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16/07/2020 - Vercelli Città - Enti Locali

IL PROBLEMA E' UNO: I VERCELLESI VOGLIONO ESSERE PRONI E SUPINI NELL'ACCETTARE 200 MILA TONNELLATE DI RIFIUTI? - Il Comitato "no pallets" si presenta e parla chiaro - Illusi gli apprendisti stregoni che barattano la salute con gli utili -

Si è presentato oggi agli Organi di Informazione anche il Comitato “No Trucioli”, cioè il movimento civico che si oppone alla realizzazione dell’impianto di trattamento del legno di scarto, per triturarlo (appunto in trucioli) e poi ricondizionarlo e ricompattarlo in pallets.






IL PROBLEMA E' UNO: I VERCELLESI VOGLIONO ESSERE PRONI E SUPINI NELL'ACCETTARE 200 MILA TONNELLATE DI RIFIUTI? - Il Comitato "no pallets" si presenta e parla chiaro - Illusi gli apprendisti stregoni che barattano la salute con gli  utili -


Si è presentato oggi agli Organi di Informazione anche il Comitato “No Trucioli”, cioè il movimento civico che si oppone alla realizzazione dell’impianto di trattamento del legno di scarto intriso di formaldeide, per triturarlo (appunto in trucioli) e poi ricondizionarlo e ricompattarlo in pallets.

– leggi qui il progetto trucioli presentato da Atena Asm alla Provincia -


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L’idea è, tanto per cambiare, di Iren spa, che l’ha inculcata prima alla precedente Amministrazione Comunale di Maura Forte, poi anche nei nuovi.

Che, a ben guardare, coccolano Corso Svizzera (la sede di Iren a Torino) anche più di quelli di prima.

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LA DOLCEZZA DI IREN: A NOI GLI SCARTI INQUINANTI,

A TORINO I SOLDI

Iren è dolce: i legnami industriali di scarto, intrisi di formaldeide, li raccoglie un po’ in tutta la Pianura Padana.

Sono 105 mila tonnellate l’anno.

Poi ce li porta qui a Vercelli, in area vicina alla Motorizzazione Civile, a fianco del Centro Multiraccolta 2.

Ma non tira fuori tutti i soldi che servono per l’investimento.

Li fa tirare fuori ad Atena Asm, che per il 40 per cento è ancora del Comune di Vercelli.

Cioè: i cittadini di Vercelli tirano fuori il 40 per cento di 30 milioni che è il costo dell’investimento.

Iren si libera dei rifiuti che raccoglie (guadagnandoci).

A Vercelli restano i fumi inquinanti.

Che – come fa rilevare oggi Renata Torazzo – sono, secondo loro, nei limiti della norma.

Ma, appunto, ci sono. 

Ed ha buon gioco ad ironizzare, a questo punto, Pier Luigi Bruni, attentissimo Presidente della Famija Varsleisa: vorrà dire che moriremo di un cancro a norma di Legge. 

Si può capire che Iren se ne freghi dei rischi che correrebbero i vercellesi con le emissioni inquinanti di questo impianto. 

Si capisce molto meno che certi vercellesi sembra abbiano più a cuore le finanze di Iren che la salute dei nostri (e anche dei loro) figli.

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IL VIDEO CON I PROTAGONISTI

 

Il filmato che riporta la sintesi degli interventi di Roberto Scheda, Paolo Campominosi (Voltiamo Pagina), Piero Boccalatte, e Tommaso Bertani (SiAmoVercelli) è molto eloquente.

Sono pochi minuti, i protagonisti hanno saputo mettere in campo il dono della sintesi.

Sono voci di persone pulite e competenti, merita sentirle.

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Ma perché – la domanda ricorre più volte nel corso della riunione – il Comune di Vercelli asseconda una scempiaggine simile?

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DUE MITI (EQUIVOCI) DA SFATARE

Il primo equivoco messo artatamente in campo è: il Comune, purtroppo, non può farci molto, perché ormai è in minoranza (appunto 40 contro 60 di Iren) nel Capitale di Atena Asm.

Non contiamo un bel tubo di niente.

Boccalatte e Bertani sono chiari: non è vero.

Certe decisioni, come appunto queste di carattere straordinario, possono essere adottate solo con il consenso di entrambi i Soci.

Quindi, se Andrea Corsaro con la sua maggioranza ci sta, è perché lo vuole.

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Il secondo equivoco, invece, fa proprio ridere.

Perché anche gli ultimi arrivati come, ad esempio, Angelo d’Addesio, Daniele Baglione, Antonio Prencipe, che sono lì da ottobre scorso, si credono già industriali, capitalisti epigoni di un Jeff Bezos.

Sapete – dicono – quanti begli utili farà questo stabilimento!

Come ci guadagneremo.

Quanti dividendi si pupperà il Comune di Vercelli.

Ebbene – all’unisono i fondatori del Comitato “no trucioli” – sono chiari.

Non c’è uno straccio di business plan che autorizzi a pensare, al momento, a utili e dividendi e nemmeno, in generale, alla sostenibilità economica dell’iniziativa.

Si sa che il Comune di Vercelli si accolla un rischio industriale per fare piacere ai boiardi di Iren.

I quali poi, come hanno buttato nel cestino persino Maura Forte, che ha loro spianato strade ed autostrade, non ci penseranno due secondi a buttare a mare anche i nuovi, quando saranno vecchi.

Ma, soprattutto, la storia degli utili è già stata smascherata con il bilancio di Atena Asm del 2019 come si legge in particolare nella Assemblea dei Soci, verbalizzata ed allegata al bilancio

– leggilo qui integrale –

quando il Socio Iren ha proposto di non distribuire gli utili per quest’anno, proprio perché bisogna mettere da parte i soldi per costruire l’impianto dei pallet.

Quest’anno ci hanno provato e i prossimi (anche per i motivi che vedremo in un prossimo articolo, ritenteranno).

E’ altra acqua al mulino per l’idea di liberarsi del tutto, da parte del Comune, delle azioni di Atena Asm.

Non servono, non renderanno, in prospettiva non varranno più niente.

Già adesso, se si mettessero sul mercato (anche dopo la gara gas, con qualsiasi esito avesse) non si sa come potrebbe andare a finire.

Adesso valgono ancora poco meno di 50 milioni di euro, man mano che passa il tempo resteranno scritti sul ghiaccio.

Ma le soluzioni ci sono: e ci saranno articoli ad illustrarle.

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Molto netti gli interventi di Roberto Scheda e Paolo Campominosi.

Il fondatore di Voltiamo Pagina dice: i vercellesi vogliono essere proni e supini di fronte alla prospettiva di ricevere qui oltre 200 mila tonnellate di rifiuti organici ogni anno?

Duecentomila: 100 per la letamaia di Giacomo Bombardieri e della Lega Valsesiana e 100 per il legno di scarto di Iren e degli amici di Iren.

Che non possono essere amici di Vercelli.

E così Paolo Campominosi suggerisce un’ulteriore chiave di lettura.

L’impianto dei pallets prevede l’emissione di fumi inquinanti.

Se va tutto bene, sono inquinanti in misura non superiore a quanto la Legge tollera.

Ma chi controlla le emissioni?

Forse l’Arpa?

Ma no!

Il progetto presentato da Atena Asm prevede che se li controllino da soli e a campione.

Ma di un’azienda che non rende pubblico nemmeno il nome di chi la amministra, possiamo aspettarci trasparenza e verità?

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PERCHE’ PARLANO LE LISTE CIVICHE?

Il Lettore avrà notato che, nei fatti, non nella parole, la difesa dei diritti dei cittadini vercellesi è promossa e coerentemente sostenuta da esponenti di Liste Civiche.

I partiti, latitanti.

Una difesa dei diritti economici del Comune e quindi dei cittadini.

Una difesa della tutela ambientale, quindi della salute dei cittadini.

Una difesa, infine, della salute in senso diretto (rispetto alle emissioni, ai gas di scarico delle migliaia di camion che porterebbero le 200 mila tonnellate di rifiuti) con riguardo ai pericoli che l’impianto dei pallets – trucioli e quello del biogas – letamaia presentano.

E’ normale chiedersi perché.

Il motivo potrebbe essere molto semplice.

Perché – lo abbiamo accennato poco sopra – Iren sa come farsi amici i rappresentanti dei partiti tradizionali.

Di destra, di centro, di sinistra; non esclusa la Lega.

Incomincia da Torino, poi scende per li rami.

I capi decidono e, tra i sottoposti speranzosi in carriere, o comunque troppo piccoli per contrapporsi ai capataz, si incomincia a cedere.

Gli sguardi si abbassano, le schiene si flettono, le coscienze vengono a patti con se stesse.

***

Per ora, invece, le Liste Civiche tengono duro.

Speriamo ancora a lungo, perché la strada non è breve.

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