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Accademia Teatro dei Folli
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alle stelle”
Sabato 13 agosto 2011 farà tappa a Boccioleto,in Valsermenza, (ore 21 –Centro Storico, via G.B. Zali) la V° edizione della rassegna teatrale “ Voci dei luoghi: Guerra e Resistenza 1940-1945. Lettura e Musica”. L’evento, organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte attraverso il suo Comitato Resistenza e Costituzione, in collaborazione con l’UNCEM, vedrà in scena una delle quattro compagnie che animeranno l’estate con i 25 appuntamenti in calendario: l’ Accademia dei Folli che presenterà “Miravo alle stelle”. Anche in quest’occasione si tratterà di una rilettura e interpretazione teatrale, delle parole e delle storie delle valli e degli uomini che, sessantotto anni fa, impegnandosi nella Lotta di Liberazione, costruirono il terreno da cui sono nate la Repubblica e la Costituzione Italiana. Tema di assoluto rilievo storico in una zona come la Valsesia, una delle "culle" della Resistenza che , dall’11 giugno del 1944 fino alla liberazione, ospitò la seconda repubblica partigiana sorta nel Nord Italia. ”Miravo alle stelle” è la storia di un uomo, isolato in una cascina, che attende una telefonata. È un giovane partigiano e sta aspettando di entrare in azione. Nel breve tempo di una notte gli passa davanti tutta la sua vita: i duri giorni da partigiano, l’arresto, il suo amore lontano, i suoi dubbi, le sue paure. È un viaggio toccante dove gli ideali e ogni tipo di retorica vengono, in qualche modo, posti in secondo piano rispetto all’uomo, alla sua forza ed alla sua fragilità. Opposti che si scontrano e si incontrano; mentre fuori, la guerra e la dittatura imperversano e si impongono delle scelte, con le dolorose rinunce ch’esse, inevitabilmente, comportano. Anche questo spettacolo è frutto di un intenso lavoro di ricerca fra le pagine scritte negli anni di guerra e , successivamente, della ricostruzione della Repubblica. Per parlarne, l’Accademia dei Folli, si è affidata ai diari degli eroi "sconosciuti" di montagna e alle lettere di autori di fama come Primo Levi. La drammaturgia attinge quindi a queste fonti per accorparle in un’unica emblematica piccola grande storia dove musica e teatro sono in equilibrio.
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