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04/12/2013 - Vercelli - Cronaca

IL VESCOVO E IL PREFETTO - Storia di un dialogo spirituale che si traduce in solidarietà - Un Natale diverso, nella sintesi intellettuale tra un Servitore dello Stato e un Pastore del popolo di Dio

Il rapporto tra uomo e natura, la centralità della dignità femminile, saranno il filo conduttore delle iniziative di solidarietà per il Natale






IL VESCOVO E IL PREFETTO - Storia di un dialogo spirituale che si traduce in solidarietà - Un Natale diverso, nella sintesi intellettuale tra un Servitore dello Stato e un Pastore del popolo di Dio
Il Prefetto Salvatore Malfi alla riunione di oggi pomeriggio in Prefettura

Come ai tempi di S.Eusebio, accade che un Presule ispiri le scelte di un Prefetto.

Per carità, nessuna indebita interferenza tra “trono” e “altare”; nessun laico si stracci le vesti per la (presunta) contaminazione dalla dimensione “immanente”, della prospettiva “orizzontale” della Pubblica Amministrazione, con quella “trascendente”, nella sua mai umanamente raggiungibile “verticalità”, di quella che investe invece la confessione e la professione della fede, della religione.

Accade però, anche in questa epoca forse inflazionata dalle parole, parole il più delle volte inascoltate, che invece il rappresentate del Governo, il Prefetto, sia un ascoltatore attento dell’omiletica – invero sempre garbata, ma densa di contenuti – di Padre Enrico Masseroni, dell’Arcivescovo.

E così oggi il Prefetto di Vercelli, Salvatore Malfi, incontrando i giornalisti per illustrare quali saranno le iniziative di solidarietà coordinate dalla Prefettura (Ufficio Territoriale del Governo, secondo il lessico burocratico politicamente corretto), ha con grande semplicità ammesso che, ascoltando una omelia di Padre Enrico, proprio in questi primi giorni di Avvento, gli è venuta un’ idea ispirata da una riflessione del sapiente Arcivescovo.

L’idea è questa: il filo conduttore delle iniziative promosse dalla Prefettura per sensibilizzare Istituzioni, Scuole, Club di servizio affinchè questo Natale lasci tante – o almeno qualche – persona meno povera e sola, dimenticata di come fosse prima di questa che è la festa di un Amore fattosi prossimo di ciascuno, è il rapporto tra Creatore, creato e creatura. Un rapporto tra uomo e natura, secondo la lezione che l’Eterno cerca di farci comprendere fin dal tempo del Levitico.

Il nostro è un rapporto spesso predatorio con il Creato. Ma proprio nel Libro del Levitico la Parola è chiarissima e precettiva:”Le terre non si potranno vendere per sempre. Perché la terra è mia. E voi siete presso di me come forestieri e inquilini”.

Altro che padroni del mondo che sbancano montagne, deviano il corso dei fiumi, riempiono l’atmosfera di miasmi, abbattono foreste, devastano territori, ammazzano animali e sopprimono intere etnie di persone, sporcano, rovinano, fanno la vivisezione…e l’elenco potrebbe continuare.

Lui è chiaro: la terra è “mia” (Sua) e voi siete presso di me come forestieri e inquilini.

Ma non si può indagare in modo completo la relazione che si crea tra Creatore e creatura senza pensare all’essenza della vita, una vita che (si passi la temerarietà) segue nella Rivelazione, nella Storia della salvezza,  un itinerario a suo modo “evoluzionista” per dirci che il creato ha nella creatura fatta “ad immagine e somiglianza” del Creatore il proprio esito, concepito per assicurare quella “compagnia” ripudiata dall’uomo nel giardino piantato in Eden, a Oriente ed invece riproposta, da un Padre certo tenace nel perdono e nella sollecitudine almeno quanto noi nel peccato e nell’indifferenza, giorno dopo giorno, fino alla definitiva dimora della nuova Gerusalemme.

E sappiamo che questa tensione verso i figli si compie nella Persona di quel Figlio così unico cui ora rinnoviamo la promessa di un’ apertura di cuore accogliente almeno un po’ sincera, soprattutto nel riconoscersi bisognosa di quella inesausta e davvero umanamente incomprensibile Misericordia.

Ma si tratta di una “compagnia” che il Padre ha voluto subordinare ad una espressione di “consenso” assicurata all’umanità da Maria.

Così, ecco il secondo “polo” di questo singolare dialogo intellettuale, così fecondo, tra un Vescovo ed un Prefetto.

Nella dimensione dello spirito si incontrano il Magistero della Fede e la Magistratura Civile nella sua più alta espressione per trovare un denominatore comune in una azione, che coglie l’ urgenza di dare risposta all’emergenza dell’ora.

Di quest’ora della Storia nella quale la figura, il ruolo, la dignità stessa della donna sono così spesso disconosciuti se non calpestati, mercificati, tradotti e ridotti a qualcosa di “meno” umano, quando non disumano.

Mentre il Padre ha voluto dirci, senza equivoci, che Lui è diventato il "Dio – con – noi" proprio perché una donna l’ha portato in grembo nove mesi.

Allora questo rapporto tra uomo e natura non può risolversi in una questione – pur importante – di rispetto per l’ambiente, mentre passa vicino a noi ogni giorno lo scempio della vita di tante donne.

Così questo sarà un Avvento, una preparazione al Natale, che il rappresentante del Governo, come un direttore d’orchestra rispettoso della fantasia interpretativa dei musicisti che dirige, propone alla società vercellese e valsesiana proprio in questa dimensione.

Ognuno dei “mondi vitali” di cui la nostra provincia è ricca farà la propria parte, poi si tireranno le somme, dopo l’Epifania, per decidere in modo concorde come devolvere le risorse raccolte, destinandole a beneficiari che incarnino ed in qualche modo simboleggino questa idea di valorizzare, accentuando l’attenzione su questi temi. Una natura che ci è affidata, non è nostra: la dobbiamo "restituire" magari migliorata, non certo inquinata come se fossimo l'ultima generazione che calca il suolo, solca i mari, del Pianeta. Nel rispetto della vita, quella vita che l'uomo riceve grazie ad una "maternità" eletta nella persona di Maria, in cui si ricapitola la vicenda umana di ogni donna, Madre del Verbo incarnato. Sicchè non può esservi autentica prospettiva di promozione umana senza che essa ponga al centro la doverosità di una sincera promozione e valorizzazione della donna.

Intanto si farà il punto della situazione nella tradizionale riunione per gli auguri, il 19 dicembre prossimo in Prefettura.  


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