VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
giovedì 9 luglio 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it



23/11/2013 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

VERCELLI – Vercelli fra il Tre e il Quattrocento - Oggi la seconda e intensa giornata del congresso della Società Storica Vercellese

ontinua il congresso storico della Società storica Vercellese. Oggi, sabato 23 novembre, si è svolto il secondo appuntamento durante il quale si sono trattati tre temi principali, che hanno portato ognuno ad una serie di interventi. Il primo, che si è svolto questa mattina, è stato quello della società della Vercelli del 300 e 400 .





VERCELLI – Vercelli fra il Tre e il Quattrocento - Oggi la seconda e  intensa giornata del congresso della Società Storica Vercellese
I relatori del congresso

(r.p.) - Continua il congresso storico della Società storica Vercellese. Oggi, sabato 23 novembre,  si è svolto il secondo appuntamento durante il quale si sono trattati tre temi principali,  che hanno portato ognuno ad una serie di interventi. Il primo, che si è svolto questa mattina, è stato quello della società della Vercelli del 300 e 400 . In particolare la dottoressa di ricerca dell’università di Parma Simonetta Pozzati ha esposto il ruolo delle donne all’interno delle doti e dei testamenti.  La dote in passato aveva un grande importanza per la donna, “definiva i valore che essa aveva nella famiglia di origine e la misura del prestigio e del rispetto che le sarebbero stati corrisposti nella famiglia adottiva”. La dote, quindi, aveva una rilevanza politica, sociale ed economica. Nella società vercellese, essa era coltivata e assumeva un ruolo di indicatore sociale delle famiglie che andavano a riunirsi tramite l’alleanza matrimoniale e causava l' esclusione delle ragazze dalla successione ai patrimoni famigliare. Il secondo intervento è stato quello riguardante l’artigianato a Vercelli nel medioevo, esposto dalla Dottoressa Beatrice Del Bo.  Accanto alla crescita della produzione lamiera, nel 400 si osservava l’ingresso di nuove manifatture di lusso come la lavorazione della lana sottile, favorite dal nuovo potere sabaudo. Tali produzioni affiancarono e stimolarono la crescita del commercio, l’aumento del numero degli operatori del settore ma anche la nascita di nuove tipologie di rivenditori. Inoltre si è evidenziato anche un mutamento sociale e il nuovo peso politico della categoria artigianale, dimostrata dalla presenta degli artigiani tra i credenziali della città.   Il terzo intervento è stato quello di Elisa Mongiano, che ha esposto il trattato del 1427 e il  matrimonio fra Filippo Maria Visconti e Bianca di Savoia.  Il quarto intervento ha riguardato i testamenti dei vercellesi fra il tre e il quattrocento, esposto  dalla dottoressa di ricerca all’Università Cattolica di Milano Elisabetta Canobbio.  Lo studio condotto è stato quello della pratica testamentaria sulla base dei protocolli dei notai vercellesi che erogarono dagli anni 70 fino al passaggio della città ai Savoia. A causa delle lacune degli archivi lo studio si è articolato in due blocchi cronologici, il decennio compreso tra il 1379 al 1389 e il blocco che va dal 1410 al 1440 a questi due blocchi risalgono 7 testamenti di cui 4 codicibili.  I testamenti avevano una modulistica standardizzata. Dovevano, infatti, contenere:  le generalità del testatore, la dichiarazione della sua idoneità a testare,  la solenne affermazione della sua volontà di redigere il testamento, l’istituzione dell’erede universale e la clausola coticillare che garantiva la validità dell’esposizione. Molto importante era anche la finalità religiosa del testamento, infatti era consuetudine fare donazioni a chiese e conventi per poter arrivare alla salvezza della propria anima.  Il quinto e ultimo intervento della mattina ha riguardato lo studio dei “libri inquisitionum” e i “libri condempnacionum” del comune di Vercelli, l’argomento è stato esposto da Giorgio Tibaldeschi.  I libri di inchiesta presentavano uno schema standard di verbalizzazione. Contenevano la data del procedimento, il nome e la qualifica di contro chi si procedeva, la descrizione del reato e la modalità in cui è stato consumato il reato. Era presente , inoltre, la formula che veniva utilizzata per riconoscere il fatto come reato. In seguito, si svolgeva un interrogatorio al presunto colpevole di reato, che veniva dettagliatamente verbalizzato. Veniva poi notificata l’accusa e il termine per le fisse del collegio giudicante. I reati andavano dai più comuni come quello di percosse e furto, a quelli di tipo religioso come la bestemmia o il furto sacrilegio e di tipo politico. Il professore ha poi elencato e raccontato alcuni esempi di reato e le varie condanne , anche molto dure come la tortura che a Vercelli, però, era poco utilizzata. La seconda parte della giornata è iniziata alle ore 15 aprendo un altro tema:  quello del Territorio, il primo intervento è stato quello di Riccardo Rao che ha descritto gli insediamenti e il popolamento nelle campagne Vercelli,  che hanno conosciuto una forte crisi demografica ma che in seguito, ha conosciuto una ripresa grazie, anche, alle esenzioni fiscali e alle misure di ripopolamento attuate dai Savoia.  Più in particolare ha descritto tre punti dell’insediamento della popolazione : l’aspetto demografico, i villaggi abbandonati e l’abitazione fortificata.  Il secondo intervento del pomeriggio è stato quello Francesco Panero, dell’Università di Torino, che ha esposto e  descritto le strutture poderali e spiegato i patti agrari del 300 e 400 nella provincia di Vercelli. Alla fine del 300 nel Vercellese molte terre ecclesiastiche continuavano ad essere assegnate o in  investitura a tempo indeterminato al coltivatore, ai cittadini o ai  intermediari di diversa estrazione sociale. A partire dalla seconda metà del 300 si sono riscontrati cambiamenti come per esempio l’imposizione da parte degli enti ecclesiastici ai concessionari, di dover rinnovare l’investitura ogni nove anni,  al momento della cessione del dominio. Il terzo e complicato intervento è stato quello della dottoressa di ricerca dell’Università del Piemonte Orientale Flavia Negro che ha descritto il difficile discorso sulle ville a giurisdizione mista nel vercellese dal XIII al XV secolo. In generale Le ville miste erano considerate dal comune,  zone di frontiera interne al distretto vercellese. Le località di  Pioglio , Mosso, Santhià e Masserano erano considerate luoghi particolari,  dove la giurisdizione cittadina si intrecciava con la giurisdizione arcivescovile. Con quest’ultimo intervento si è concluso il tema del Territorio.  l’ultimo tema della giornata è stato quello della “Cultura e Arte”. Il primo ad intervenire è stato il dottorando dell’Università di Wurzburg, Gionata Brusa che ha illustrato e descritto i manoscritti di un “amanuense nella Vercelli di fine 300”: il canonico Antonio de Raxinis. “Attraverso i codici, la conoscenza e la possibilità di poter dare un volto ad una  grafia, ci ha permesso quasi  di immergersi nella vita quotidiana di un sacerdote alle prese con difficoltà economiche a cui rispose con intraprendenza e ingegnosità utilizzando le poche risorse a disposizione al servizio della propria chiesa”. Il secondo intervento è stato quello di Sara Minelli che ha descritto nei minimi dettagli alcuni tesori del capitolo del Duomo di Vercelli.  I documenti hanno dimostrato che la cattedrale di San Eusebio tra la metà del  XIV secolo e quella del XV era dotata di preziosi oreficerie. Gli oggetti esaminati sono stati: la Statuetta di San Eusebio, il Reliquario a braccio di San Giacomo minore, Il reliquario architettonico della Beata Vergine di  Santa Caterina e di San Barnaba, il reliquario zoomorfo delle braccia di S. Giacomo, Demitrio e S. Teodoro, il reliquario a busto di S. Pantaleone e infine il reliquario a braccio di S. Giuliano. L’ ultimo intervento è stato quello di Simone Riccardi, della Società Storica Vercellese, che ha illustrato e descritto le Statue in argento del Museo del tesoro del Duomo e  spiegato il tardogotico a Vercelli. Una giornata, ricca di cultura,storia e arte; che ci ha permesso di fare un tuffo nel passato e di conoscere nel dettaglio alcuni aspetti della nostra Vercelli medioevale. 


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it