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13/06/2013 - Regione Piemonte - Economia

VERCELLI - Le due Atena diventano una - Ieri riunione del CdA con l’Advisor per la più grande (100 milioni di euro) operazione mobiliare del territorio - Di "trippa per i gatti" però ce n’è poca - E’ importante, ma è tutta tecnica

Entro fine luglio 2013 l’Advisor preparerà questi conti. Poi, prima delle ferie, i due Consigli di Amministrazione (Atena Patrimonio e Atena spa) delibereranno di conseguenza.






VERCELLI - Le due Atena diventano una - Ieri riunione del CdA con l’Advisor per la più grande (100 milioni di euro) operazione mobiliare del territorio - Di "trippa per i gatti" però ce n’è poca - E’ importante, ma è tutta tecnica
Fernando Lombardi, l’incorporante e Luigi Tarricone, l’incorporando

Una premessa: la materia è assai tecnica è c’è ben poca – come dire?! – “trippa per i gatti” in questa vicenda.

Che resta, tuttavia, una delle più importanti operazioni societarie tra Pubblico e Privato nella storia amministrativa e politica della città di Vercelli.

Giusto quindi occuparsene, ma “taccuino alla mano”, cioè cercando dapprima di registrare puntualmente e poi comunicare ai Lettori gli elementi essenziali ed inevitabilmente tecnici, a rischio di qualche pedanteria, di una “fusione per incorporazione” che riguarda le tasche di tutti.

Come sappiamo, da qualche tempo è in vigore un nuovo complesso di norme che praticamente rende obbligatorio fondere in una le due “Atena”, le multiservizi controllate dal Comune di Vercelli.

Si tratta appunto della “fusione per incorporazione” di Atena Patrimonio spa (quella presieduta da Lugi Tarricone) in Atena spa (quella invece guidata da Fernando Lombardi).

Sono i casi della vita, anche amministrativa: circa 15 anni fa un ordinamento di segno diametralmente opposto aveva imposto la separazione – nell’ambito della Partecipate comunali – in tutta Italia, non solo a Vercelli, della Società che ha la proprietà delle reti distributive di gas e acqua, da quella che le gestisce.

A Vercelli questo ha voluto dire: ad Atena Patrimonio, appunto, il patrimonio, le reti.

Ad Atena spa i servizi, che sono erogati appunto avvalendosi di quelle reti, che restano però di proprietà altrui.

Come abbiamo detto all’inizio, ora le leggi sono cambiate (sulla base di presupposti che in questa sede tralasciamo) e bisogna in sostanza fare retromarcia: reti e gestione debbono tornare ad essere unificate in una sola entità societaria.

Quindi, una sola Atena e non più due.

Fin qui, non si tratta d’altro se non di applicare la norma.

Una applicazione che, tuttavia, deve essere particolarmente scrupolosa per il fatto che la grande mole di capitali movimentati nel trasferimento di titoli mobiliari, nella loro nuova valorizzazione, è sostanzialmente da ripartirsi tra un Ente pubblico, il Comune di Vercelli ed un privato, cioè Iren, che è Socio industriale di Atena. Che poi anche Iren, a sua volta, altro non sia che una grande “Atenona” costituita tra i Comuni di Genova, Torino, Reggio Emilia e altri, a questo fine non rileva. Privato è e privato resta.

***

Ieri – mercoledì 12 giugno 2013 - si è tenuta una riunione del Consiglio di Amministrazione di Atena spa (Lombardi) proprio per incontrare l’Advisor, cioè la Società (di emanazione bancaria) che ha il compito di capire e poi di mettere nero su bianco quali siano i valori patrimoniali in gioco. Cioè: se fondo la Società X e quella Y. X vale tanti euro e la Y tanti altri.

Perché è importante partire da qui? Proprio perché bisogna capire – e soprattutto dimostrare a prova di bomba – che i due soci di Atena Spa saranno dal giorno dopo molto più ricchi. E se ciò fosse solo a vantaggio del Comune di Vercelli, la cosa sarabbe finita lì; il fatto è che, come abbiamo detto, il Comune deve condividere questa nuova ricchezza con un privato.

Quindi vanno messi i puntini sulle “i” in modo del tutto inoppugnabile.

Il percorso, dunque, sarà il seguente.

Entro fine luglio 2013 l’Advisor preparerà questi conti.

Poi, prima delle ferie, i due Consigli di Amministrazione (Atena Patrimonio e Atena spa) delibereranno di conseguenza.

Nel frattempo, nell’ambito del Comune di Vercelli, si riuniranno le competenti Commissioni, la Giunta ed il Consiglio comunali per prendere in esame ed approvare questi valori.

Una volta approvata la bozza in Consiglio di Amministrazione, sarà l’ azienda a chiedere al Presidente del Tribunale che nomini un perito contabile affinchè tutta l’ operazione sia passata al vaglio ed all’approvazione preventivi di un Consulente del Giudice.

Infine, entro il 2013, la fusione dovrebbe essere completata.

***

Ma quali sono – per ora a grandi linee – i valori in campo?

Di quali capitali si sta parlando?

La valutazione di quanto può valere una rete di “tubature” che portano acqua e gas non è semplice: si applica il criterio del valore di ricostruzione?

Oppure quello storico attualizzato? O altro ancora?

L’Advisor in questo caso è incaricato anche di portare una “storicità”, cioè prendere ad esempio altri casi analoghi già verificatisi in Italia.

Questo per la valorizzazione di Atena Patrimonio.

Per Atena spa, la situazione è un po’ più semplice, in quanto si possono adottare parametri quali la redditività annua, il fatturato e altri simili.

Quindi, i primi numeri, ancora da passare – come abbiamo detto – al vaglio di tutte le sedi di verifica prima elencate.

Atena Patrimonio spa (da incorporare) avrebbe una capitale calcolato in circa 72 milioni di euro.

Di altri 32 – 33 milioni sarebbe quello della “incorporante”, Atena spa.

Quindi complessivamente fanno un po’ più di 105 milioni di euro.

Il valore di “concambio” fino ad ora abbozzato è di 2 – 2,50 che, se applicato definitivamente, porterebbe, nella Atena riunificata, il Comune di Vercelli ad avere azioni pari ad un valore di 77 – 79 milioni di euro, mentre Iren si attesterebbe sui 21 milioni di euro.

Come si vede, date le somme in gioco, è il caso di dire che si tratta della più grande operazione mobiliare negli ultimi 30 anni, a livello locale, se si escludono le varie fusioni tra Cassa di Risparmio di Vercelli e quella di Biella, prima e poi di seguito le successive macro movimentazioni. Ma si tratta del settore bancario, dove negli ultimi anni e non solo a Vercelli queste cose sono state all’ordine del giorno per dinamiche del tutto esterne, se non anche estranee, all’economia del territorio.


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