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22/05/2015 - Vercelli Città - Enti Locali

VERCELLI, IL BUCO E’ DI 16 MILIONI DI EURO - Quelli delle Giunte di Andrea Corsaro - Il "lascito" delle Amministrazioni Bagnasco colmato nel 2014 - Maxi rata di 500 mila euro l’anno, per ripianarlo in 30 anni

Quindi, Bagnasco più Corsaro, Nobilucci più Ciocca, tutti sempre confortati dal parere di regolarità tecnica di Gian Piero Anadone prima e Silvano Ardizzone poi, fanno qualcosa come 24 milioni di euro.






VERCELLI, IL BUCO E’ DI 16 MILIONI DI EURO - Quelli delle Giunte di Andrea Corsaro - Il "lascito" delle Amministrazioni Bagnasco colmato nel 2014 - Maxi rata di 500 mila euro l’anno, per ripianarlo in 30 anni
Gabriele Bagnasco, Guido Nobilucci, Gian Piero Anadone, Andrea Corsaro, Marcio Ciocca, Silvano Ardizzone

( g.g. ) - E’ ancora peggio, molto peggio, di quanto si immaginasse.


http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=61905


Dopo il “riaccertamento” previsto dalla Legge dei residui attivi e passivi, il “buco” nelle finanze comunale dal quale si dovrà “ripartire” con il bilancio di previsione 2015 (rinviato al 31 luglio prossimo, su proposta dell’Anci) è di

 

16.271.691,85 euro.

 

Tale è la posta “fondo crediti di dubbia o difficile esazione” che la Giunta comunale di Vercelli, nella sua seduta del 14 maggio 2015, ha asseverato e “portato a nuovo”.

Sempre la Legge prevede che il ripiano (rimborso) al Governo di tale smisurata voragine sia ripartito in trenta annualità, 2015 compreso, che perciò danno luogo ad una maxirata di   

 

542.389,728 euro.

 

Cercando, come sempre, di rappresentare i fatti in modo misurato, anche quando, come nel caso, eclatanti, dobbiamo dire che la posizione riguarda tutti i crediti fino al 31 dicembre 2014.

Quindi anche quelli molto recenti. Quindi anche quelli che magari, nei primi 5 mesi del 2015, sono già stati in parte incassati.

Ma si tratta di “ bruscolini “ (non più di 300 mila euro).

Va poi detto che a quei crediti di “dubbia o difficile esazione”, il Comune non rinuncia.

Non è che ci metta una pietra sopra. Cercherà di recuperarli e – se ci riuscirà – le somme rivenienti potranno essere spese, essendo considerate come “sopravvenienze attive”.

Ma intanto la maxi rata di oltre 500 mila euro resta.

E resta anche un’altra – ora acquisita con tanto di deliberazione di Giunta – verità.


http://www.piemonteoggi.it/pdf_news/22052015110600_RIACCERTAMENTO.pdf 


Tutti i bilanci approvati dall’Aula di Palazzo Civico nel corso degli ultimi 15 anni hanno dato luogo a questo “buco”.

Bilanci presentati soprattutto dalle due Amministrazioni di Andrea Corsaro, assistito dall’Assessore al Bilancio forse più creativo di sempre, Marco Ciocca.  

Ma bilanci presentati anche – sia pure dovendosi ad essi ascrivere minori incidenze sul peso complessivo del “pregresso” – dall’Amministrazione di Gabriele Bagnasco assistito invece dall’Assessore al Bilancio che passerà alla storia per potersi ricordare come quello nei cui uffici potè maturare un drammatico scempio come la questione “ammanco”: Guido Nobilucci.

Le loro prodezze amministrative hanno dato luogo ad un “ritocco” di altri 8 milioni di euro, già “digerito” con la approvazione del bilancio recentemente chiuso, il consuntivo al 31 dicembre 2014.

Quindi, Bagnasco più Corsaro, Nobilucci più Ciocca, tutti sempre confortati dal parere di regolarità tecnica di Gian Piero Anadone prima e Silvano Ardizzone poi, fanno qualcosa come 24 milioni di euro.

Una novità?

Ma figuriamoci.

***

Vediamo prima le fonti ufficiali che mettevano sull’avviso.

C’è la relazione della Corte dei Conti che si riferisce al Bilancio 2013.

Alcune affermazioni che vi si leggono sono semplicemente agghiaccianti (servizio con pdf allegato di prossima pubblicazione). Vediamone alcune:

In fase previsionale – dicono i Magistrati contabili di Torino – si assiste sovente alla sistematica sovrastima delle entrate e al sottodimensionamento delle voci di spesa”.

Ma non basta:”In fase di rendicontazione, invece – osservano – si assiste al mantenimento in bilancio di residui insussistenti o di dubbia esigibilità”.

Poi, la Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, in data 4 maggio 2015 conclude (sempre a proposito del bilancio 2013 di Palazzo Civico) non esimendosi dal denunciare:”L’aleatorietà di un equilibrio di parte corrente fondato su entrate non necessariamente ripetitive”.

La Corte dei Conti ha avanzato perplessità in tutto e per tutto assonanti con quelle riferite all’esercizio 2013, anche a carico dei precedenti rendiconti.

E sempre si sono dovute sentire, in risposta, tiritere minimaliste.

***

Poi ci sono le voci fuori dal coro.

Quella all’interno delle Istituzioni è praticamente circoscritta alla sola Maria Pia Massa, che già negli anni scorsi ha puntato il dito contro queste incongruenze.

Naturalmente, non uno che l’abbia presa sul serio.

Anzi: pareva il remake di “orgoglio e pregiudizio”.

Ma figuriamoci. Ma quando mai. Ma si studi i bilanci.

***

Poi ci sono le voci al di fuori delle Istituzioni, come quella di Dario Roasio e Società Futura.

Che sempre, senza mai demordere, hanno denunciato la situazione (questa e altre, ma le altre le vedremo tra breve).

E qui dobbiamo dire che – con una improntitudine veramente speciosa – Roasio è sempre e indefettibilmente stato, pressoché letteralmente, preso a sputi.

Ma come?!

Getti fango!

Ma chi è questo Roasio?!

Ma chi rappresenta?! Ma non è quel Roasio che aveva la cooperativa?!

Insomma, tutto il repertorio di volgari tentativi di eludere osservazioni fondate su una rappresentazione realistica dei fatti.

Dissimulazioni della realtà che non si esimevano – quelle, sì – dal gettare fango, con viltà, sulla persona.

Ora, il minimo che si possa fare, è andare a chiedergli scusa.

Il ridicolo è – inoltre – che poi vi sia persino stato qualcuno che abbia osato querelarlo.

Ma questa è ancora un’altra storia. Che vedremo.

Ciò che è drammatico, perché segnala che i comportamenti amministrativi sono ancora esposti alla reiterazione di errori, è che – persino ora – quando è chiaro cosa siano stati capaci di suffragare con il proprio parere di regolarità certi tecnici, vi sia chi – come ad esempio il giovane Presidente del Covevar – che irresponsabilmente ne prende ancora (sia pur con riferimento ad altri contesti)  le difese reputandoli come indispensabili per il “buon” (sic!) andamento dell’Ente.

Ma questa è un’altra storia ancora e non va messa troppa (per ora) carne sul fuoco, che ce n’è già.

***

Anche perché il problema non è Roasio.

Il problema è che se non fosse stata emanata una Legge con la quale si sono obbligati i Comuni, tutti, a procedere, questo sistema di colossali menzogne sarebbe andato avanti all’infinito.

Perché abbiamo visto quale capacità di occultamento della verità e manipolazione della realtà abbiano dimostrato i redattori di bilanci rivelatisi sfrontate affabulazioni,  rendiconti economici “lisci, gasati, o Ferrarelle” (a seconda di come più potevano piacere al gusto del potente di turno), callide quanto impunite prodezze.

***

Il problema, poi, sono anche i pecoroni ai quali – in Consiglio – è sempre tutto andato bene.

Veri e propri ginnasti dell’abduzione brachiale.

Braccio sempre alzato. Per approvare. Comunque.


Nonostante e contro ogni logica. Lo ordinava la caricatura di Pyotr Ilyich Tchaikovsky oppure quella di Palmiro Cangini , non importa.


Purchè ci fosse qualcuno ad ordinare come e quando alzarla, quella mano.

Mai – nemmeno per ischerzo – che la si alzasse, o no,  per impulso del cervello, per comando della ragione.

In un certo - paradossale - senso hanno avuto ragione.


Hanno vissuto la loro stagione di gloria e né loro

né tantomeno le caricature di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e quella di Palmiro Cangini pagheranno nulla con i loro cospicui patrimoni.


***

Ora resta una maxirata di oltre 500 mila euro da pagarsi per i prossimi 30 anni.

E’ come se si fosse contratto un gigantesco mutuo, solo che a fronte del mutuo non c’è niente.

Con 16 milioni di euro si sarebbero potuti – ad esempio – risanare la Basilica di S.Andrea, la Torre Civica e costruire almeno due piscine nuove, tanto per dirne qualcuna.

***

Ora di fronte alla nuova Amministrazione che – forse suo malgrado, forse perché obbligata dalla Legge o forse anche, non si può escludere, perché ha compreso che continuare a mentire non serve – ha comunque rappresentato una situazione reale, non resta che continuare su questa strada.

Perché, alla fine, la realtà vince sempre.

Anche contro le sue sistematiche corruzioni.

Anche contro la menzogna seriale.

Anche contro sistemi iniqui che codificano come “normali” comportamenti invece inaccettabili e non di rado illeciti.

 

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