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21/03/2013 - Vercelli Città - Cronaca

VERCELLI - Nella pancia del "mostro" - Lavori in corso all’inceneritore di Via Asigliano: occasione per un viaggio all’interno dell’ impianto che da 30 anni brucia i rifiuti, mentre fulmina i politici che lo difendono

Il sistema antincendio è stato rivisto e riadattato, così come il sistema di illuminazione - Si è pensato anche al ripristino dei macchinari



VERCELLI - Nella pancia del "mostro" -  Lavori in corso all’inceneritore di Via Asigliano: occasione per un viaggio all’interno dell’ impianto che da 30 anni brucia i rifiuti, mentre fulmina i politici che lo difendono
L’inceneritore di Vercelli



(s.tre.) - Tutti ne parlano.


Incombe sulla città portando dissapori e scatenando pareri contrastanti.


È il termovalorizzatore di Strada per Asigliano.


E’ stato spento dalla politica l’11 settembre 2012. Inavvertitamente: era quella stessa politica che lo voleva acceso ad ogni costo: hanno fatto un passo falso. Un soffocante eccesso di furbizia.


Dal 4 ottobre 2012 Atena Patrimonio ha valutato di riprendere l’attività.


A questo scopo, dal 16 ottobre, un presidio di sette persone se ne occupa per le operazioni di sorveglianza e manutenzione.


Atena – assicurano i responsabili – ha effettuato i test ambientali e operazioni di sondaggio


(Guarda il link http://www.vercellioggi.net/dett_news.asp?titolo=VERCELLI_&id=44323 ) .


Si è quindi appreso che sarà la Gia (Gestione Impianti Ambientale, la neo costituita società) a prendere in mano le redini dell’inceneritore.


Certo, il lavoro in questi mesi non è mancato e anche ora si sta facendo molto per riportare l’impianto ai livelli ottimali e azionare la prima linea.


Siamo andati a vedere, varcando il cancello di Via Asigliano: entrando nella pancia del “mostro”, come documenta il servizio fotografico.


Una specie di endoscopia, mentre l’inceneritore è in cura.


Un “tagliando” che – secondo i progetti di GIA – dovrebbe riportarlo alla efficienza,  dopo ingenti lavori di manutenzione.


Le attività che sono state svolte riguardano il ripristino di tutti i sistemi elettrici di bassa e media tensione, i quadri MCC (Motor Control Center) ed i PCC (Power Control Center). Il sistema antincendio è stato mantenuto migliorandolo, così come i sistemi di illuminazione di emergenza e non. Si è pensato anche al ripristino dei macchinari (pompe, turbine, alternatori, ventilatori ecc.) ed al sistema di controllo DCS (Digital Control System). Controllati anche gli impianti di depurazione fumi, così come quelli di gestione e registrazione dei rifiuti in ingresso. Non è mancato il check-up degli impianti di trasporto (nastri e redler), la sostituzione di parti fondamentali delle caldaie, il ripristino dei refrattari ed ogni attività finalizzata alla realizzazione dell’ “Information Technology”, il tutto per rendere operativo quanto prima l’impianto. Analizzando in sequenza cosa accade ai rifiuti all’interno del termovalorizzatore, abbiamo avuto di modo di valutare le varie fasi. Partiamo col presupposto che il termovalorizzatore è un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti, con due obiettivi: ridurli e produrre nel contempo energia elettrica col calore prodotto dalla loro combustione. Quando un automezzo trasporta un carico di rifiuti, entrando nell’impianto di Strada per Asigliano, viene sottoposto al controllo radiometrico per mano del cosiddetto “Portale della radioattività”. Passando all’interno di due appositi pannelli, viene monitorato ed il portale emette un segnale sonoro ogniqualvolta vengano rilevati carichi radioattivi. Ad esempio, risulterebbe radioattivo un carico di rifiuti ospedalieri trasportante iodio, spesso usato in medicina. Dopo di che, veicolo sale su apposita pesa. Un addetto, all’interno di una cabina, ne pesa il contenuto e ne registra il carico in ingresso. Farà poi la stessa operazione anche in uscita. Il mezzo – se destinato alla raccolta del RSU (Rifiuto Solido Urbano) - si porta quindi in un piazzale prospiciente i quattro portoni di scarico in fossa. In questa zona, tra l’altro, sono stati ripristinati e riposizionati due idranti per la sicurezza antincendio, per essere pronti a qualsiasi evenienza nel modo più rapido possibile. L’automezzo scarica il materiale all’interno di uno dei quattro portoni e se ne va. Il rifiuto viene quindi depositato nella fossa. Se il mezzo è invece destinato alla raccolta dei RSO (Rifiuti Speciali Ospedalieri), si dirige in altra area, ove i predetti rifiuti vengono posti su un nastro che li trasporta in una delle tre tramogge (unitamente al rifiuto RSU), per l’ingresso nelle camere di combustione. A questo punto, il rifiuto viene bruciato e questo processo porta ad avere dei residui solidi ed aeriformi. I solidi (le cosiddette scorie) vengono raccolti nella parte bassa dei forni e vengono trasportati su un nastro per finire in un vaglio. Vengono estratti il ferro e le leghe non ferrose. I molteplici vagli consentono di suddividere le scorie solide in varie pezzature, per l’avvio a smaltimento finale o recupero.


Le polveri leggere, quelle da elettrofiltro (ESP) e da filtri a maniche (FAM), vengono parimenti trattenute dai dispositivi di depurazione fumi e raccolte in modo separato per l’avvio a smaltimento finale. Infine il trattamento a umido della colonna gassosa: il fumo è costretto a passare attraverso colonne a umido a doppio stadio, dove per effetto chimico e fisico si realizza un ulteriore abbattimento degli inquinanti, che vengono “catturati dalla fase liquida”, anche mediante l’uso di opportuni additivi reagenti. Segue il trattamento di queste acque presso l’area “TAS” (Trattamento Acque Scarico), ottenuto mediante depuratore chimico-fisico dedicato; il fango prodotto dal processo depurativo delle acque di processo viene messo all’interno di appositi sacchi (detti “calze”); il fango viene poi allontanato per lo smaltimento finale.


All’interno del fabbricato vi sono tre linee costituite ciascuna da camera di combustione, canali di passaggio fumi, caldaia. Il fumo attraversando i canali scambia calore con i tubi delle caldaie (“boiler”), generando vapore che evolve in due apposite turbine per la produzione di energia elettrica. Lungo tutto il percorso, i fumi subiscono i molteplici trattamenti di depurazione precedentemente illustrati: il primo avviene nell’elettrofiltro, poi all’interno dei filtri a maniche. Il vapore che ha attraversato le turbine e ceduto l’”entalpia” utile agli effetti della generazione, condensa in apposito condensatore ad aria, passando allo stato liquido. Tutto il processo viene monitorato attentamente all’interno di una sala di controllo.


Come si ricorderà, l’impianto ora non è in funzione: la scorsa settimana è stata richiesta alla Provincia la volturazione dell’Aia, l’autorizzazione ad operare. Una sorta di licenza di esercizio prima intestata a Veolia, poi al Atena Patrimonio e Atena Spa, ora si chiede che la titolarità dell’esercizio passi ad Atena Patrimonio (che resta la proprietaria di tutto, terreno, impianto, sedime) e, appunto la società GIA srl, che si ripromette di ricominciare l’attività a fine aprile.


Ci riuscirà?    


 


L'inceneritore: qui avviene il processo finale
L'inceneritore: qui avviene il processo finale
Partale di radioattività con dietro la pesa
Partale di radioattività con dietro la pesa
Il piazzale con le porte: qui vengono scaricati i rifiuti solidi urbani
Il piazzale con le porte: qui vengono scaricati i rifiuti solidi urbani
Porta di scarico Rsu
Porta di scarico Rsu
Il nastro su cui vengono posizionati i rifiuti ospedalieri
Il nastro su cui vengono posizionati i rifiuti ospedalieri
Il nastro su cui vengono posizionati i rifiuti ospedalieri
Il nastro su cui vengono posizionati i rifiuti ospedalieri
I sacchi che contengono il fango bagnato
I sacchi che contengono il fango bagnato
Qui avviene il Trattamento acqua scarico
Qui avviene il Trattamento acqua scarico "TAS"
Qui avviene il Trattamento acqua scarico
Qui avviene il Trattamento acqua scarico "TAS"
I rifiuti passano sul nastro e finiscono dentro al vaglio
I rifiuti passano sul nastro e finiscono dentro al vaglio
Le ventole dell'inceneritore
Le ventole dell'inceneritore
La sala di controllo
La sala di controllo


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