate il ghigno feroce di entrambe e gli occhi iniettati di sangue. Fortunatamente sono state messe nella condizione di non nuocere.

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E' il senso dell'avventura toccata giovedì scorso alla  musicista triestina, ma vercellese di adozione Cristina Canziani: la moglie di Guido Rimonda l'ha raccontata questa mattina in una lettera pubblicata sulle cronache nazionali della Stampa.

Avendo parlato con Cristina ve la riassumo qui, aggiungendo qualche particolare che ha dell'incredibile. Tanto per rendere chiaro un concetto semplice: se tu (straniero o italiano che sia) viaggi a sbafo, ma sei minaccioso o arrogante, quasi sempre la fai franca. Se invece hai pagato, e profumatamente, un biglietto, ma, per un errore di Trenitalia non risulta, rischi una super multa e sfiori la galera. Ecco la ricostruzione dei fatti.

La disavventura di Cristina Canziani incomincia verso mezzogiorno di giovedì 30 luglio quando si reco alla stazione centrale di Trieste per prenotare un posto per lei e per Grace sul Freccia Bianca che deve riportarli a Torino perché il 1° Cristina deve suonare in Sant'Andrea con la Ducale nel tradizionale concerto di Sant'Eusebio, e ci sono le prove.

Di solito la cofondatrice della Ducale prenota on line, ma il sito di Trenitalia non prevede la prenotazione per i cani. Dunque si reca di persona alla stazione dove esamina, con una bigliettaia, la disponibilità di tutti i Freccia Bianca in partenza pomeriggio da Venezia. La bigliettaia le consegna tre tagliandi pinzandoli tutti assieme: due erano i biglietti, suo e del cane, per il regionale Trieste-Venezia, il terzo quello cumulativo sul Freccia Bianca in partenza da Venezia alle 17,22.
Che fosse un tragitto nato male Cristina Canziani incomincia ad intuirlo sul Trieste - Venezia, quando un controllore le dive che, avendo con lei Grace (con tanto di museruola, libretto veterinario, ricevute delle vaccinazioni), avrebbe dovuto fare il viaggio nel vestibolo: cioè poco meno di due ore nello spazio tra un vagone l'altro senza aria condizionata con 35 gradi di temperatura esterna.

Alla sua osservazioe che il cane aveva pagato il biglietto (6 euro e 45), quel controllore non ha più comunque banfato.

I problemi sarebbero arrivati ben dopo.
Cristina Canziani e il cane salgono infatti sul Freccia Bianca, a Venezia e o dopo un quarto d'ora arriva il controllore. Guarda il biglietto e le dice: "Signora, ma qui c'è scritto che il vostro viaggio è prenotato per il 5 agosto.

Deve ripagare il biglietto (84 euro!) più la multa di 50". In totale, la rinomata pianista dovuto sborsare 134 euro in più, pur avendone già pagati 103,30 poco più di cinque ore prima alla stazione di Trieste, e tutto per un errore della bigliettaia, che aveva caricato la prenotazione sulla settimana successiva.
Un errore di Trentalia, chiaro a tutti compresi gli altri passeggeri (tra i quali un avvocato) che hanno incominciato ad inveire nei confronti del controllore quando costui ha detto alla Canziani: "O mi consegna un documento in modo che io possa farle il verbale e la multa, o scende dal treno".

Spalleggiata da tutti gli altri viaggiatori, la donna gli ha risposto: "Io non scendo dal treno né ne consegno i miei documenti perché possiate farmi una multa. Ha sbagliato una vostra dipendente, cosa che voi potete appurare facilmente telefonando alla stazione di Trieste".

Ma il controllore non ha voluto sentire ragioni e, per farsi forza, visto che aveva tutti i passeggeri contro, è andato a chiamare un collega. Per tutto il resto del tragitto, i due hanno, anziché controllate i biglietti dei passeggeri che continuavano a salire, hanno continuato ad imporre a Cristina di scendere dal treno alla stazione successiva o di pagare di nuovo il biglietto e la multa. Invano,l'avvocato e gli altri viaggiatori hanno cercato di ricondurli al buonsenso: "Lasciate stare questa donna, che ha pagato regolarmente i biglietto, a differenza tanti altri che, ogni giorno, ne sono sprovvisti, e voi fate finta di niente".
Non c'è stato verso.

Ancora a Brescia, i due testardi controllori mi hanno detto alla concertista

"A Milano troverà ad attenderla la polizia".

Difatti, alla Centrale sono saliti quattro agenti della Polfer, con tre alpini della Protezione civile che sono rimasti sulla pensilina in appoggio.

Uno schieramento acconcio per affrontare Al Baghdadi e i suoi tagliagole. Sono saliti e hanno subito detto: "Dov'è la signora agitata?".

La Canziani ha dedotto che dovevano avercela con lei e, tra il divertito e il preoccupato, ha chiesto loro se di solito si muovono in sette per dirimere una controversia su un biglietto. Un imbarazzato e sincero poliziotto le mi ha risposto: "Sa, noi abbiamo ricevuto una telefonata che ci diceva che sul treno c'era una donna agitata e alcuni passeggeri che volevano sfasciare tutto".
Ci sarebbe quasi quasi da denunciare i due controllori per procurato allarme. Di una cosa siamo comunque certi: che a Cristina Canziani arriverà a casa un verbale con i famosi 134 euro da sborsare.

Non lo faccia, tutte le persone di buonsenso sono con lei; ingaggi un avvocato e si faccia piuttosto pagare i danni da Trenitalia per il trattamento indecoroso che le è stato riservato.

 Enrico Demaria

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