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20/09/2011 - Casale e Monferrato - Pagine di Fede

CASALE MONFERRATO - A Porta Milano, con Don Gervasio Fornara, in attesa del messaggio mensile da Medjugorje

Domenica 25 settembre alle ore 21, appuntamento diretto dal Parroco del Valentino Don Gervasio Fornara




CASALE MONFERRATO - A Porta Milano, con Don Gervasio Fornara, in attesa del messaggio mensile da Medjugorje
Don Gervasio

Domenica 25 settembre alle ore 21  presso la chiesa di Porta Milano il Parroco del Valentino Don Gervasio  Fornara, missionario salesiano per più di 40 anni in Colombia, presiederà il periodico incontro collegato all’arrivo del messaggio mensile da Medjugorje officiando la Santa Messa, preceduta da Rosario e seguita dall'Adorazione, in coincidenza della sua partenza per i due centri missionari da lui fondati nella foresta colombiana. Don Gervasio è stato uno dei primi sacerdoti a Casale Monferrato che ha accolto favorevolmente i messaggi di Medjugorje dando anche la sua disponibilità per accogliere la testimonianza di una delle veggenti (Marija Pavlovic) nel 2004. In quell’occasione poiché non era stato possibile effettuare la testimonianza nella chiesa del Valentino, (per colpa dell'organizzatore che non aveva informato preventivamente il Vescovo e per di più aveva stampato il programma dettagliando che l'apparizione sarebbe avvenuta ad una certa ora precisa ed esattamente alle 6,45, ora legale,  il Vescovo aveva ordinato di chiudere la Chiesa N.d.r.) l’incontro si era poi svolto nel prato adiacente alla chiesa di Porta Milano, proprio dove durante la messa di domenica 25 settembre prossimo terrà l’omelia collegando il messaggio di Medjugorje al Vangelo del giorno, Vangelo che Don Gervasio annunziava quotidianamente in  quei 4 decenni  di missione nella foresta colombiana. Proprio in coincidenza con la visita della veggente Marija del 2004,  viene spontaneo  ricordare bene la figura di Don Gervasio proprio in collegamento con fatti provvidenziali quali:



A)in poche ore mentre già 2000 persone arrivavano a Casale e ancora non si era trovato il luogo dell’incontro, provvidenzialmente all’ultimo momento è stato individuato  nel prato attiguo alla Chiesa di Porta Milano;


B) provvidenzialmente in neanche un’ora sono arrivate da Santhià 2000 sedie ed il palco necessario per la Santa Messa e l’incontro fra la veggente ed i fedeli;


C) provvidenzialmente pioveva a dirotto intorno a Casale ma invece non a Casale dove in quel giorno di aprile un sole fortissimo ha dovuto far ingegnare l'organizzatore (vi erano pure molti anziani e malati) a farsi portare 2000 fogli di formato A3 che un'opportuna equipe(..!) in brevissimo tempo e' riuscita a trasformare in 2000 cappellini contro il sole (vedi foto su www.centrogalileo/medjugorje).


Sempre il 25 settembre alle ore 22,00 dopo la Santa Messa Don Gervasio farà il suo saluto prima della partenza  per la Colombia (rispondendo alle domande sulla sua vita di evangelizzazione), dove lo stanno attendendo con ansia.


 Infatti ritorna (si spera temporaneamente) nei due grandi centri missionari da lui fondati  43 anni fa nella foresta colombiana, che è la seconda regione più piovosa del mondo  e cioè quella del Chocò: il primo chiamato “Condoto”, allocato su quattro fiumi con  un totale di 40 villaggi, e l’altro sulla costa dell’Oceano Pacifico Colombiano che ha per centro il “Porto di BuenaVentura”. La missione  di Don Gervasio fu naturalmente di predicare il Vangelo, per aiutare gli indios e i discendenti degli schiavi africani deportati dagli spagnoli, ancora oggi particolarmente bisognosi del suo aiuto e quindi anche dell'aiuto dei fedeli casalesi.


Ha dovuto convivere durante gli anni della missione con il “fronte 30”, guerriglieri della Farc (Forza Armata rivoluzionaria della Colombia), in un luogo in cui l’unico modo per spostarsi era in canoa o a piedi (molto raramente in jeep). Nella foresta colombiana si è svolta questa storia incredibile del missionario Don Gervasio cominciata 41 anni fa, sacerdote da 43 anni, storia densa di vicende anche avventurose. (vedi nell’allegato e pure su www.centrogalileo.it/medjugorje foto e alcune delle numerose storie della sua vita missionaria nella foresta colombiana).


Il suo lavoro di missionario, da un estremo all’altro del territorio ( ci sono 57 km che il missionario percorreva appunto a piedi o in canoa)  consisteva proprio nei rapporti umani con la gente , annunciare il Vangelo di persona e costituire comunità laicali di lavoro negli stessi villaggi. Una caratteristica importante che Don Gervasio vuole sottolineare è che ha sempre rispettato ed appoggiato le tradizioni delle gente e la loro cultura: “ho imparato da loro oltre alla lingua, il modo di vivere, ad essere una persona umana, cristiana e un sacerdote”.


Nella sua umiltà dice di non aver costruito nulla, ma “mi sono interessato solo a creare comunità e per questo credo che vogliono che io ritorni definitivamente ma sanno che io vado da loro come invitato per la celebrazione relativa alla fondazione dei villaggi missionari ."


Per ulteriori informazioni sull’incontro del 25 settembre, vedere su www.centrogalileo.it/medjugorje  foto e presentazione dell’incontro presso la Chiesa Cuore Immacolato di Maria, di Porta Milano, con inizio dalle ore 21, con  commento del messaggio mensile. Sullo stesso sito alcune storie di vita del Missionario Don Gervasio nella foresta tropicale della Colombia alcune delle quali vengono qui allegate, storie che purtroppo riusciamo a strappargli con il contagocce in quanto i suoi minuti/secondi sono spesi unicamente nella sua missione attuale di vita e cioè di convertire più anime possibili in questo non meno importante "territorio di missione di Casale Monferrato".

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