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28/10/2010 - Vercelli Città - Società e Costume

RENZO FRANZO COMMENTA IL NOSTRO POSTER SU IL PIANO MARSHALL

Franzo «Quando arrivarono gli aiuti economici dagli Americani io ero alla Camera. Quei soldi hanno dato certamente un enorme contributo alla ripresa e allo sviluppo economico dell’Italia».






RENZO FRANZO COMMENTA IL NOSTRO POSTER SU IL PIANO MARSHALL
Renzo Franzo

Il vercellese Renzo Franzo, deputato alla Camera dal 1948 al 1968, è un diretto testimone degli aiuti portati in Italia dal famoso Piano Marshall.



Franzo, ricordando quei tempi, fa una doverosa premessa «Il periodo era difficile. Nel Dopoguerra eravamo ridotti alla fame. Il Paese era in ginocchio. Nel campo dell'agricoltura i soldi del Piano Marshall arrivarono solo indirettamente e solo gli accorati interventi del primo Governo democratico De Gasperi al Governo degli Stati Uniti, riuscirono a far dirottare verso l'Italia le navi colme di grano già dirette verso gli altri paesi».


Ma veniamo al Piano Marshall. Ecco che cosa ricorda l'Onorevole Franzo «Quando arrivarono gli aiuti economici dagli Americani io ero alla Camera. Quei soldi hanno dato certamente un enorme contributo alla ripresa e allo sviluppo economico dell'Italia soprattutto in certi settori e in certe zone geografiche particolarmente depresse e colpite dall'evento bellico. Pensiamo solo che la stazione ferroviaria di Roma fu realizzata con i fondi del Piano Marshall. Grazie a quel denaro ci fu una seria ripresa dell'economia che si basava su un principio molto semplice: le opere necessarie per la ricostruzione, oltre a poter essere materialmente realizzate, occupavano manodopera italiana e quindi creavano posti di lavoro».


Chiediamo all'Onorevole come venne accolto quell'aiuto degli Americani da parte delle forze politiche italiane «Noi democristiani eravamo con l'America – risponde Franzo – mentre i Comunisti storcevano il naso di fronte a quella prospettiva perchè la loro corrente politica era legata ai rapporti con l'Unione Sovietica. Però non si possono negare gli effetti positivi di quel contributo economico».


«Pensiamo – prosegue Franzo – che gli aiuti del Piano Marshall finirono nel 1952. Questo elemento, associato ai miglioramenti dell'apparato produttivo, fecero affermare al professor Pasquale Saraceno, illustre economista, che il 1953 fu il primo anno di vera normalità post bellica».


«Come ho già detto – conclude l'Onorevole Franzo – per quanto riguarda il settore agricolo, i contributi del Piano Marshall, non portarono grandi apporti direttamente perchè gli aiuti erano per lo più destinati alle grandi opere pubbliche. Anche Vercelli non usufruì mai in modo diretto di quegli aiuti in quanto non era considerata area particolarmente colpita o depressa».

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