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21/09/2011 - Biella - Cronaca

ASSOCIAZIONE PENDOLARI E TRASPORTI BIELLESI - Mancano risposte, ma aumentano i sovversivi

E’ utile avere un diretto, ma malgrado gli interventi migliorativi apportati all’orario mattutino, resta un treno locale che impiega troppo tempo




ASSOCIAZIONE PENDOLARI E TRASPORTI BIELLESI - Mancano risposte, ma aumentano i sovversivi
Pendolari




«Ora a Biella ci sono due sovversivi». Esordisce così il Presidente dell’Associazione Pendolari e Trasporti Biellesi, Marco Vigliocco, alla riunione di quadrante con Regione, Trenitalia, Rfi ed enti locali. Il riferimento va al Prefetto di Biella, che – particolarmente attento alla tematica dei trasporti – ha deciso di presenziare all’incontro e di fare un intervento per aprire i lavori della mattinata. «Quando, parlando a nome dell’Associazione che raggruppa i pendolari, chiedo risposte, chiedo con forza la velocizzazione delle linee – prosegue Vigliocco -, la riduzione delle fermate frequentate e collegamenti rapidi e comodi per il nostro territorio, sollecitando l’intervento degli enti locali, mi prendono per un sovversivo. Questa mattina anche il Prefetto Messineo ha chiesto le stesse cose. Certamente il Dr. Messineo non è un sovversivo, ma una persona di buon senso, che ha capito quali sono le esigenze del territorio e di chi lo abita. Ha fatto un’analisi giusta, anche se forse necessita di maggiori informazioni».


Il Prefetto ha detto che un treno che impiega due ore per percorrere 97km non è attrattivo, ha ricordato che Biella è l’unico capoluogo di provincia senza collegamenti degni di questo nome, affermando l’inutilità di avere delle eccellenze, che senza collegamenti diventano “cattedrali nel deserto”. Il rappresentante dello Stato ha quindi dato la propria disponibilità all’Associazione di incontrare i pendolari per discutere delle problematiche legate al trasporto pubblico locale.


Il confronto con Regione, Trenitalia ed Rfi non è positivo, perché se ogni occasione di discussione aiuta le persone a crescere, la mancanza di risposte concrete logora, soprattutto la pazienza dei viaggiatori. Non ci sono altre armi per combattere i disservizi, se non il contratto di servizio, ma per i pendolari non basta, ci vogliono i risultati.


Il Biella-Milano viene bollato dall’Associazione come un “treno politico”. E’ utile avere un diretto, ma – malgrado gli interventi migliorativi apportati all’orario mattutino – resta un treno locale che impiega troppo tempo. Parte da Biella alle 6.20 per arrivare a Milano alle 8.08. Se da un lato bisogna salvaguardare le fermate intermedie del treno delle 6.20, che sono le uniche frequentate, bisogna avere un treno rapido per raggiungere il capoluogo lombardo. Attualmente se si parte da Biella, si va a Santhià e si cambia treno, si arriva a Milano impiegando un quarto d’ora in meno, nonostante l’allungamento del tragitto ed il cambio treno. Problematico anche il treno serale, che parte alle 18.20 da Milano – rendendo impossibile l’utilizzo a chi esce dall’ufficio alle 18, che non riesce a raggiungere il convoglio in venti minuti – ed arriva a Biella alle 19.55. I due treni del pomeriggio, Milano 13.38 – Biella 15.21 e Biella 15.54 – Milano 17.15, possono essere utili a chi si sposta per studio o per shopping.


Sul Biella-Torino viene proposto di mandare due treni “Minuetto” a Santhià, facendo intercettare (con 12 minuti di attesa a Santhià) ai pendolari un Milano-Torino che porta i pendolari nel capoluogo piemontese impiegando 50 minuti, ovvero più di quanto impieghino attualmente i treni Torino-Milano. L’Associazione ha chiesto tempi certi, che non possono superare i 60 minuti da Biella a Santhià e garanzie perché i Biellesi salgano sul treno per Torino e trovino posto sul convoglio.


Da Rfi sembrano esserci finte risposte ed anche prese in giro. Non capiscono i problemi del sottopassaggio; per velocizzare la linea, sconfessando quanto avevano affermato in precedenza, dicono che si devono tagliare le fermate o spendere 600mila euro al chilometro. Le banchine basse? Ci sono i binari curvi, non si può fare altro. Curve in stazione? Sì, sono impercettibili all’occhio, ma ci sono… Da Rfi aggiungono anche che la Provincia di Biella non ha mai trasmesso lo studio sulla riduzione dei passaggi a livello. Cosa fa la Provincia? Evidentemente niente, visto che Castagnetti ha fatto un saluto introduttivo come se tutto andasse bene e è sparito prima che parlassero i pendolari. L’unica richiesta sugli ascensori riceve una nuova risposta: saranno operativi da gennaio. “Chissà se si vedranno mai…” si chiedono i pendolari.


L’assenza dell’assessore regionale Bonino, fa sì che la Regione sia rappresentata dal suo assistente, Viorel Vigna, che, dopo il sopralluogo alla stazione, ha definito i lavori “ottimi, rispetto al panorama piemontese”. Ora che anche il consigliere comunale Montoro si è accorto che mancano gli ascensori, dopo che l’Associazione Pendolari ha segnalato magagne di vario genere, la Regione dice che è tutto a posto. Non basta fare riunioni e produrre parole, bisogna dare risposte concrete. I pendolari non possono aspettare.


Castagnetti ha dimostrato di non agire con il territorio, ma neppure con la Regione, visto che ha annunciato di voler istituire i bus Biella-Santhià, quando già ci sono i treni, e la Regione non ne sa nulla.


Il Comune di Biella era stato interpellato nei giorni scorsi dall’Associazione, ma non aveva dato risposta. All’incontro di quadrante erano presenti l’assessore Olivero e il dirigente Cecca, che hanno fatto scena muta. E’ una chiara risposta: non siamo interessati ai problemi del trasporto.


Alla prossima riunione dell’Osservatorio regionale sono rimandate le questioni sull’aumento delle tariffe, mentre al confronto telematico sono rimandate le questioni tecniche sulle conseguenze del treno Biella-Milano, che resterà quello proposto oggi a Biella, e sul Biella-Torino.


I pendolari presenti, otto (che hanno preso permessi apposta), hanno espresso perplessità sul collegamento Biella-Milano con Gianni Castriconi, sulle infrastrutture e sull’efficienza dei mezzi, con Claudio Vergnasco, che ha ironicamente proposto uno svincolo verso l’Alta Velocità, e l’attaccamento ad una funzionante linea Biella-Milano su gomma, con Sabrina Bergantin, che ha consegnato a Vigna una petizione in salvaguardia della linea Atap 101.


In un giorno in cui a Città Studi si è discusso di infrastrutture, si è tenuto il quadrante sui trasporti. I due incontri si sono rubati a vicenda gli interlocutori istituzionali, segnando ancora una volta come il Biellese si frammenti, perdendo potere contrattuale anche nei confronti della Regione, evidenziando poi come la Provincia sia del tutto allo sbando, seguita a ruota dal Comune di Biella.


«C’è chi si accontenta – conclude Vigliocco -, ma noi no! Noi puntiamo al massimo e chiediamo ciò che serve, non vogliamo le apparenze».



L’Associazione Pendolari e Trasporti Biellesi

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