Da diversi anni, l’Asl Vercelli ha condotto analisi di frequenza delle patologie neoplastiche nella popolazione residente nel territorio di competenza. Il Centro regionale per l’epidemiologia e la salute ambientale dell’Arpa ha presentato persino un Rapporto “Studio epidemiologico geografico descrittivo”. I dati ufficiali ad oggi disponibili, basati essenzialmente sui Registri di Mortalità, sembrano indicare non complessivamente ma a carico di alcuni organi un eccesso di tumori nel Vercellese, rispetto ai dati medi regionali.
Le differenze di mortalità apparentemente rilevate da questi studi potrebbero essere ascritte a diverse ragioni: differenze di popolazione (età/sesso, livello socio-economico e culturale); differenze di compilazione della scheda di morte; differenze nell’accesso alla diagnosi o a terapie appropriate, tali da incidere sfavorevolmente sulla sopravvivenza; differenze di esposizione della popolazione (stili di vita, esposizioni professionali ed esposizioni ambientali).
Alla luce di ciò la Direzione Generale dell’Asl Vercelli, in collaborazione con la Direzione Generale dell’Asl Biella, ha ritenuto opportuno elaborare un Progetto, di durata pluriennale, denominato “Estensione Registro Tumori Piemonte, Provincia di Biella alla Provincia di Vercelli”.
Se si vuole sorvegliare la patologia oncologica secondo un corretto approccio epidemiologico occorre che qualcuno si assuma il compito di andare a ricercare attivamente le informazioni indipendentemente dal luogo di diagnosi e terapia, le codifichi, le archivi in modo tale che siano disponibili per studi e ricerche: questa raccolta attiva di informazione è lo scopo di un Registro Tumori.
E’ stata effettuata un’analisi di fattibilità per l’Asl vdi Vercelli, che stabilisce che l’avvio di una registrazione tumori nel territorio della Provincia di Vercelli deve anzitutto trovare una collocazione giuridico-organizzativa nel contesto regionale attraverso l’implementazione nella rete del Cpo, prevedibilmente come estensione dell’attività del Registro Tumori Piemonte, Provincia di Biella e con una strutturazione validata dalle Asl coinvolte; deve inoltre essere impostata sulla ricerca manuale o semiautomatica dei casi, per la maggior sensibilità e specificità della rilevazione; infine deve rispondere ai criteri tecnici e gestionali previsti dalla Iarc e dall’Airtum per l’accreditamento e l’implementazione nelle rispettive banche dati.
L'avviamento di questo progetto passa attraverso tre fasi operative: una prima sperimentazione, finalizzata alla valutazione delle procedure e dell’utilizzabilità delle fonti informative, nonché alla strutturazione organizzativa; la fase di avvio vera e propria, (stimata in almeno 3 anni), e la conclusiva messa a regime dell'attività, con ill mantenimento di standard di produzione dei dati con tempistiche adeguate, e l'utilizzo dei dati raccolti per la produzione di report e studi locali.
L'organizzazione del progetto richiede tre figure professionali interne, per un costo relativo al personale stimato in 450 mila euro. A questa cifra si prevede di aggiungere un costo di direzione e supporto pari a circa 150 mila euro e un budget di spesa corrente di 30 mila euro. Infine, sono stimati 50 mila euro di spese varie ed eventuali.